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Pretty Little Liars

Pretty Little liars: Recensione episodi 6.04 – Don’t look now e 6.05 – She’s no angel

Se siamo arrivati fino a qui con questa serie vuol dire che nel ben o nel male, Marlene King e gli altri sceneggiatori hanno portato a termine il loro compito:TROIAN BELLISARIO, ASHLEY BENSON coinvolgere lo spettatore per sei intere stagioni, nelle storie di quattro adolescenti che vivono in una cittadina in cui la televisione trasmette in bianco e nero, il tempo ha uno scorrere dilatato, e pullulano gli psicopatici, ma soprattutto in cui bambini di tre anni possono sparire senza che nessuno si ricordi nulla.

Già, perché se inizialmente l’idea di Charles mi aveva entusiasmato, avendola accolta come una boccata d’aria fresca, ora che iniziamo a vederne i pilastri logici su cui dovrebbe poggiare, questa storia non torna. Possibile che un bambino che per un po’ ha fatto parte della famiglia DiLaurentis sia sparito dalla memoria collettiva di tutti? E poi che sia stato mandato in un manicomio? Ma dove stiamo a Sparta? Suvvia Marlene, vuoi farci credere che questo Charles era talmente ingestibile da avere bisogno della camicia di forza?

Asylum a parte, Charles non solo ha passato tutta la sua esistenza rinchiuso ma pare che sia morto adolescente. Naturalmente come le bugiarde, non ci crediamo neanche noi. Ma anche se fosse sopravvissuto non si spiega il mega rifugio anti atomico dove da solo è riuscito a ricostruire le camere delle ragazze, un sistema sofisticato di telecamere e circuiti di sicurezza, senza che nessuno scoprisse niente; va bene essere “Bob l’aggiusta tutto” ma all’indecenza logica c’è un limite.

DRE DAVISPur restando convinta che A non sia una persona sola, devo ammettere che questi due episodi, sulla scia della sesta stagione, risultano molto adulti. Nel senso che trattano tematiche importanti per i personaggi, la tensione è più forte e la storia procede velocemente. Le bugiarde non solo devono fare i conti con A che non è stata catturata/o e che è sicuramente su tutte le furie, dopo la “Dollhouse” devono riuscire anche a riprendersi dal sequestro di persona.

Chi dorme in terra, chi si aiuta con muffin “distensivi”, chi fotografa la veduta dalla finestra per accertarsi di essere a casa e chi aiuta altri per aiutare se stesso. Insomma non solo sopravvivere a A ma anche a se stesse.

La domanda che nasce spontanea è e se dalla Dollhouse non ci fossero mai uscite? Se questi episodi fossero una specie di sogno o realtà parallela? Oppure se in realtà Charles non fosse A, ma semplicemente il fratello malato di Ali che in qualche modo contorto vuole proteggerle?

A si è attivato quando un corpo è stato fatto ritrovare nel giardino di casa DiLaurentis, perché in quel momento e non prima, dopo la scomparsa di Ali? Perché si è messo anche contro di lei?

Troppi interrogativi dati da un numero enorme di episodi, e da una trama che si è sfilacciata troppo e che adesso che si avvia verso la fine, porta con sè i buchi e le lacune che non può colmare.

Interessante anche il poco spazio dato alle relazioni amorose in questa prima metà di stagione, che in qualche modo aiutano il ritmo generale a restare sempre teso.Capture2-660x400

Le bugiarde sono più attive che mai, zompettano su tacchi dodici nei manicomi, rubano dolcetti, fotografano bambole rotte, rimorchiano povere fanciulle instabili, litigano, urlano e corrono, ma sono sempre le nostre adorabili piccole bugiarde.

Good Luck!

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