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Recensioni Serie Tv

Person of Interest – 2.02 Bad Code

Il finale della prima stagione e ancor più la season premiere  della settimana scorsa ci avevano dato l’impressione che Person of Interst si stesse evolvendo. Dallo schema predefinito (che cominciava ad essere un po’ ripetitivo) secondo cui: la macchina dà un numero – occorre salvare chi è in pericolo – si porta a termine la missione con successo, si è arrivati ad un nuovo e più  intrigante orizzonte in cui “the Machine” si scopre essere non solamente uno strumento nelle mani di Finch ma un vero e proprio ente con cui i personaggi sono chiamati ad interloquire e misurarsi. La cosa era diventata ancor’ più interessante quando a fine puntata la psicotica Caroline / Root  che tiene in pugno il povero Harold, ha dichiarato di voler “lasciare libera” la Macchina di agire a suo piacimento.

Il secondo episodio continua sostanzialmente su questa nuova storyline  risultando diviso in tre parti: la prigionia di Finch che è tenuto nascosto insieme a Denton Weeks (l’ uomo del Dipartimento della Difesa che ha comprato da Ingram la Macchina per 1 dollaro), il viaggio di Reese e Carter in Texas alla ricerca di informazioni su chi sia questa Root e infine l’ indagine di Fusco che, come sempre messo in disparte, si occupa da solo del caso Alicia Godwin. Puntata tutto sommato interessante,  il cambio di scenario da New York al Texas giova allo show che esce dai soliti schemi e si  impreziosisce abbandonando in parte il carattere violento (anche se non mancano nemici che volano fuori dalla finestra) e dandosi piuttosto un taglio poliziesco – investigativo. La coppia inedita Reese e Carter arriva così a capire che Root non è, come avevano ipotizzato, Hanna Frey, la ragazza scomparsa 21 anni prima che la Macchina aveva suggerito a John, bensì Sam, la sua amica del cuore. La giovane, pur avendo denunciato quanto visto la sera del rapimento non era stata creduta e  ha perciò usato tutte le sue abilità informatiche per vendicarsi del carnefice di Hanna. E’ molto probabile che sia questo trauma a rendere Sam una giovane donna psicolabile, violenta, estremamente intelligente ma convinta che ogni uomo sia un “bad code”: un codice malevolo.

Da sottolineare l’  ottima interpretazione di Amy Acker che si trova a rivestire un ruolo insolito: non è comune trovare nei telefilm personaggi di giovani donne che siano mostruosamente abili con i computer e abbiano anche una certa disinvoltura con armi e violenza sia fisica che psicologica. Se al suo talento poi si aggiunge quel “mostro” di bravura che è Michael Emerson è inevitabile che i loro dialoghi diventino i più intensi ed interessanti del telefilm, purtroppo non si può dire lostesso della coppia storica Finch – Reese dal momento che James Caviezel risulta, ahimè, un po’ monoespressivo. Insomma, un episodio “compiuto”: Weeks viene giustiziato a sangue freddo da Root, Harold invece riesce a tornare a casa lasciando a Reese una serie di indizi (un gemello da polso, un codice cifrato scritto sul telefono), ma pur irrompendo alla stazione, armato e agguerritissimo John si ferma ad assistere Finch lasciandosi sfuggire Root.  La coppia originaria si è riformata, ma intanto là fuori c’ è un nuovo nemico.

Resta da chiedersi quale sarà la direzione, intrapresa dagli autori, e che noi scopriremo nei prossimi episodi: torneremo al sistema di lavoro iniziale o proseguiremo alla scoperta di una Macchina sempre più potente? Io mi auguro la seconda anche perché, permettendomi un paragone forse un po’ azzardato, ho ravvisato chiaramente in questi primi due episodi una sorta di mistero “alla Lost”: siamo partiti da una botola (la persona da salvare), abbiamo scoperto la base che vi è nascosta sotto (la macchina) e pian piano stiamo arrivando a scoprire le altre postazioni e i collegamenti con il mondo esterno (le illimitate potenzialità della macchina). Avranno gli sceneggiatori la voglia e l’ abilità di affrontare un tema tanto spinoso quanto intrigante come quello del “Big Brother”, della grande intelligenza digitale?

 Best quote: “You’re the man who sold the world…Just to the wrong people

Irene Bertelloni

Studentessa di Lettere Moderne presso l' Università di Pisa, nel tempo libero suona la chitarra ma soprattutto scrive sul suo blog e guarda telefilm...Perciò niente le è parso più naturale che cominciare anche a recensire serie! Forse perché il primo amore (ER) non si scorda mai, ha un debole per i medical drama (Grey's anatomy), salvo poi spaziare negli altri generi: Glee, Scandal, Girls, Revenge, Orange is the new black.

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