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Recensioni Serie Tv

Person of Interest – 2.03 Masquerade

Questa seconda stagione di Person of Interest si è aperta con due episodi che hanno trattato strettamente la trama orizzontale con la conclusione della vicenda del rapimento di Finch: dopo varie indagini per scoprire la vera identità di Root e dove stava tenendo nascosto l’inventore della macchina, Reese lo riesce a salvare, riportandolo a casa. A questo punto molti di noi si erano chiesti come sarebbe proseguita la serie: gli autori avrebbero continuato a sviluppare la trama orizzontale, oppure sarebbero tornati ai più semplici casi della settimana?

Con questo terzo episodio abbiamo la risposta visto che si abbandonano i filoni a lunga durata per concentrarsi su un case of the week che tratta della figlia di un ambasciatore brasiliano in pericolo di vita. All’inizio Reese e Finch ritengono che siano gli avversari politici del padre a volerle fare del male, ma poi, indagando più approfonditamente, scoprono che è il fidanzato della ragazza a metterla in pericolo perché fa affari con degli spacciatori di droga. 

Certo è un caso della settimana fatto bene (come ci ha ben abituato questa serie), con attori sempre molto bravi e con ottime interazioni tra i personaggi (su tutte Reese che, parlando con la ragazza, fa capire a Finch che gli è molto grato per averlo “salvato” dandogli uno scopo per cui vivere, oppure la Carter che si preoccupa per la salute di Finch), ma dopo le prime due puntate non è sicuramente quello che ci si aspettava. Io mi auguro, e credo, che non si tornerà a trattare solo casi singoli, ma che questi si alterneranno con episodi che ci raccontano gli avvenimenti che più ci incuriosiscono (insomma, il succo delle varie questioni aperte) per poi , forse, andare a trattare solo questi ultimi, alla Fringe diciamo.

Il case of the week è contornato da un Finch a cui è stato affidato il cane Tito con cui ha interazioni molto simpatiche (molto bravo Micheal Emerson anche in questa parte più leggera) e che non riesce più ad uscire di casa: dopo il rapimento si sente bloccato e non sicuro, quindi decide di stare tra le mura amiche con Tito. Alla fine si fa coraggio ed esce di casa, ma solo con la compagnia di Reese.

Intanto Fusco comunica alla Carter che è meglio farsi da parte nell’indagine riguardante la Corwin perché tutta la situazione è assolutamente più grande di loro. Ma lei continua l’indagine e va all’obitorio per vedere il corpo della donna (da cui qualcuno ha estratto qualcosa). Qui trova l’agente Snow e si insospettisce visto che le fa sapere che non è più sul caso di John: è stato riassegnato ed è lì anche lui per vedere la Corwin. Dopo poco vediamo per chi lavora e da chi viene tenuto prigioniero: una Cara Stanton in ottima forma lo ha mandato a cercare la donna perché vuole sapere chi ha mandato lei e Reese in Cina.

Insomma, un buon episodio che tratta un bel caso con pochi minuti dedicati alla trama orizzontale, ma ci si può e ci si deve aspettare di più visto che tra Root, Elias, la macchina, gli intrighi delle alte cariche politiche, il passato di Reese, di carne al fuoco ce n’è tanta e quindi c’è veramente tanto da raccontare. Non dico di abbandonare completamente la trama verticale, ma dopo una prima stagione introduttiva, ora ci si può concentrare anche su altro.

Jessica

Innamorata di serie tv fin da piccola quando la Vita Vera illudeva di poter continuare ever after a dedicare tutto il tempo a questa passione, il suo primo amore telefilmico è stata Buffy, che ha dato il via a lunghe ore passate davanti allo schermo, seguita a ruota da Battlestar Galactica, Lost e Fringe. Nel quotidiano invece... sì, ok, lavoro, teatro, sport... ma sempre con la testa alle serie tv!

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