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Pretty Little Liars: Recensione dell’episodio 4.01 – ‘A’ is for A-l-i-v-e

Tornano le bugiardelle carogne e con loro anche la voglia di prendere a sberle Ashley Benson. Ma non siamo qui per parlare male di lei. Almeno, non solo. Siamo all’inizio della quarta stagione e la posta in gioco era alta. Conoscendo gli autori di Pretty Little Liars non ci si sarebbe dovuti aspettare chissà cosa da questa season premiere.

Fatemi dire subito che questo non è un brutto episodio. L’ingresso di Mona nella cerchia delle psicotiche (perché diciamocelo, a comportarsi come si comportano risultano quasi più esaurite le 4 protagoniste che “A”) rende finalmente tutto un po’ più movimentato. Grazie al cielo adesso c’è qualcuno che non ha paura di sporcarsi le mani, che non fa faccine beote e che punta al sodo. Era ora.

pll-401-06Mona è ufficialmente parte del gruppo, almeno per quanto riguarda “A”, che ne crea una versione in bambola e la mette insieme alle altre, a indicare che adesso anche lei è “il nemico”. Il ritorno di Mona tra i buoni permette di dare risposta a una nutrita serie di piccoli misteri. Il punto è che sono tutti misteri troppo secondari, curiosità, che non spostano di una virgola tutto l’intreccio principale. Sapere che è stato Lucas a fare il massaggio ad Emily, che Cece era andata a trovare Mona in ospedale psichiatrico… fino alla rivelazione del cliffhanger del finale della terza stagione, ovvero il contenuto del bagagliaio dell’auto del detective Wilden… tutto questo non svela assolutamente nulla. Quando hanno inquadrato il cadavere di maiale avrei voluto urlare improperi contro gli autori. Ma ormai siamo abituati… In ogni caso, il punto centrale resta sempre e solo uno: scoprire chi sia questa Red Coat, ossia la “nuova A”. Occhio allo spoiler qui sotto…

pll-401-02Tante sono le congetture che si sono rincorse in rete. Dopo aver visto che la “prima A” era Mona, come del resto è scritto nei libri da cui la serie tv è tratta, molti hanno pensato che anche Red Coat potesse essere il personaggio che si scopre nei romanzi. Marlene King, runner della serie, ha più volte smentito che questa Red Coat possa essere, infatti, la sorella gemella dimenticata di Ali. Questa teoria è pesantemente supportata da un gran numero di indizi sparsi per la seconda e terza stagione (dalle storie sulle sorelle, le bambole fino alle foto appese in camera di Ali). Inoltre è proprio quello che succede nei libri. Ma, ripeto, la runner ha smentito che la serie tv seguirà i romanzi in questo particolare aspetto.

Per cui… chi sarà la donna in rosso? Che poi potrebbe essere la stessa persona apparsa in nero al funerale di Wilden. Del resto alla fine dell’episodio vediamo che questa donna in lutto si specchia con addosso la maschera di Ali. Bruciata. Hm. Che sia davvero Ali? Perché avrebbe dovuto mettersi addosso una maschera di se stessa? Di sicuro non per camuffarsi, perché riconoscere la maschera è riconoscere lei.

pll-401-03Comunque, fino a qui, le cose intriganti dell’episodio. Per il resto c’è un po’ della solita zuppa. Partendo da Hanna… Se prima avevo il dubbio che volessero farla sembrare simpatica, adesso sono certo che la vogliano far passare per cretina. Il livello delle sue battute è sceso al punto da fare impallidire dalla vergogna i dialoghi di una soap opera peruviana. E comunque la recitazione di Ashley Benson e di Shay Mithcell continua ad essere ignobile.

Fortuna che la tiritera tra Aria ed Ezra si sta esaurendo. Per un momento ho gioito quando Aria si è immaginata la scena dell’arresto del professorino. Un po’ di pepe non avrebbe guastato. E invece niente. Al solito. Vabbè.

pll-401-05Vada come vada, la serie mantiene il suo schema: per ogni mistero svelato ce ne sono due nuovi che spuntano fuori. Jenna ha una scottatura sul braccio, nella bara di Wilden c’era il cellulare della madre di Hanna, la madre di Toby aveva dei problemi psicologici e qualcuno lo ricatta, la madre di Ali è tornata ed è più inquietante di tutti gli altri messi insieme, chi era insieme a Wilden sul treno di Halloween, oltre alla consueta lista di attività di “A” (sms, minacce, ecc…).

Penso che la runner e gli autori di Pretty Little Liars si stiano divertendo un po’ troppo a tirarla per le lunghe, complicando una trama che avrebbe potuto essere decisamente più dirompente se asciugata un po’. Questo episodio, per quanto denso di “accadimenti”, ne è un esempio. Tantissimo fumo e pochissimo arrosto. Ma del resto si tratta di una season premiere, che solitamente hanno due obiettivi: sciogliere il cliffhanger precedente e mettere le basi per la narrazione della nuova stagione.

Da questo punto di vista “’A’ is for A-l-i-v-e” svolge egregiamente il suo compito, incuriosendo ancora di più lo spettatore che per gusto o per masochismo ha deciso di continuare a seguire le quattro (ora cinque) bugiardelle. Il grande numero di rivelazioni e nuovi personaggi rendono questa season premiere piuttosto valida, tenendoci incollati allo schermo, come non sempre in passato gli altri episodi sono riusciti a fare. Quindi… bentornate bastardelle!

Alessandro

Pianoforte a 9 anni, canto a 14, danza a 16 anni. Poi recitazione. Poi la scuola professionale di Regia Cinematografica. Poi l'Accademia di teatro di prosa. Anche grafica, comunicazione, eventi di spettacolo. Ma qui soprattutto un amore sconfinato per le serie tv americane e inglesi, con la loro capacità di essere le vere depositarie moderne della scrittura teatrale antica anglosassone.

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