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Poldark: Recensione dell’Episodio 1.01 – Episode 1 e 1.02 – Episode 2

Tagliamo la testa al toro: Poldark è sciatto, privo di consistenza e qualsivoglia coinvolgimento. Dimenticatevi Colin Firth che esce dal lago con la camicia appiccicata addosso, scordatevi Alan Rickman che corteggia galantemente l’orgogliosa Marianne Dashwood e, già che ci siete, non pensateci neppure a Matthew Crawley, che quello è bello e salpato verso lidi statunitensi. Figuratevi piuttosto un’Inghilterra appena Nice head-samosa … Aidan Turner as Ross Poldark and Eleanor Tomlinson as Demelza. Photograph: Robertscampata al fallimento della Guerra d’Indipendenza americana (persa), con i banchieri senza scrupoli che fiatano sul collo degli imprenditori che ancora fanno stare in piedi le loro imprese, delle dame che hanno in mente soltanto un chiodo fisso (si, avete capito bene!) e i nobili la cui massima preoccupazione è cosa mettere in tavola per cena.

Il primo episodio della serie di otto puntate, adattata per lo schermo da Debbie Horsfield e diretto da Edward Balzagette, prometteva molto bene. Mantenendo un ottimo ritmo, avevamo visto Poldark tornare nella sua terra natia, dopo tanti anni trascorsi sui campi di battaglia, solo per scoprire che era il suo anno sfortunato: padre morto, casa distrutta e l’amata promessa a suo cugino. Se avesse avuto pure un cane scommetto che sarebbe stato schiacciato da una carrozza! Ma se pensate che un tipo come Poldark – senza un quattrino e con il parrucchino di capelli più brutto che esista in circolazione – si lasci abbattere da queste sciagure, non avete mica inquadrato il tipo! Il giovane Ross, infatti, rimette in sesto casa con l’aiuto di Barbone e Barbona, vende tutto quello che gli resta in modo da poter comprare qualche soprammobile per la casa ripulita e, dato che ha anche un buon cuore (oltre che niente cervello) assume anche la prima senzatetto poldark_5maltrattata che trova, con tanto di cane al seguito. Non attribuisco la colpa a Aiden Turner che, gli va riconosciuto, se l’è cavata abbastanza bene nei panni del tormentato ricco in disgrazia, ma è il resto a non reggere: non puoi costruire una villa su una palafitta tenuta su da un unico tronco ed aspettarti che non collassi su se stessa!

La trama mette in gioco fin da subito tanti elementi, forse perfino troppi, senza preoccuparsi di approfondirli a dovere. Se vogliamo essere franchi (e siamo qui per questo) la presentazione dei personaggi – esclusione fatta per pochi eletti – viene fatta in modo caotico e banale. Perché è banale un uomo che, dopo quattro anni di guerra, ancora non accetta che suo cugino abbia sposato la donna che ama, anche se la ama ancora ardentemente. Come se niente fosse, Ross prima flirta con Elizabeth e poi propone a Francis di aprire insieme la miniera: massì, la coerenza è da qualche parte in fondo all’Atlantico! E’ come se la trama cercasse di cambiare il tono della narrazione da una scena all’altra, creando semplicemente scompiglio nello spettatore che, giustamente, spera solo di ricordare i nomi dei protagonisti dopo i 40 minuti dell’episodio e, semmai, capire come siano tutti imparentati tra loro.

poldark_3Se il primo episodio riesce, con sforzo e parecchia titubanza, ad introdurre una serie interessante, di meno (se non affatto) ci riesce il secondo episodio. Piatto, incapace di suscitare un minimo di interesse e di sorpresa, continua sulla scia della banalità. Mentre sembra scontato che, da qualche parte, durante la stagione, Demelza e Ross finiranno insieme, lui continua imperterrito a flirtare con la cognata! Non solo nella privacy di casa sua ma anche al ballo, con tutti gli abitanti della loro piccola città a fissarli. Letteralmente, fissarli. Perché pare logico che in una piccola città che vive solo dei profitti delle miniere non ci esistano altri scapoli se non un soldato senza un soldo, appena tornato dalla guerra, che qualsiasi donna sogna di sposare. Esilarante lo stalkeraggio da parte di madre e figlia, che inseguono Poldark tanto al ballo quanto poi a casa: non si può dire che non abbiano perseveranza, quanto meno!

