
Person of Interest – 2.05 Bury the Lede
L’ultimo episodio di Person of Interest che ho recensito, ci ha mostrato un buon caso della settimana con un piccolo accenno alla trama orizzontale. In essa mi auguravo che questa serie tv avrebbe alternato episodi di trama verticale ad altri in cui gli autori ci mostrano il succo delle varie questioni aperte fino ad arrivare, piano piano, a concentrarsi quasi esclusivamente su questi ultimi. E con questo episodio il mio desiderio è stato esaurito almeno in parte: quella dell’alternanza di trama.
Questa puntata sembra partire da un normalissimo caso della settimana, ma ben presto rivela la sua importanza nel quadro generale: una giornalista, Maxine, fa di tutto per arrivare per prima sulle notizie e trovare un grande scoop, mettendo in pericolo anche la sua vita. La macchina dà il suo numero proprio quando lei sta indagando su movimenti ambigui fatti da due canditati sindaco. Proprio mentre Finch e Reese la seguono ovunque per proteggerla, si viene a sapere che la polizia ha arrestato tantissimi poliziotti corrotti che lavorano per l’HR (grazie anche alle soffiate di Fusco), senza però sapere chi è il grande capo di questa organizzazione. Fusco pensa di essere riuscito a fare tutto senza venire scoperto, invece viene avvicinato da Simmons, sospetta che lui sia la spia, e gli dice di far in modo che la polizia non scopra chi è il capo, altrimenti peggio per lui. La giornalista, quindi, vuole scoprire qualcosa anche su questo fronte e gli arriva una soffiata anonima: Zambrano, figlio di un ex membro dell’HR, è ora a capo di essa. Così lei scrive un articolo su ciò, ma la notizia si rivela falsa, e Zambrano ci rimette la vita. Quindi lei, come spesso capita in questo telefilm, da presunta vittima diventa colpevole, anche se inconsapevolmente, della morte di un uomo innocente.
Questa serie ci mostra spesso anche il suo lato comico e qui lo vediamo con il giochino di Tito di cui Finch non sopporta il fastidioso rumorino e soprattutto con il modo con cui Reese deve stare vicino a Maxine per proteggerla: lei sta indagando anche sull’uomo con il completo, quindi Finch fa conoscere Reese alla giornalista tramite un sito di incontri online e organizza un appuntamento tra i due. Qui Reese, con una bella macchina ed un paio di occhiali da intellettuale, deve fingere di essere un’altra persona aiutato dai suggerimenti di Finch e la cosa si fa alquanto divertente. La ragazza e Reese si avvicinano affettivamente: nel corso di questo telefilm abbiamo visto pochi interessi amorosi di Reese, che si cominci ad “esplorare” anche questo fronte?
Comunque, si scopre che Zambrano stava collaborando con l’FBI per smantellare l’HR consegnando il registro del padre in cui sono scritte tutte le persone messe a libro paga dall’organizzazione e Maxine, spinta dal suo senso di colpa per la morte dell’uomo, vuole trovare proprio questo quaderno. Intanto capisce che c’è un collegamento tra la morte Zambrano e le imminenti elezioni politiche: qualcuno che fa parte di queste ultime non vuole che venga fuori il nome del boss dell’HR. Maxine capisce dove cercare il registro e, dopo uno scontro con due agenti corrotti e con l’aiuto di Fusco e della Carter, lo trovano. Il primo ad averlo tra le mani è Fusco che strappa le pagine con il suo nome e con quello di Simmons prima di consegnarlo. Sono proprio curiosa di sapere quale sarà il proseguimento 

Insomma, io non posso che essere contenta di questo episodio perché si è tornati a trattare la trama orizzontale compiendo un grosso passo avanti per quanto concerne l’HR e la scoperta dell’identità del suo capo. Apprezzo sempre molto le sdrammatizzazioni con le parti più comiche e le interazioni tra i personaggi. Spero che si continui così.










