fbpx
Da recuperareNews Serie TVRubriche Serie TV

Please Like Me: i cinque motivi per recuperare la serie

Nel 2013 va in onda sulla rete Australiana ABC2 la prima stagione di Please like me, e tutti voi l’avete persa. Poco male. Per grazia divina la serie è stata rinnovata per una seconda (2014) e terza stagione (2015) e tutto fa sperare in una quarta season in onda l’anno prossimo. In quel caso non fatevi trovare impreparati. Le prime tre stagioni sono un delizioso pasticcino da gustare episodio dopo episodio. Ecco i cinque motivi per recuperare la serie scritta, diretta e interpretata dal giovane talento Josh Thomas.

#1 – Fa ridere

Please like me è una serie leggera, divertente, spensierata. La storia tragicomica di un ragazzo che scopre di essere omosessuale. La trama è tutta qui, ma lo stile e il taglio ironico con cui viene affrontato anche l’argomento più serio, rende tutto più simpatico e liberatorio. Please like me vi mette di buon umore, vi rilassa, vi tranquillizza e lo fa senza pretese e soprattutto senza volere niente in cambio. Quando tornate a casa stanchi morti dopo una giornata pesante, volete solo riposare e sorridere: Please like me vi toglie le scarpe, vi fa accomodare sul divano e vi prepara anche la cena. È magia. Agisce più o meno come la cioccolata (oppure la pizza): non fa domande e vi fa subito sentire meglio.

#2 – È originale

Una serie che parla di un ragazzo gay che convive con il migliore amico e va in giro con una comitiva di bizzarri amici, non sembra assolutamente niente di nuovo. Invece ogni volta che pensiamo di sapere cosa sta per accadere… boom: accade una cosa diversa. Adesso dirò la verità, la trama non è il punto forte della serie, ma si deve riconoscere a mani basse che l’effetto sorpresa c’è eccome, e lo sviluppo della storia cerca di rimanere nel regno del possibile, regalando a Please like me un bel colorito di realtà piuttosto che varie sfumature di questo succede solo nei film.

 

please like me

#3 – È breve

Dopo dodici stagioni di Grey’s Anatomy mi sento di rivendicare l’importanza della brevità di una serie TV, che ormai è un vanto più che uno svantaggio. Personalmente credo che le migliori serie siano quelle che dopo due o tre stagioni sono belle e finite, vedi il successo delle British series made in UK. Di recente la tendenza ad accorciare prevale rispetto a quella di allungare il brodo, e la trovo una gran cosa. Please like me vi dice tutto in venti minuti per episodio, gli episodi sono dieci per stagione (anzi la prima stagione ne ha solo sei) e dopo quattro serie probabilmente andiamo tutti a casa, felici e contenti. Il tempo è un fattore fondamentale, e troppe volte “non si ha il tempo” di guardare questa o quella nuova serie. Con Please like me il problema non sussiste, potete guardare un episodio durante un break di mezz’ora oppure prima di addormentarvi. Alla fine vi mancherà un po’, ma solo un po’: vi lascerà un sapore dolce in bocca, proprio come accade dopo aver mangiato una caramella. Ma troppo zucchero fa male.

#4 – Non è superficiale

Senza dubbio si tratta di un genere comedy (vedi #1), ma quando meno ce l’aspettiamo ecco l’insospettabile burlone di turno che se ne esce fuori con un discorso molto ben costruito e intelligente in cui analizza una cosa molto complicata e difficile da spiegare, ad esempio cosa voglia dire essere depressi oppure dover abortire o anche riuscire a crescere e diventare adulti senza deludere sé stessi e gli altri. Essere capaci di affrontare i temi della giovinezza, dell’omosessualità, della genitorialità, senza essere banali o pesanti, mantenendo un astuto equilibrio tra ironia e serietà, è un grande pregio, e nelle serie-commedia è davvero raro.

#5 – È Josh Thomas

Se Madame Bovary era Flaubert, Please like me è Josh Thomas. Ha fatto tutto lui: ha creato la serie, l’ha scritta, l’ha interpretata, e alla fine l’ha diretta. Inoltre abbiamo la netta sensazione che nella vita reale Josh non sia troppo diverso dal suo personaggio, che, non a caso, porta il suo stesso nome. Però una differenza c’è. Nonostante la serie di Thomas sia credibile e verosimile, si tratta sempre di finzione. Il Josh del mondo reale è un ragazzo molto serio che ha deciso di mettersi alla prova e realizzare un progetto in cui credeva. Siete dei fan de Il Piccolo Principe e Peter Pan? Rimanere sempre un po’ fanciulli va benissimo, ma coltivare anche il piccolo Josh Thomas che è in ognuno di noi non sarebbe male.

Francesca Plumari

Spettatrice di professione con brevetto da lettrice. Scrivo per lavoro e per amore. Mi appassiona quasi tutto. Vorrei essere Sherlock Holmes, ma non so suonare il violino.