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Penny Dreadful: Recensione dell’episodio 2×04 – Evil spirits in heavenly places

penny dreadful 2x04 recensione
Credits: Showtime

Lo si era già detto a proposito della passata stagione. Penny Dreadful ha un enorme potenziale, ma più del novanta per cento di esso è concentrato in un solo nome: Eva Green. Quando gli autori decidono di affidarsi alla poliedrica attrice cucendo l’episodio interamente addosso a lei, la serie può raggiungere vette di intensità e talento che raramente si vedono in tv.

Ultimo esempio in ordine di tempo proprio quanto visto settimana scorsa con la eccellente complicità di Patti LuPone. Inevitabilmente, però, Penny Dreadful non può sempre pesare sulle capaci spalle della Green. Non essendo un “one woman show”, ma piuttosto un prodotto intelligente che vuole raccontare una storia opprimente con più protagonisti coinvolti. Paradossalmente, proprio quando Braga e Simon vogliono privilegiare questo secondo aspetto (che poi dovrebbe essere il primario), la serie oscilla pericolosamente tra il capolavoro e la noia.

Ethan, il vero “eroe”

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Penny Dreadful recensione 2×04, Credits: Showtime

Testimonianza evidente è proprio questo episodio a cui il poco lusinghiero nome di filler si appiccica addosso come un pesante marchio di infamia. Perché poco o niente accade in questo “Evil spirits in heavenly places” fino all’adrenalinico scontro finale tra le streghe guidate dall’inquietante Hecate e il gruppo di eroi a casa di sir Malcolm. Una chiusura efficace che prosegue in modo logico il piano di Evelyn Poole intenzionata a costruire una sorta di bambola voodoo di Vanessa giustificando così un assalto feroce per prendere dopotutto solo una ciocca di capelli.

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Una battaglia veloce che ha anche lo scopo di far capire a sir Malcom, Sembene ed Ethan chi e quanto potenti sono le streghe con cui dovranno confrontarsi. E di mettere in evidenza il ruolo primario che toccherà al mannaro americano, identificato come il “lupus dei” che si ergerà a più potente bastione a difesa dell’ambito tesoro rappresentato da Vanessa. Un’originale riscrittura dell’abusato mito del lupo mannaro mutato in un simbolo di protezione piuttosto che in una creatura del male e che era già stata suggerita dall’ambiguo Lyle spiegando il significato dei lupi araldici sugli scudi dei guerrieri medievali. Una rilettura forse un po’ forzata, ma comunque necessaria data la struttura della serie che, pur essendo la maggior parte delle volte corale, ha comunque in Ethan il suo indubbio protagonista maschile (e, non a caso, è proprio lui il fedele confidente delle paure di Vanessa).

Il demonio e come è penetrato nelle vite dei protagonisti

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Penny Dreadful recensione 2×04, Credits: Showtime

Per quanto indubbiamente interessante e ben realizzato, il tanto atteso incontro tra le spietate figlie di Madame Kalì e gli impavidi difensori di Venessa occupa tuttavia solo gli ultimi minuti di un episodio che fino a quel momento si era limitato a girare su sé stesso in uno sterile gioco delle coppie. Anche la rivelazione che il messaggio lasciato dal misterioso padre Gregory riportando frasi smozzicate su oggetti diversi in lingue diverse è una autobiografia del diavolo in persona è, in realtà, poco utile dal momento che la parte sin lì tradotta ripete la già nota storia dell’angelo cacciato dal cielo.

Certo, il testo è incompleto e la frase della Cut Wife su Lucifero che non cadde da solo potrebbe far pensare che in sua compagnia ci fosse una qualche entità maligna di sesso femminile per raggiungere la quale c’è bisogno di Vanessa. Una spiegazione abbastanza prevedibile che motiverebbe l’interesse pluriennale della Poole per la Ives, ma che in questo episodio è lasciata penzolare nell’acqua torbida come un’esca ingannatrice per pescare l’attenzione dello spettatore. Attenzione che potrebbe facilmente calare vista la sostanziale mancanza di qualsiasi altro avvenimento interessante.

Superflui teatrini in boutique di lusso londinese

vanessa and frankenstein
Penny Dreadful recensione 2×04, Credits: Showtime

Perché mai, infatti, dovremmo essere attirati da Viktor che chiede aiuto a Vanessa per comprare un abito di alta moda? Solo per sorridere del suo timido imbarazzo alle provocazioni innocenti di Vanessa? O perché rappresenta un ulteriore passo sulla strada già fin troppo tracciata che porterà l’impacciato dottore a nutrire un affetto per Lily più profondo di quello del creatore per la sua creatura?

Gli scambi di battute tra il geniale scienziato e l’immemore resuscitata (e mai troppe grazie saranno dette agli autori per aver ridato un accento comprensibile alla Piper) suggeriscono in maniera sempre più evidente una inattesa storia d’amore destinata ad una più che probabile tragedia.

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Perché chiedere a Vanessa di incontrare Lily è un chiaro azzardo che potrebbe portare ad un drammatico incontro rivelatore con Ethan. E perché Lily era stata creata come compagnia per il sempre più sensibile Frank Clare, coinvolto al momento in una relazione delicata con la non vedente al museo delle cere. Una storia, quest’ultima, che ha l’unico pregio di mostrare la bravura di Rory Kinnear, ma che resta tanto marginale da apparire qui come un non necessario riempitivo.

Una direzione poco chiara per Dorian Gray

Penny Dreadful recensione 2x04

Altrettanto superflua è la storia di Dorian Gray e del transessuale Angelique. Per quanto lodevole possa essere lo sdoganare temi cari al mondo lgbt in una serie tv, spiace dover constatare la mancanza del benché minimo interesse per questa storia. Non perché sia disturbante (e non lo è affatto, sia chiaro) vedere Dorian andarsene in giro con Angelique tra baci e abbracci in pubblico che a tratti scandalizzano la bigotta società elisabettiana.

Ma perché è alquanto nebulosa la direzione che questo rapporto vuole prendere, mentre palesemente irrilevante è questo arco narrativo nell’economia della serie. Pare quasi che gli autori abbiano voluto inserire a forza il personaggio di Dorian Gray e, scemato il suo interesse per Vanessa che era l’unico legame del dandy che non invecchia mai con il resto dei protagonisti, si vedano ora costretti a tenerlo nella serie per paura che cancellarlo scontenti qualcuno. Molto più dovrebbero temere il peso della sua innegabile inutilità.

Penny Dreadful si conferma essere un’altalena che può portarti in alto con episodi intensi e magnifici come “The nightcomers”, ma anche scendere in basso nella noia di filler insipidi. A questo giro ci è toccata la discesa. Aspettiamo fiduciosi la risalita.

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2x04 - Evil Spirits in Heavenly Places
3.5
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