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Ray Donovan: i 5 motivi per recuperare la serie

Ray Donovan

“Sei una star di Hollywood con problemi legali? Chiama Sabretooth”. Ecco la tagline di Ray Donovan, che ha debuttato su Showtime nel 2013, proseguendo per tre adrenaliniche stagioni, e quest’estate torna per una quarta stagione. La serie di Ann Biderman (Southland) potrebbe non essere il genere preferito da tutti, ma è una di quelle serie di cui dire “meglio vederla che perderla”, e qui vi diamo 5 motivi per recuperarla!

#1 – Liev Schreiber

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Molte serie TV si reggono sulle spalle di uno solo personaggio che rappresenta lo spirito e il corpo di tutto l’ambaradan. Mai cosa fu più vera nel caso di Ray Donovan, il cui titolo stesso ha solo due parole, nome e cognome di un uomo che da solo fa tutto lo show: Liev Schreiber. Lo conosciamo per essere apparso in diversi film, come Scream e X-men le origini: Wolverine. Schreiber spacca lo schermo con il suo sguardo glaciale, gli occhi penetranti e un fisico perfetto. L’espressione seria (in tre stagioni non ha mai riso) e la cura delle parole (ne dice due, tre per puntata) lo rendono credibile e spietato. Un uomo che fa il lavoro sporco senza battere ciglio, che si tratti di affari o della sua famiglia. E anche se Ray sembra indistruttibile, a volte lascia trasparire le sue debolezze che lo rendono più vero: in fondo è solo un uomo. Schreiber indossa i vestiti di Ray Donovan come se gli fossero stati cuciti addosso, sarebbe impossibile adesso immaginare Ray con un’altra faccia.

#2 – Il cast cioè Jon Voight

A portare avanti Ray Donovan, però, non c’è solo Liev Schreiber. La fortuna della serie si deve anche al resto del cast. Bisognerebbe citarli tutti, da Paula Malcomson, la tenace moglie di Ray, a Eddie Marsan e Dash Mihok, i fratelli Donovan. Ma la vera star è Jon Voight, un uomo che è una leggenda, per farvi capire subito chi è, basta dire che è il padre di Angelina Jolie. Voight interpreta il ruolo di Mickey, il Donovan Senior, un uomo senza scrupoli e un pessimo padre: ma è impossibile odiarlo. Lo show è un continuo litigio tra Ray e suo padre, e alle volte è difficile non parteggiare per Mickey, che con la sua faccia tosta e il suo sorriso colpevole riesce a strapparti un sorriso anche quando la mafia armena sta per massacrare tutti i presenti in sala. Ogni membro del cast è prezioso, ma la ciliegina sulla torta è di sicuro Jon Voight, e non fatevi ingannare dall’età, Mickey va come un treno! P.s. Un occhio di riguardo va anche alle guest stars della serie come Katie Holmes e Ian McShane.

#3 – Le botte

 

Ray DonovanRay Donovan è una serie di genere crime, infatti i crimini ci sono, ma non da risolvere: da insabbiare e nascondere. Ray deve coprire i suoi ricchi clienti e mantenere la loro reputazione immacolata; per farlo è pronto a tutto, letteralmente. Ray sa benissimo come risolvere i problemi che gli si presentano davanti: prende la sua mazza oppure usa direttamente le mani. Essere cresciuto nei brutti quartieri di Boston e avere sangue irlandese di certo (non) aiuta, in più il fratello Terry ha una palestra di Boxe: giuro, meglio non mettersi contro i Donovan. Non voglio lodare i “pugni e calci” in uno show, ma se si tratta di crime, vuol dire che si parla di criminali, e lì le scazzottate non possono mancare. Niente è, però, gratuito, ogni cazzotto ha un perché e non si ha mai la sensazione che sia forzato. Se vi piacciono i film d’azione alla Willis o alla Van Damme non rimarrete delusi, altrimenti lasciate perdere.

#4 – I colpi di scena

Un altro punto di forza di RayRay Donovan Donovan è la trama: ci tiene incollati allo schermo. Io per prima ammetto di aver iniziato a guardare la serie con molta diffidenza, ma dopo il primo episodio dovevo assolutamente sapere come sarebbe andata a finire. E non ci si annoia mai! Ogni scena è un pezzo del puzzle, che alla fine di ogni stagione viene messo insieme, dando un senso di completezza, ma allo stesso tempo la voglia di una nuova avventura. Le vite delle celebrità sono complicate, ma piano piano ciò che rende Ray davvero occupato è la sua famiglia. Le diverse problematiche trattate nella serie sono più che drammatiche, la criminalità, il senso di colpa, sono raccontati senza filtri o happy endings forzati. State certi però, che da un momento all’altro accadrà qualcosa che non avevate previsto.

#5 – La misura

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Ray Donovan è breve. Le stagioni al momento sono tre e ognuna è composta da 12 episodi. Se avete voglia di recuperare una serie, ma non avete troppo tempo a disposizione, questa è la candidata perfetta. Non avete bisogno di guardare mille episodi per rimettervi in pari, e la visione sarà più che coinvolgente: sarete curiosi di sapere cosa accadrà dopo. Non mi stancherò mai di sottolineare che alle volte “allungare il brodo” è più svantaggioso che altro, di Grey’s Anatomy ne basta uno. Inoltre, in pieno stile Ray Donovan, non si può mai strafare: si parla poco, si dorme poco e anche se si picchia duro, bisogna sempre fermarsi al momento giusto. Amen.

La quarta stagione andrà in onda a partire dal 26 giugno 2016, avete tempo! Fatevi trovare preparati!

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