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Anne with an E

Perché Anne di Netflix non è solo una serie per famiglie

Anne with an E

Anne è uscita ormai un mese fa e, nonostante fosse attesa da una parte di pubblico affezionato e amante dei period drama, è rimasta nascosta dall’attenzione della stampa di settore che si è limitata a etichettarla come “serie per famiglie”. Anne è molto di più di un semplice prodotto da salotto pomeridiano, è la vera rivoluzione del genere “serie tv al femminile” di questo 2017, è un prodotto fatto per i sognatori, i nati fuori dal tempo, per quella parte di noi che si sente sempre un po’ marziana.

IL POTERE DELL’IMMAGINAZIONE:

La storia di Anne raccontata saggiamente dalla penna di Moira Walley Backett , già sceneggiatrice di Breaking Bad, e dispiegata in sette episodi non è assolutamente una favola a lieto fine. In molti hanno criticato l’eccessiva “oscurità” con cui il libro è stato adattato da Netflix ritenendo che la Anne del libro fosse molto diversa e che la sceneggiatrice si sia voluta accanire sul personaggio in modo eccessivo, in realtà la serie appare molto più realistica di tutti gli adattamenti antecedenti. Non solo le vicende che si abbattono su Anne sono tutte perfettamente plausibili ma il vero motore della serie è l’inarrendevolezza della protagonista, che si rialza sempre, che trova il lato positivo in ogni cosa, nonostante gli evidenti disturbi post trauma che si porta dietro, nonostante le prese in giro, le emarginazioni e le difficoltà economiche, perché c’è sempre un ramo di ciliegio con cui parlare, un vestito pulito da indossare, un luogo nascosto tra gli alberi in cui rifugiarsi.

Questo è Anne, è il racconto di un’anima poetica, di una piccola Leopardi che vede in ogni filo d’erba un’occasione per elogiare la bellezza del mondo e immaginarne mille altri. Anne scavalca la “siepe” del colle di Recanati e va oltre, insegnando a chi non è capace quanto sia bello vivere una vita piena di immaginazione e rassicurando chi invece si è sempre sentito diverso perché ogni tanto si perdeva nella propria mente raccontandosi storie. Vivere immaginando è un’avventura meravigliosa, che ognuno dovrebbe sforzarsi di provare a sperimentare ed è questo il messaggio ultimo di Anne. Quindi quando andate verso la fermata della metro, osservate il sole tra le foglie degli alberi; quando vedete un cane per strada provate a dargli un nome buffo; frugate nelle librerie dell’usato alla ricerca di vecchie dediche o scontrini nascosti tra le pagine ammuffite; amate l’odore della pioggia e giocare a nascondino con la nebbia; state aspettando che passi il caffè perché non raccontarvi una bella storia?.

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IL VERO RACCONTO DELL’ANIMO FEMMINILE.

Naturalmente l’immaginazione spesso si scontra inevitabilmente con la realtà e non può non essere messa da parte per la vita di ogni giorno. Così succede ad Anne e al suo viaggio nella scoperta dei legami affettivi e di cosa significhi essere donna. Ed è qui che la serie passa dall’essere un mero adattamento a un prodotto necessario. Senza distopie, senza audiocassette, senza orpelli eccessivi, la storia ci parla di donne, del valore dell’educazione, dello scontro interno tra le femministe alla buona e le silenziose progressiste. Anne insegna alle donne che essere tali è dura, ma che lo era di più il secolo scorso, essere madri, mogli, figlie, studentesse, cuoche, lavoratrici, sarte, non era facile ma ha contribuito alla conquista dei diritti di ognuna di noi. Anne è in questo senso una serie consapevole della figura della donna e delle sue mille sfumature positive e negative, che mette al centro il ruolo fondamentale dell’educazione e dell’indipendenza, molto più di altri prodotti che quest’anno stanno cercando di fare lo stesso.

La fotografia e la regia sono impeccabili, la recitazione non ha difetti nonostante la maggioranza dei protagonisti siano bambini e la sceneggiatura non ha sbavature e tiene lo spettatore incollato allo schermo per tutti e sette gli episodi.

Anne non è una serie per famiglie, non è il classico period drama ambientato nella fattoria, non è l’epopea triste di un’orfana e meno che mai è solamente un prodotto da bambine. Anne è una serie trasversale, che ha tanto da raccontare, che nasconde un enorme sottobosco di significati profondi e spinge lo spettatore a uscire dalla monotonia e a saltare insieme alla protagonista fuori di casa per una lunga e estenuante corsa verso un intrigante ignoto.

 

Good Luck!

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