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Person of Interest: recensione dell’episodio 2.20 – In Extremis

Si inizia a stendere il tappeto rosso del gran finale

Dopo un’estenuante pausa che ha fatto andare in astinenza Person-of-interestiana anche il meno devoto alla serie, il sorprendente telefilm riprende la sua programmazione stendendo il tappetto rosso a un finale che (da quanto si intende) ci farà andare in corto circuito.

Le prime difficoltà però sembrano essere già dietro l’angolo e, dopo aver visto morire Cal e gli altri agenti del Bureau, Reese e Finch assistono ancora una volta ad un malfunzionamento della macchina. Questa settimana infatti la macchina non avverte in tempo il duo della minaccia che incombe su un noto cardiologo e, per quanto Reese provi a sorvegliare il dottore durante un convegno per assegnargli un riconoscimento speciale, person of interest 2-20questi sembra essere già stato colpito dal suo attentatore. Reese scopre così che il dottore è stato avvelenato con il polonio, sostanza che non lascia via di scampo se ingerita. Battuto ancora una volta sul tempo, prova a redimersi dando l’occasione al dottore di vendicarsi colpendo a sua volta il suo assassino.

Ma il vero protagonista di questa settimana è Fusco, che sembrava essere stato messo in disparte nelle scorse settimane. Se è vero che il passato torna sempre a galla, questa volta per Fusco sembra l’ora di fare i conti con gli scheletri nel suo armadio (tra l’altro proprio di scheletri si parla). Rinchiuso in una stanza senza distintivo né pistola, Fusco sembra chinare il capo davanti alle accuse di omicidio alzate dagli Affari Interni nei confronti di un suo ex partner. E qui finalmente scopriamo un po’ di più sulla vita di Fusco e sull’inizio della sua “carriera” come poliziotto corrotto. All’inizio della serie, dico la verità, non provavo simpatia per questo poliziotto che sembrava essere il solito personaggio immischiato in giri loschi, ma ora, dopo aver capito il suo passato e averlo visto sul campo, è diventato una delle figure che fanno più compassione nella serie. Sarà che anche nel suo passato è stato incastrato (come successo a Reese) e costretto a compiere azioni che andavano contro la sua morale o sarà che comunque in molte occasioni lo si vede pensare sempre al figlio e alla famiglia ma Fusco è diventato un astro della redenzione e un esempio concreto di “seconda chance”. Certo non tutti riescono a capire che il buon detective è riuscito a dare un taglio ai vecchi vizi, come la Carter che, attonitaperson of interest - 2.20 fusco di fronte alle confessioni del collega, preferisce sbattergli la porta in faccia disinteressandosi del suo destino nelle mani degli Affari Interni. L’appuntamento con la prigione sembra ormai imminente e Fusco assiste inerme alla riesumazione di Stills che aveva ucciso anni fa. Restiamo tutti a bocca aperta quando l’escavatore non trova nessun cadavere e, di fronte alle minacce del suo interrogatore rilascia solo un sollevato “screw you!” (traduzione non disponibile).

Intanto Reese trasporta il moribondo dottore davanti al suo assassino lasciandolo a bocca asciutta dopo averlo avvelenato a sua volta con un bicchiere di vino al polonio (ottima annata!). Felice e moribondo il dottore si beve il suo ultimo bicchiere di whiskey invecchiato e, ringraziando Reese per l’opportunità datagli, si addormenta per sempre. Faccio una piccola considerazione: non sembra anche a voi che il dottore assomiglia vagamente all’Al Pacino dei nostri giorni e il modo che muore sulla sedia è identico all’ultima scena de Il Padrino? (forse sono io un po’ troppo cinefilo !).

Sono un po’ deluso però da come gli autori abbiano gestito i ruoli dei nostri protagonisti questa settimana; Reese sembra svolgere solo la funzione di accompagnatore senza intervenire più di tanto nel corso della puntata (un paio di cazzotti quotidiani però li ha dati), Finch del canto suo è assolutamente assente nella puntata e sembra attendere indenne l’inizio del pericolo del malware che incombe sulla Macchina. Ma non era per caso il super cervellone che l’ha inventata? Volete dirmi che non può nemmeno provare a scacciare il pericolo o ad aggirarlo? Bear sembra addirittura svolgere un ruolo più importante dei nostri protagonisti; assieme alla Carter riesce a salvare Fusco riesumando prima della Polizia il corpo di Stills che avrebbe condannato Lionel. Mi piace invece l’evoluzione che sta avendo la nostra detective Carter che la settimana scorsa si era vista portare via il suo amore e fuscoche rischia di diventare single anche del suo partner se non avesse agito andando contro la sua morale. La Carter sembra dare una seconda chance a Fusco preferendolo si sicuro al suo fianco che non dietro le sbarre.

Perché secondo voi Reese e Finch non si sono interessati a salvare Fusco? Arriverà il momento in cui Lionel potrà rinfacciare a Reese il suo totale disinteresse nella vicenda? La Macchina intanto, come detto all’inizio sta iniziando a perdere colpi e segnala in ritardo le minacce che incombono sugli irrelevant. Alla fine della puntata addirittura sembra andare in corto circuito e spegnersi; chi riuscirà a salvarci ora che il Grande Fratello sembra compromesso?
Che cosa ci riservano queste ultime due puntate?

Stiamo tuned!

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