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Person of Interest

Person of Interest: Recensione dell’episodio 4.01 – Panopticon

Nuovo assetto e buone premesse per la quarta stagione di Person of Interest

Dopo la pausa estiva, tra i tanti telefilm, torna anche Person of Interest con la sua quarta stagione. Il tutto parte da dove l’ultima puntata della terza stagione ci aveva lasciato: l’ordine mondiale è completamente cambiato perchè “Samaritan” è stato messo in funzione da Greer e dalla sua Decima Technologies, mentre la nostra “Macchina” si sta nascondendo, rimanendo comunque sempre in comunicazione con Root. Quest’ultima, in una delle sedi in cui vengono tenuti alcuni server di “Samaritan”, decide di trasferire sette server danneggiati per fare in modo che lei, Finch, Reese e Shaw possano cambiare identità senza essere rintracciati.

person of interest_401_bQuesto primo episodio ci presenta appunto le nuove vite dei protagonisti con un caso della settimana certamente importante di per sé visto che  tratta di un uomo che ha costruito una rete di comunicazione in grado di essere invisibile a “Samaritan”, ma utile soprattutto perché, con un intreccio di storie e situazioni, ci presenta ed introduce ciò che fanno ora i quattro difensori della “Macchina” e a quelle che sono le loro convinzioni ed idee attuali, mentre quelli della Decima continuano a cercarli.

La “Macchina” continua a comunicare solo con Root, ma a proteggere tutti e cinque i suoi agenti, “sei se conti anche il cane”, come dice la ragazza, ed è quindi stata questa intelligenza artificiale a decidere quelle che dovevano essere le nuove professioni di Reese, Finch e Shaw. Il primo è diventato un detective della narcotici che collabora anche con il dipartimento di Fusco e a fine episodio diventerà suo nuovo partner alla omicidi, andando ad occupare la scrivania che fu della Carter. Mi piace come sia stato approfondito così tanto il dolore dei nostri per la morte della collega e come di lei non ci si dimentichi mai. In molti telefilm i rimasti scordano in fretta chi non c’è più, invece qui apprezzo il fatto che la sua morte sia trattata in modo realistico e quindi, dopo lo sconvolgimento iniziale e la lenta accettazione della sua scomparsa, lei non venga dimenticata proprio come sarebbe nella vita vera, e c’è spesso un rimando al fatto che i nostri pensano continuamente a lei. Ciò si vede anche nei piccoli gesti come può essere quello della scena in cui Reese appoggia le sue cose su quella scrivania. Per quanto riguarda gli altri due, Finch non poteva che diventare un professore poco corruttibile di un college, mentre Shaw rappresenta ancora il lato comico della serie ed evidentemente lo è anche per la “Macchina” visto che le affibbia il lavoro di commessa in un grande negozio di cosmetici dove c’è anche un capo che le dice cosa fare e con estrema svogliatezza e riluttanza fa male ilperson of interest_401_c lavoro, spruzzando profumo in faccia alle clienti. L’unica parte su cui ho dei dubbi è il ruolo di Root: la “Macchina” non le ha dato un lavoro da svolgere, la sua nuova identità sembra essere quella della donna ricca che non fa niente se non girare per negozi. Mi viene da dire che in una situazione del genere per passare il più inosservati possibile sarebbe stato meglio confondersi nella società media e quindi avere un lavoro come gli altri.

La “Macchina” fa riunire Reese e Shaw e inaspettatamente un telefono pubblico suona e gli dà un nuovo numero, qualcuno che dovranno salvare o fermare dal diventare un omicida. Qui si aprono interrogativi interni al gruppo: Reese non vede l’ora di poter tornare al suo vecchio lavoro, Shaw ha paura che così possano uscire allo scoperto e quindi essere trovati da “Samaritan”, ma alla fine si buttano entrambi nel nuovo caso (nonostante i nuovi lavori interferiscano con il vecchio come nel caso di Shaw), mentre Finch è molto titubante sulla cosa: lui crede che ormai si è in un nuovo mondo dove loro devono completamente lasciare indietro quello che erano ed accettare quello che sono ora e la nuova realtà. Ma Root si presenta nel suo ufficio del college e gli dice che tutti hanno bisogno di lui, sia Reese che Shaw che la “Macchina”, che vuole che Finch torni ad ascoltarla. Quindi questo discorso di Root unito a quello di Reese sulla sopravvivenza lo convincono a tornare operativo. Così prende per il gruppo di agenti dei cellulari che funzionano con il sistema di comunicazione dell’uomo protagonista del caso della settimana in modo che tutti loro possano comunicare senza essere rintracciati da ”Samaritan” e segue le indicazioni che gli dà la “Macchina” che lo fanno arrivare ad un edificio, anch’esso irrintracciabile da “Samaritan”, che sarà la loro nuova base operativa.

person of interest_401_dIn tutto ciò, Reese prende contatti con Elias riallacciando la collaborazione che il criminale aveva con la Carter, una misteriosa agente della Decima arriva a New York per eliminare tutto ciò che rappresenta una minaccia al sistema stesso e Shaw viene reclutata da uno strano gruppo sempre per volere della “Macchina”. Quindi un buon ritorno per Person of Interest che mischiando sempre azione, dilemmi etici, questioni serie a momenti più leggeri e comici e mostrandoci situazioni sempre avvincenti, torna con una puntata introduttiva del nuovo assetto in cui i personaggi si trovano, ma che presenta anche delle novità e butta giù delle premesse interessanti per il futuro di questa quarta stagione.

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