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Peaky Blinders

Peaky Blinders: Recensione dell’episodio 3.02 – Episode 2

Peaky Blinders

Fu**ing Peaky Blinders.

Questa è stata la mia esatta reazione a fine episodio.

Forse l’apertura di questa terza stagione, con le sue ambientazioni così lussuose e i suoi intrighi politici, mi aveva un po’ colto di sorpresa. Forse avevo aspettato questa nuova stagione per troppo tempo. Fatto sta che avevo avuto qualche difficoltà a reimmergermi completamente nelle avventure della famiglia Shelby.

Ma è bastato questo secondo episodio a farmi ripiombare completamente a Small Heat, a farmi ritornare ad amare e odiare i suoi protagonisti con la stessa intensità preoccupante. A togliermi il fiato.
La sfacciata sequenza iniziale mi ha fatto subito sentire a casa. Quell’incedere sicuro e calmo di Thomas tra sporco e fiamme. I vestiti saranno cambiati, l’orologio in tasca sarà d’oro, ma la sua determinazione e la sua concentrazione nel raggiungere una meta grandiosa sono sempre la stesse. E Small Heat resta il suo mondo. Si scatenino pure le fiamme dell’inferno, non lo fermeranno.

O forse sì?

Perché di inferno c’è quello là sotto che aspetta inesorabile, ma più sotto ce n’è un altro ben peggiore. Lo dovrebbero sapere bene padre John Hughes e il suo gruppo di amici, gli odd fellows. Sono loro i veri avversari di questa stagione, così potenti da avere in tasca Scotland YardTommy sarà anche diventato il re di Birmingham, ma Londra è tutt’altra scacchiera e vi si muovono forze potenti. Queste eminenze grige tirano i fili della politica, dell’economia e nel tempo libero si riservano il diritto di frequentare istitPeaky blindersuti per bambini come parchi giochi per le loro depravazioni. Che di John Hughes ci sia da preoccuparsi lo capiamo subito dalla perfetta introduzione che ne fa la regia, una presenza sfuocata sullo sfondo che piano piano conquista la scena con la sua sprezzante alterigia, la sua sfacciata crudeltà. Capiamo subito che sarà un avversario più che temibile, ben diverso da quello che era stato l’ispettore Campbell con le sue incertezze e le sue vulnerabilità. Tra lui e Thomas è subito uno scontro di volontà ferree, si gioca a chi abbasserà prima lo sguardo e mostrerà rischiosa sottomissione. Il problema è che Tommy è effettivamente vulnerabile: ha  una famiglia ora, una piccola bolla di serenità che cerca di tenere distante dallo sporco e le fiamme. Ma può davvero tenerli al sicuro o è solo illusione?

Se non bastasse questo, ci sono i russi e il patto con Churchil da gestire. Russi che si materializzano nelle forme e nei modi sconcertanti del Gran Duca Leon Petrovna, che si ingozza di caviale voluttuosamente, che finge povertà ma sfoggia zaffiri giganti, che promette e minaccia in egual misura sotto una studiata apparenza debole e sconfitta. E forse più temibile di lui c’è la moglie che dirige le macchinazioni da dietro le quinte e che di determinazione sembra averne almeno quanto Tommy e quanto la peaky blindersbella nipote, la duchessa Tatiana, che ora promette di assumere una posizione sempre più rilevante all’interno della storia.

E poi ci sono i fratelli Shelby, sempre aggressivi e sfacciati, sempre pronti a spingersi troppo oltre, ad agire prima e pensare poi. Come contare su un John sempre più fuori controllo o un Arthur che sta cercando a venire a patti con i suoi demoni ed è vittima dell’influenza della religiosissima compagna? Povero Thomas, gioca di riconcorsa e quando ricucire gli strappi con la pacatezza non è possibile, l’unico modo è raddoppiare l’aggressività, la violenza. Ma con che risultati?
Più il regno si allarga più cercare di tenere tutto sotto controllo diventa difficile. Vestiti eleganti, sfoggio di ricchezza, belle maniere possono poco quando basta uno zaffiro maledetto da una zingara a mandare tutto all’aria. E’ perfettamente calzante che sia la superstizione a colpire Tommy. La sua vera natura che si rifiuta di essere lasciata indietro e ritorna ad affacciarsi. E la tragedia giunge inaspettata è devasta ogni cosa, usando le mani di un vendicativo italiano.
L’ultima scena è qualcosa di semplicemente sublime. Quei movimenti estremamente eleganti e rallentati in mezzo all’opulenza della sala, quel gonfiarsi di stoffe del vestito di Pol in un teatro di violenza e disperazione. E quella perfetta dissonanza sonora che fa venire i brividi. Unica spettatrice immPaky Blindersobile la duchessa russa. La perfezione!

Possiamo aspettarci che Grace sia morta? Io credo di sì. Ha senso da un punto di vista narrativo. Thomas, dopo tanto lottare, aveva trovato la sua ancora, il suo porto sicuro. Ed è esaltante solo immaginare cosa significherà tutto questo per il suo personaggio. Ad essere sinceri il personaggio di Grace era probabilmente l’anello più debole della storia. Il personaggio femminile meno sviluppato, soprattutto se confrontato con quello completo e complesso di zia Polly. Ed è un peccato. Bella, bionda, elegante, quasi irritante nel cercare di allontanare con il sorriso e la risata le difficoltà. Mi veniva sempre da dirle “che ti ridi, ragazza? Non hai ancora capito niente?.

La vera tragedia è quello che questa morte significherà per la famiglia. Come verranno distribuite le colpe e come ogni singolo personaggio reagirà alla nuova tempesta proprio ora che le ombre si chiudono in cerchio intorno ai Peaky Blinders? Io non vedo l’ora di scoprirlo!

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3.02 – Episode 2
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