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Parenthood: Recensione dell’episodio 4.14 – One Step Forward, Two Steps Back

Dopo l’episodio della scorsa settimana concentrato quasi interamente su Drew e i suoi problemi con Amy, Parenthood ci regala un episodio equamente diviso tra alcuni personaggi principali tutti accumunati dalle sfide che devono affrontare da qui alla fine della stagione a eccezione di Max che chiude il suo arco narrativo con una vittoria.
A causa dell’opposizione del consiglio dei genitori della sua scuola, Max non riesce a ottenere l’installazione di un distributore automatico, motivo principale per cui si era candidato a Presidente del Consiglio studentesco. Kristina, un po’ sensibile alle sconfitte del figlio un po’ maniaca del controllo, decide quindi di aiutarlo e confrontandosi con gli altri genitori, riesce strappare il consenso del consiglio e a ottenere nuovamente l’installazione del distributore automatico. La scena finale in cui Max entusiasta per la vittoria ottenuta viene acclamato dai suoi compagni di scuola è impagabile alla luce delle innumerevoli difficoltà incontrare per ottenere questa vittoria.

Parenthood_Dax Shepard-Erika ChristensenOne Step Forward, Two Steps Back sono i passi che fa Victor nei riguardi di Sarah, angosciata che il suo figlio adottivo non la amerà mai. Joel la spinge a finalizzare l’adozione nonostante i problemi ma Julia non è convinta e pensa invece seriamente di rinunciare, solo un confronto a cuore aperto con il fratello le farà cambiare idea, Crosby, infatti, le ricorda come anche loro da piccoli non amassero apertamente la madre.

Quest’arco narrativo, a me è piaciuto molto ed è stato raccontato nel pieno stile di Parenthhod, cioè in modo molto realistico e poco patinato, mostrando come anche una madre modello come Julia possa avere dei ripensamenti. L’idea che adottare un bambino sia un percorso facile è scoraggiata in questi episodi, anzi sono mostrati i limiti e le difficoltà che si presentano durante il cammino.

One Step Forward, Two Steps Back descrive esattamente la situazione tra Crosby, Renee e Jasmine, questa volta, però l’argomento sul tavolo è più Parenthood_Dax Shepard-Joy Bryant serio dell’uso del bagno; Renee s’impone nell’educazione di Jabbar, scavalcando Jasmine e Crosby, la discussione tra i due si fa accesa soprattutto quando Jasmine si rifiuta di opporsi al pugno duro della madre. Sicuramente avremo uno sviluppo di quest’arco, Jasmine raccoglierà il coraggio per affrontare la madre o questa incapacità di far vale le sue ragioni con Renee metterà in crisi la sua famiglia?

Sulla storia Hank e Mark e Sarah, ho invece molte riserve; l’impressione è che non si sappia come sfruttare Sarah – che a me sembra sempre Lorelai Gilmore e questa non è una bella cosa per Lauren Graham perché significa che non sa interpretare personaggi troppo diversi tra loro- Sarah ha avuto storyline diverse nell’arco della serie che poco c’entrano l’una con l’altra, di fatto, non si è evoluta come personaggio a differenza degli altri.
Hank accusato da Mark di aver baciato Sarah quando era ancora fidanzata con lui con l’intento di manipolarla e confonderla, si dichiara finalmente e Sarah si trova ora a dover scegliere: tornare da Mark o restare con Hank?

Ray Romano è bravissimo nel caratterizzare questo personaggio così singolare, asociale e per questo tenero nell’incapacità di esprimere le sue emozioni e sentimenti, il momento della dichiarazione è molto toccante. Katims con l’introduzione di questo personaggio ha chiaramente voluto porre un paragone non patologico a Max, Hank, infatti, più di una volta ammette di non amare le persone e di trovarsi simile a Max (se v’interessa l’argomento ‘Autismo in televisione’, ne ho parlato qui!) e questa similitudine è molto chiara in questa dichiarazione, quando a Hank non escono le parole consuete per ammettere il suo innamoramento.
Infine per la mia gioia in questo episodio abbiamo il ritorno di Matt Lauria che mi spiace un po’ per quanto poco è stato sfruttato, visto che avevo trovato una  buona chimica tra lui e  Parenthood_Matt LauriaMae Whitman. Ryan fa solo passi avanti in questo episodio, contatta Joel e cerca di farsi riprendere a lavorare al cantiere con qualche difficoltà riesce infine a riavere il lavoro.
L’episodio è come al solito piacevole, e prepara al finale di stagione dove le storyline verranno presumibilmente chiuse. Parenthood non è uno show perfetto, mostra spesso le sue debolezze soprattutto nei dialoghi che Jason Katims per scelta creativa lascia quasi totalmente in mano agli attori, questo se da una parte fa acquistare alla storia molto realismo, dall’altra in alcuni casi soprattutto con alcuni attori non avvezzi all’improvvisazione, rende il dialogo ripetitivo e vuoto. Ma sono proprio questa imperfezione, queste sbavature che fanno amare Parenthood, non c’è il dramma gratuito ma solo il racconto di una famiglia allargata come questo episodio dimostra alla perfezione.

Maura Pistello

Fondatore/ Admin Serie tv dipendente, accanita lettrice, amante del cinema e dell'arte

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