Ray Donovan

Ray Donovan: Recensione dell’episodio 1.01 – The Bag or the Bat

Ray Donovan è la nuova serie con cui showtime spera di accontentare i suoi spettatori, già orfani di Weeds e tra poco abbandonati anche da Dexter; come spiega bene il nome della serie, lo show ruota intorno a quello che potremmo definire il fratello poco politically correct e più dark di Olivia Pope di Scandal. Ray Donovan, infatti, è un risolutore di Hollywood, suoi principali clienti sono attori, cantanti e divi dello spettacolo che quando s’infilano in situazioni difficili per non “sporcare” la propria immagine pubblica chiamano Ray per sistemare le Ray Donovan-101-bsituazioni scomode.  I tre casi che s’incrociano in questo episodio pilota: il giocatore di basket che si ritrova una donna morta di overdose nel letto, l’attore finto etero con un film in uscita che viene beccato con un transessuale dai paparazzi e la cantante pop che si prende una fissazione per Ray, sono storie solo accennate e servono più che altro a far capire di cosa si occupa il nostro risolutore e il suo gruppo. Il pilot si concentra soprattutto sulla famiglia d’origine del protagonista, che definire disfunzionale è un eufemismo. Ray è l’unico che apparentemente si è salvato e conduce una vita “normale”, anche se l’impressione che si ha alla fine dell’episodio è di una persona tutt’altro che equilibrata e serena. Uno dei due fratelli, Bunchy è stato molestato da piccolo e questo evento ha segnato per sempre la sua vita emotiva, non riesce, infatti, a rimanere sobrio per più di pochi mesi. L’altro fratello, Terry, è affetto dal morbo di Parkinson infine scopriamo anche che la sorella dei Donovan si è suicidata in giovane età sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Ah, dimenticavo e se il disagio generale non vi sembra già abbastanza, veniamo a sapere insieme con Ray che i Donovan hanno anche un fratellastro. Non è chiaro e questo ci dice qualcosa in più sul protagonista, se Ray resta più sconvolto dalla notizia o dal fatto che il nuovo fratello sia afroamericano. Origine di tutti i mali  Ray Donovan_101-csembra essere il padre dei Donovan, Mickey. Durante l’episodio assistiamo alla sua scarcerazione, all’uccisione del prete che aveva molestato suo figlio e infine alla riunione con i figli. La caratterizzazione e la presentazione di Mickey Donovan è stato uno degli elementi che poco mi hanno convinto di questo pilot a cominciare dalla scelta di Jon Voight che reputo assolutamente fuori parte per interpretare il ruolo, ho trovato quasi soap operistica ad esempio la conclusione, quando Mickey si reca di nascosto a casa di Ray per parlare con la moglie, da una serie che va in onda su un cable mi aspetto una scrittura decisamente più elegante; tutte le scene che hanno riguardato invece Mickey mi sono parse rozze e caricaturali. In generale, l’impressione è che si sia voluto inserire molto in questo pilot, forse un po’ troppo, creando un effetto d’insieme poco armonico, anche il montaggio delle scene ad esempio appare a dir poco “disordinato” e segmentato con scene quasi flash di durata limitata che, di fatto, spezzano la narrazione. Non è neanche molto chiaro, inoltre, se questo pilot rappresenta il modello delle prossime puntate o se, come mi auguro, si seguirà una narrazione più asciutta e lineare.
La serie è stata presentata come la storia di un risolutore di Hollywood, il fatto che i due casi, abbastanza inflazionati tra l’altro, vengano risolti e dimenticati nei primi dieci minuti Ray Donovan_101-ddisorienta un po’ lo spettatore a mio avviso, non è ben chiaro, infatti, su cosa si concentrerà in futuro e in che proporzione. Si spingerà sull’elemento drama famigliare o ci si concentrerà sui casi di Ray?
Nonostante questi punti poco convincenti, lo show mostra delle potenzialità, anche e soprattutto grazie a Liev Schreiber dotato di un carisma naturale, ci regala una recitazione minimalista e composta riuscendo a cucirsi bene addosso questo personaggio, tutt’altro che facile.
In conclusione, approcciandomi alla visione senza particolari aspettative, non sono rimasta molto soddisfatta da come tutta la storia è stata gestita colpa anche dei dialoghi che in questo pilot appaiono un po’ piatti contribuendo a quella sensazione un po’ soporifera d’insieme, sospendo il giudizio in attesa di continuare la visione.

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