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Ravenswood

Ravenswood: Recensione dell’episodio 1.01 – Pilot

Apprendere della nascita degli spin-off è un qualcosa che mi ha sempre emozionato, ipotizzavo quale personaggio si sarebbe distaccato dalla serie madre per dare avvio ad una narrazione avvincente, con nuovi personaggi, nuovi luoghi da esplorare e una maggiore possibilità di esplorare il carattere di personaggi che già avevamo imparato ad amare. Sono, a mio avviso, numerosi gli esempi di spin-off ben riusciti, riguardo sempre volentieri Angel, Melrose Place, Private Practice, quest’anno devo ammettere anche The Originals, ma tra queste serie mi rifiuto categoricamente di annoverare Ravenswood.

35177Prima di tutto sono convinto che Marlene e il suo team abbiano commesso degli errori inqualificabili, prima fra tutti la scelta di optare per una narrazione a tematiche horror/sovrannaturale. Se Pretty Little Liars è sempre stata una serie di difficile comprensione, dato il mystery di cui è intrisa, Ravenswood, invece, ha ridicolizzato la sua serie madre, facendoci comprendere come a poca distanza dalle quattro bugiarde, magie, fantasmi, morti viventi e streghe sono all’ordine del giorno. Benché convinto che uno spin-off debba procurarsi una propria identità libera e spesso discostata dalla serie madre, qua mi sembra che si è voluta totalmente ribaltare la medaglia, dando vita ad un prodotto di scarso valore, di scarso interesse e ammettiamolo anche di scarsa recitazione.

ravenswood-1x01-092513Secondo imperdonabile errore è la scelta di Caleb Rivers come protagonista. I grandi personaggi che abbandonano la serie madre hanno sempre, dal punto di vista introspettivo, del grandissimo potenziale che può essere esplorato maggiormente donandogli una serie tutta per sé. Pensiamo alla profondità del personaggio di Klaus, che abbandonando The Vampire Diaries, sta riuscendo a dar vita a qualcosa di gran lunga superiore alle avventure ormai stancanti e ripetitive dei fratelli Salvatore. Caleb, invece, è stato, a mio parere, un personaggio inutile ai fini della trama di Rosewood, sempre troppo impegnato fra la ricerca della sua vera famiglia, che ammettiamolo smorzava spesso la tensione degli episodi di Pretty, e i computer. Quasi un’ombra del personaggio di Hanna. Devo ammettere che trovavo pesante la sua partecipazione a Pretty Little Liars, ma potevo accettarla. Quello che trovo inammissibile è la sua partenza su due piedi per Ravenswood per aiutare un’emerita sconosciuta nella ricerca dello zio che sembra essere scomparso.

Da qui si muovono le storie dei cinque protagonisti della serie, accomunati da una medesima maledizione che da anni si abbatte sulla cittadina e che porta con sé un’aura di morte e mistero. Assolutamente sconsigliata per tutti coloro che amano il vecchio Pretty delle origini e sono alla ricerca di nuovi misteri da sbrogliare. Totalmente consigliata a chi vuole conciliare il sonno e perdersi nel non-sense più assoluto e banale.

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