Quelli che dovrebbero apparire come gli antagonisti della serie – i banchieri corrotti, a cui non importa nulla della gente ma solo del poldark_2denaro – non ci fanno né caldo né freddo. Li vediamo tramare, discutere come se nulla fosse del suicidio dell’uomo a cui avevano mandato un sollecito di pagamento e poi sussurrare parole e dicerie alle orecchie sensibili di Francis ma… ci importa? In realtà no: siamo troppo presi dal contare i lunghi minuti in cui Poldark si fa le cavalcate sulla scogliera (sempre la stessa) con la musichetta tragica in sottofondo (sempre la stessa) e la bella Demelza sotto braccio. I cattivi dovrebbero essere tali per molto più che la proprio storia di sottofondo, non dovrebbe essere abbastanza dire che sono banchieri e spietati per fare in modo che il pubblico li odi.

Non accennando ai costumi (anche io ho un limite per le critiche che posso fare in un solo giorno), non si può poldark_1tuttavia evitare di parlare del cast. Come già accennato adatti e perfino interessanti le interpretazioni di Aiden Turner e Eleasnor Tomlison (lei più di lui, purtroppo), così come quella di Heida Reed nei panni della donna straziata dal sentimento e dal dovere. Non si può fare a meno di provare tenerezza per i fratelli Poldark – Francis e Verity – che compensano con il loro faccino tenero la mancanza di fascino o di bellezza. Una trama come quella di Verity che prometteva di essere interessante ed intrigante l’hanno stroncata nel giro di 40 minuti, senza pensarci due volte: sbagliato, dovevate pensarci eccome! Non possiamo mica sorbirci le intense occhiate tra Ross e Elizabeth per altre sei settimane, non vi pare?

Avrei tanto voluto promuovere questa serie, vi assicuro che è così, ma c’è un limite a quello che un’appassionata di period drama può sopportare. Se volete una serie che dia un volto e un’ambientazione al vostro romanzo rosa preferito, questa è la serie che fa per voi. Se cercate spessore e intrattenimento di alto livello… state alla larga.

1.01 e 1.02

Piatto

Valutazione Globale

User Rating: 2.73 ( 3 votes)

Kat

Cavaliere della Corte di Netflix e Disney+, campionessa di binge-watching da weekend, è la Paladina di Telefilm Central, protettrice di Period Drama e Fantasy. Forgiata dal fuoco della MCU, sogna ancora un remake come si deve di Relic Hunter.

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16 Commenti

  1. Bah io ho visto oltre al melodramma, tipico di un romanzo di fine 700, la ricostruzione economica e sociale dell’Inghilterra di quei tempi e la lenta progressiva decadenza della famiglie antiche e nobili. La Cornovaglia, con i suoi paesaggi stupendi, la voglia di lottare e di riscatto di Ross e Demelza. Se Poldark e’ un harmony, allora Outlander cos’è scusa ( premetto che io adoro Outlander)? Secondo me dovresti dargli un’altra chance.

  2. Mi sembra una recensione piuttosto superficiale e tra l’altro non coglie per nulla il momento storico della vicenda; in quel periodo c’era un grande arricchimento della borghesia che però era priva di titoli nobiliari e voleva contare su casati antichi e illustri e cercava di comprarli o per matrimonio (qui si spiega anche il fatto dello stalkeraggio) o per amicizia (qui il banchiere che vorrebbe l’appoggio di Poldark per il nome).

  3. Dunque, come prima cosa evitiamo le offesone ai recensori perché un punto di vista non è una pistola fumante…detto ciò Poldark come Outlander nasce come romanzo scritto da autori che quell’epoca non l’hanno vissuta e che impregnano le loro opere di quell’aurea di malinconia e romanticismo facile che dopo un po’ cozza con la realtà sociale. Se pensiamo alle opere della Austen (di cui la BBC ha riutilizzato i set anche questa volta) oltre al romanzo esiste una critica sociale molto forte, che controbilancia la smielatezza del tutto. In Poldark non c’è, e in Outlander nemmeno. Sono romanzi che io definirei “easy” cioè di facile lettura e con una storia abbastanza scontata e non particolarmente originale. Questo però non vuol dire che in sé siano opere da disprezzare o da equiparare agli Harmony, ma semplicemente che non è necessario ne giusto aspettarsi qualcosa di più. Poldark è stato un grande successo della BBC negli anni 70 e l’idea di rifarlo magari non è delle migliori ma secondo me funziona per essere quello che è: un period drama scritto da autori contemporanei che vuole raccontare un ‘amore. Ci sono casi in cui la regia e la recitazione migliorano la storia di base (Ricordate Morte a Pemberley o The Paradise) e Poldark vorrebbe essere migliore della sua semplice storia ma non lo è…resta un buon prodotto per gli amanti del genere “period” che non hanno visto quello del 75 e non conoscono la storia, ma per gli altri si può tranquillamente evitare…

