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Person of Interest

Person of Interest: Recensione dell’episodio 2.12 – Prisoner’s Dilemma

Al ritorno dalla pausa Natalizia, questa serie tira fuori dal cappello un episodio talmente super che non ci sono parole per descrivere quanto sia stato brillante: solidità di trama, colpi di scena, ribaltamenti di fronte, questione centrale che, proprio quando sembra risolta, prende tutt’altre pieghe e un pizzico di comicità che non guasta mai. L’ultimo episodio prima della pausa ci aveva lasciato con Reese in prigione accusato, insieme ad altri tre uomini, di essere “l’uomo con il completo”. Con il ritorno di Person of Interest pensavo che questa situazione avrebbe trovato una soluzione positiva per Reese quasi subito invece, con la conclusione della puntata scorsa, il nostro uomo era ancora dietro le sbarre.

person of interest_212-02La parte più divertente, come spesso accade, viene affidata a Fusco che deve occuparsi di una persona indicata dalla macchina: una modella che un gruppo armeno vuole uccidere. Solo poche scene sono dedicate al caso della settimana (c’è qualcosa di più importante di cui occuparsi) e quindi poche volte vediamo Fusco in azione e questi momenti, nonostante il pericolo di vita della ragazza, sono sempre allegri (come quando lei spruzza negli occhi del poliziotto uno spray al peperoncino scambiandolo per uno che le vuole fare del male o quando, una volta sana e salva, dà un bacio ad un impietrito Fusco), allo scopo di abbassare un po’ la tensione visto che nel resto dell’episodio ci si occupa della questione molto seria di Reese.

Nella prigione di Rikers la Carter comincia ad interrogare i quattro uomini sospettati di essere “l’uomo con il completo”. Ognuno di loro dà una spiegazione del perché si trovava sotto la banca, inventandosi una identità. Ogni uomo ha alle spalle un’organizzazione molto forte che costruisce le prove a sostegno dell’identità che hanno creato per loro, quindi per l’FBI è molto difficile capire chi mente. Donnelly fa pressioni alla Carter perché faccia interrogatori più duri mentre lei è sempre più preoccupata che Reese venga scoperto, quindi collabora con Finch tenendolo sempre aggiornato sugli sviluppi dell’indagine. Nel frattempo Reese ha un po’ di gatte da pelare visto che in prigione ci sono molte sue vecchie conoscenze, ossia uomini che ha fatto arrestare, che vogliono fargli del male e una spia governativa (uno di quelli che aveva indagatoperson of interest_212-03 quando avevano sparato alla Corwin) mandato per uccidere tutti e quattro i sospettati. Ma qui incontra un alleato: Elias che lo vuole aiutare visto che Reese una volta gli ha salvato la vita. Dalla sua postazione internet casalinga, Finch, con l’aiuto della Carter e infiltrandosi nell’auricolare wireless con cui comunicano lei e Donnelly, prova varie volte a depistare quest’ultimo cercando di far ricadere la colpa su uno degli altri tre accusati. All’inizio non riesce nell’intento e Donnelly, che ormai non si fida più di niente e di nessuno, arriva alla conclusione che “the man in a suit” è Reese. Come ultima prova lo manda in cortile senza le guardie: vuole vedere emergere in lui le tecniche di combattimento una volta aggredito dagli altri detenuti. Ma Reese non ci casca e si lascia picchiare fino all’intervento di Elias che ferma tutto con un solo fischio. A questo punto la Carter cerca di far capire a Donnelly quanto sia diventato spietato e senza regole (addirittura far picchiare un uomo che potrebbe essere innocente!) perché offuscato dal bisogno di trovare l’uomo con il completo e, nonostante le proteste di lui, prende in mano la situazione e fa incolpare uno degli altri tre mercenari. Così Reese è libero. Ma, proprio quando sembra che la situazione si sia assestata, ecco il primo ribaltamento di fronte: lui e la Carter commettono l’errore di incontrarsi per parlare dell’accaduto, Donnelly li ha seguiti perché non si fidava della Carter e ora tutti i suoi sospetti sono confermati: John è “the man in a person of interest_212-04suit”. In questo momento sta agendo da solo, mette loro le manette e li carica in macchina per portarli in un posto sicuro da dove contatterà una delle poche persone di cui si fida. In questo momento avviene il secondo twist. La macchina su cui viaggiano viene colpita da una camion e, una volta ferma e distrutta, l’auto viene raggiunta da Kara (per tutto l’episodio ci hanno mostrato alcune delle vecchie missioni a cui hanno partecipato lei e John) che uccide Donnelly e inietta un sedativo a Reese.

Questa mitica puntata termina così. Mi auguro di scoprire cosa vuole Kara da Reese. Quello che credo è che per un po’ di puntate l’assetto che conosciamo cambierà, ma dopo cosa succederà? Ora non so più davvero cosa aspettarmi da questa serie! Menzione d’onore per Finch che, non sapendo ancora della liberazione di Reese e pensando non ci fossero più possibilità di salvarlo utilizzando i depistaggi, si prepara con attrezzatura ed armi d’assalto per farlo evadere!

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