fbpx
Prison Break

Prison Break, inno alla maestria dell’ingegno umano

Un telefilm capace di stupire grazie alla grandezza e alla maestria dell’ingegno del protagonista, un vero supereroe dei giorni nostri.

“Uno dei migliori show televisivi di questa stagione”. E’ questo quanto dichiarato dal “Philadelphia Inquirer” alla premiere di “Prison Break” e noi fan italiani non possiamo che essere assolutamente d’accordo con questa testata giornalistica americana.

Dopo “24”, “Prison Break” è senza ombra di dubbio il drama dell’impossibile, lo show che tramite un protagonista un po’ supereroe racconta il disperato tentativo di un uomo di salvare suo fratello maggiore condannato ingiustamente alla pena capitale. L’eroe di cui stiamo parlando è Michael Scofield (Wentworth Miller), un ex ingegnere della Middleton, Maxwell & Schaum di Chicago, che commette un furto a mano armata per perseguire un solo obiettivo: essere incarcerato al Fox River State Penitentiary, la prigione dove suo fratello Lincoln (Dominic Purcell) è stato rinchiuso nel braccio della morte. Il piano, studiato nei minimi particolari, è quello di riuscire a far fuggire Lincoln prima che venga giustiziato. Ma senza una planimetria della prigione Michael non può portare a termine il piano ed ecco l’idea straordinaria e, possiamo anche ammettere, alquanto pazzesca: tatuarsi su tutto il corpo l’intera mappa della prigione e, in codice, le linee guida della fuga e della sopravvivenza fuori da Fox River. Un piano di fuga diabolico che rasenta l’impossibile e che viene magistralmente eseguito alla lettera da Michael, l’unico personaggio la cui intelligenza e maestria sono paragonabili all’altro supereroe del piccolo schermo: Jack Bauer (Kiefer Sutherland in “24”).

Ma “Prison Break” non racconta solo la vita dei due uomini protagonisti, Micheal e Lincoln, ma anche di due donne dal grande coraggio: Veronica Donovan (Robin Tunney) avvocatessa ed ex-girlfriend di Lincoln e Sara Tancredi (Sarah Wayne Callies) la dottoressa della prigione di cui Michael si innamora. Due donne dal cuore profondo pronte a tutto per credere ed aiutare i due protagonisti con i quali decideranno di legarsi per sempre, sino alla fine.

Nonostante si svolga in prigione, “Prison Break” racconta il grigiore e la dura vita dei carcerati in maniera meno brutale rispetto all’altro prison drama degli ultimi anni: “Oz – Oswald State Penitentiary” della HBO. Con quest’ultimo serial, “Prison Break” condivide comunque lo stesso modo di raccontare la vita in prigione, schiava di allucinanti regole razziali e da un profondo odio che sembra difficile da eliminare.

Dopo tre stagioni, il serial ha dimostrato egregiamente di saperci sorprendere ad ogni episodio ma riusciranno i nostri supereroi a stregarci ancora per un’altra stagione? Non possiamo saperlo a priori e dunque non ci resta che attendere i nuovi episodi per capire cosa gli sceneggiatori si inventeranno per Michael e Lincoln. Nel frattempo i fan di Telefilm-Central.org continuano ad elogiare il serial sul forum dimostrando, ancora una volta, che anche loro trovano che “Prison Break” sia un giusto e ben fatto mix tra il duro serial “Oz” di Tom Fontana, che ha ottenuto un ottimo riscontro di pubblico, e l’intramontabile cult movie “Fuga da Alcatraz” di Don Siegel.

Comments
To Top