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Pure Genius: Recensione dell’episodio 1.01 – Pilot

Pure Genius

Pure Genius è la nuova creatura di Jason Katims, la mente dietro agli amatissimi RoswellFriday Night Lights e Parenthood. Si coglie la sua particolare impronta in questo primo episodio? Di getto direi di no, ma ammetto di non aver mai visto Parenthood e va considerato che un pilot è sempre una creatura difficile da giudicare con chiarezza. E questo è anche il suo primo procedurale.

Bunker Hill, una clinica ai limiti della fantascienza

Pure Genius è un classico medical drama che parte, però, da una premessa un filo differente. Al centro c’è sempre una squadra di talentuosi dottori, ma a guidarli c’è James Bell un giovane genio che, dopo aver fatto un mucchio di soldi nella Silicon Valley, ha deciso di aprire una clinica d’avanguardia dove accogliere i casi più complessi che verranno risolti con le tecnologie più moderne e sperimentali. Lui non è un medico, solo una mente brillante e visionaria che vive di intensi entusiasmi e frustrazioni. Augustus Prew fa un ottimo lavoro nell’interpretarlo, bilanciando gli aspetti un po’ irritanti del suo carattere con quelli più positivi ed è difficile non rimanere affascinati dal suo personaggio, soprattutto dopo aver scoperto i suoi problemi personali.

Pure Genius

La scelta vincente di questo primo episodio è di introdurci alla storia e ai suoi personaggi tramite l’arrivo alla clinica del Dottor Wallace (Dermot Mulroney), un esperto chirurgo che, licenziato dal precedente ospedale per aver ucciso un paziente, ha ricevuto un’offerta di lavoro da Bell. Beacon Hill ci appare attraverso i suoi occhi meravigliati e allo stesso tempo diffidenti ed è assieme a lui che ci avviciniamo ai pazienti in cura alla clinica e alle loro storie.

È dal punto di vista strettamente medico che questo pilot mostra più debolezze. Troppi pazienti tutti insieme (il caso del braccialetto poteva essere decisamente eliminato) e casi troppo eclatanti, che vengono risolti in maniera un po’ semplicistica con tecnologie al limite dell’assurdo. Se uno dovesse basarsi solo sull’aspetto strettamente medico del telefilm probabilmente sarebbe portato a strapparsi i capelli dalla testa, ma per quel che mi riguarda questo pilot ha funzionato a livello emotivo. Quando ho visto i mini piedini del neonato, per quanto tutto fosse filato via troppo facilmente e il caso di abuso fosse stato risolto in due secondi, quasi mi sono messa a piangere.

Pure Genius ha un ottimismo contagioso

Prima di tutto, promosso è il cast, a partire dai due protagonisti che mi sono parsi molto convincenti e che hanno mostrato fin da subito una dinamica interessante che promette buone cose per il futuro. Altro elemento che mi è piaciuto molto è l’energia che pervade questo pilot. Il senso di entusiasmo e ottimismo (probabilmente anche un po’ spaccone) che nasce da James Bell e che pervade tutta la clinica. Un desiderio di fare tutto il possibile per cambiare in meglio le cose, nella convinzione che l’uomo con la sua intelligenza e la sua perseveranza (e in questo caso parecchi soldoni) possa raggiungere tutti gli obiettivi che si pone. Questo pilot mi ha contagiato con la sua energia positiva. Ed ha molto aiutato anche la sua colonna sonora, che ha sottolineato i momenti più emotivi arricchendoli con grazia.

Ho buone speranze per questo telefilm, non tanto dal punto di vista medico-scientifico, ma per i suoi personaggi e per il suo spirito positivo che, per uno show di questo tipo, è abbastanza inusuale.

Voto 3,5

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