  4. Caterina tu parli di romanzi, qui il punto è parlare del drama trasmesso in tv dalla bbc.

  5. Però il fatto di conoscere la storia perché l’hai letta in questo caso ridimensiona le aspettative, quindi mi sembra ovvio parlare anche dei romanzi. Il drama della BBC fa il suo lavoro in modo onesto, semplice senza particolari problemi ma non brilla, non rientra nella categoria masterpiece a cui l’emittente inglese ci ha abituato. Se siete esperti di period drama questo però è palese…

  6. Prima di tutto il fatto che il romanzo sia facile da leggere, non implica che dietro non ci sia un accurato lavoro dell’autore. Trovo ovvio che non sono davanti alla Divina Commedia e non vorrei esserci, perciò trovo ingiusto il tuo commento sul non volersi aspettare niente di più. Poi il drama mi ha preso, non siamo davanti alla recitazione di Maggie Smith, ma sicuramente, come ho già detto, non merita il disprezzo che traspare dalla recensione.

  7. Io l’ho trovato divertente. Io e l’amica con cui lo guardo abbiamo fatto un drinking game: 1 bicchiere quando appare l’anello, 2 quando cavalca sulla scogliera, 3 quando ha i capelli della disperazione.

    Insomma… a volerlo vedere seriamente però non c’è moltissimo da stare allegri. Lui se la cava e poraccio ha tanto da penare con dei servitori inutili, niente soldi e gente che lo tira scemo.
    La famiglia di cugino e dentona è da sterminare. Tanta fatica a sopportarli mentre cambiano idea ogni 5 secondi. Lei non si sa cosa voglia e manco interessa molto visto che è caratterizzata 0.

    I banchieri, hai ragione Kutz, sono cattivi solo perchè devono esserlo e non capisco perchè nessuno abbia ancora picchiato quello che è sempre tra i piedi in ogni dove ed è insopportabile come un calcio negli stinchi.

    Demelza in compenso è tanto carina e alla fine la storia, tra una cavalcata e l’altra, si segue piacevolmente, ma insomma… speravo in meglio.

  8. La storia è carina dopo la terza cavalcata sulla scogliera e il terzo bicchierino, confessa Lalla! 🙂

  9. Qui si parla di esperti di period drama, di letteratura, di harmony e non.
    1^ Chi o cosa stabilisce chi sia un esperto, tanto da “recensire” un libro o un tf?
    2^ La godibilità di un libro o di un tf è resa possibile da tante sfaccettature.: personaggi, paesaggi, trama più o meno argomentata, recitazione.
    E chi siamo noi per giudicare?

    Mi pare che tutto sia diventato motivo plausibile per ergersi a critico esperto, opinionista.
    Personalmente mi godo un tf, che sia Outlander, Game of Thrones, Arrow o qualsiasi cosa che mi piaccia, senza fare uno studio universitario in merito. Un qualcosa che mi dia quella mezz’ora di “evasione”. Libri, film o tf non sono altro che questo: mezzi di evasione.

  10. Hai perfettamente ragione Barbara, ognuno è libero di godersi un libro o un film come preferisce. Poi, ognuno è altrettanto libero di discuterne e darne un giudizio secondo il proprio gusto. La libertà si declina in molti modi, non solo in quelli che fanno comodo.

  11. Se cercate spessore e intrattenimento di alto livello… state alla larga …da questo tipo di recensioni!

  12. Ma mi spiegate come si fa oggettivamente a incensare Poldark…ma basta! é una serie che più che va avanti più si mostra noiosa, ripetitiva, ovvia e per niente avvincente e recitata con i piedi…se cercate spessore e intrattenimento di alto livello continuate a leggerci che magari potreste scoprire cosa significhi davvero “alto livello” televisivo…

  13. Ho recuperato proprio in questi giorni questo period e devo dire che mi è piaciuto, secondo me con l’andare degli episodi migliora anche dal punto di vista della sceneggiatura che resta comunque l’elemento più debole.

    Se avessi dovuto recensire io i primi due episodi l’avrei bocciato anche io, anzi dirò di più, il pilot l’ho interrotto ben 3 volte.. non riuscivo ad andare avanti, troppo sciatto, invece poi dal terzo episodio si
    sistema e la storia prende ritmo e alla fine è risultata piacevole, I 5/6 attori protagonisti li ho trovati tutti bravi e in parte e nelle ultime battute della serie non nego che Aidan Turner e Eleonor Tomlison sono riusciti anche a farmi commuovere.

    Certo se ci si approccia aspettandosi la sottigliezza ed eleganza delle prime due stagioni di Downton Abbey si resta delusi, Poldark ricorda più il romance pure inserito in una cornice storica e denota un
    problema nella gestione di qualche scena, mi viene in mente quella del veliero naufragato: un caos per come è girata!

    Però tutto sommato la serie mi è piaciuta, mi ha intrattenuto e Ross e Demelza sono troppi carini 🙂

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