Penny Dreadful

Penny Dreadful: Recensione episodio 3×03 – Good and Evil Braided Be

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Penny Dreadful, come noi spettatori ben sappiamo, nasce con l’intento di mischiare racconti fantastici e sovrannaturali ad una storia intrigante e originale rispetto al palinsesto statunitense. Nei due anni passati, nonostante questo aspetto che potremmo definire favolistico, la serie ha sempre avuto una sua misura, una sua coerenza ma soprattutto non è mai sfociata nell’esagerazione senza scopo. Quest’anno le sfide sono maggiori, in quanto abbiamo una narrazione a doppio binario e ben tre personaggi secondari con storyline tutte diverse e indipendenti. La possibilità di sbavature dunque era facilmente prevedibile, ma la ripetizione di scene e meccanismi narrativi proprio no.

La storia a Londra zoppicca, al galoppo quella nel vecchio West

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Penny Dreadful 3×03 recensione, Credits: Showtime

Partendo da quello che a parere di chi scrive funziona meglio, Ethan sta tornando a casa inseguito dai suoi “patrigni” e dalla polizia di ben due stati. La storia del nostro “metalupo” preferito è intrigante, perché sconosciuta e imprevedibile, ma soprattutto non ripetitiva. Se per ben due stagioni infatti il personaggio di Ethan era stato a servizio di Vanessa, scoprire la sua storia passata e il suo destino è avvincente e dona ottimo respiro alla serie, a dimostrazione che lasciando i demoni da parte si può ugualmente intrattenere.

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Ma se ciò che accade nel selvaggio west è la vera rivelazione di questo inizio stagione, gli accadimenti di Londra annoiano e sono di una prevedibilità disarmante (plot twist finale a parte). Nel dettaglio: la storia della Creatura che guarda dall’esterno persone alle quali non può avvicinarsi l’abbiamo già vista nella prima stagione, il suo ritorno a Londra e la facilità con cui trova subito la moglie e il figlio fanno sorridere ma potrebbe anche passare in secondo piano, se non fosse per la decisione di aiutarli di nascosto che nuovamente richiama il passato di Victor, sempre intento a fare del bene che non viene mai ricambiato (ed io sento puzza di resurrezione del figlioletto con la tisi).

Vanessa senza meta, tasto dolente Lily e co.

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Penny Dreadful 3×03 recensione, Credits: Showtime

Per quanto riguarda Victor e Jackil, l’introduzione del nuovo scienziato pazzo non basta a notare come il personaggio di Frankenstein non si sia evoluto minimamente, convinto ancora delle sue teorie, di aver fatto la cosa giusta e di poter essere Dio. Possibile che ben tre creature che lo hanno abbandonato per lo stesso esatto motivo (non volevano essere resuscitate), non abbiamo minimamente scalfito la sua mente?

La storyline di Vanessa invece è quella che avrebbe più potenziale ma che ad oggi viene sfruttato meno, perché fermo restando la sua particolare qualità di essere la donna più desiderata dal Demonio, era davvero necessario far tornare i Vampiri? E in particolar modo trasformare un microscopico barlume di felicità nel nuovo trabocchetto di cui sarà vittima? Non sarebbe stato più interessante fare un focus sul concetto di demone interiore da debellare con la psicoterapia? Tutte domande che restano vane, vista la piega ormai presa dalla serie che vedrà Eva Green alle prese con una nuova maledizione da cui solo il suo fedele cagnolino la può salvare.

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Ed infine il tasto dolente dell’intero episodio, Dorian e Lily. Avevamo già avuto lo scorso anno una scena con un grosso quantitativo di sangue, ma era un sogno di Vanessa e soprattutto aveva un suo scopo, quest’anno con mio sommo dispiacere tutto cade nel trash di più bassa categoria (qualcuno ha detto Gaga?). Nel tentativo di rendere giustizia a tutte le donne del mondo, la coppia decide di creare un esercito di prostitute pronte a passare dall’invisibilità all’assassinio in cinque secondi. Che questo sia un pretesto per creare un harem o per spendere l’eternità lo sapremo presto, resta il fatto che la scena era prevedibile dallo scorso episodio ed è fastidiosa per la sua totale forzatura e gratuità.

Mancano nuovi orizzonti

vanessa ives iva green
Penny Dreadful 3×03 recensione, Credits: Showtime

Certo forse è presto per dare giudizi così netti, ma Penny Dreadful va in onda per dieci episodi una volta l’anno ed è giusto pretendere novità e qualità da un prodotto che ha poco tempo e molte risorse – soprattutto recitative – per intrattenere. Sperando che questa oscillazione tra i lati positivi e i lati negativi converga in meglio, vi aspetto alla prossima.

Good Luck!

Angolo della Vipera:

  • Ma il tipo inglese che problemi ha? Preferisce i gatti?
  • Oh no… mi mancava proprio l’ambientazione “soffitta sgangherata”.
  • Rubi un orologio, almeno rivendilo e dalle solo i soldi così non la beccano al banco dei pegni…
  • Ma non era un pochino più grande il West? Malcom e l’indiano ci impiegano un giorno a raggiungere Ethan dalla profonda Africa…
  • E comunque Vanessa, va bene che il nerd va di moda, ma uscire con uno che parla solo di scimmie e balene impagliate già di per sè è indicativo… Norman Bates dice niente?

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