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Pam & Tommy: 5 motivi per guardare la serie tv di Disney+

Nominato a ben 4 Emmy – tra cui quello come Miglior Miniserie e Miglior Attrice Protagonista – la serie tv Pam & Tommy disponibile in Italia su Disney+ è stata oggetto di numerose critiche. Se alcuni ne hanno lodato l’azzeccata scelta di cast e la travolgente trama, altri non hanno mancato di sottolineare l’eccessiva caricatura di toni e scene, forse fin troppo “trash” per una serie che si atteggia, riuscendo, a prodotto di livello.

Personalmente, superato l’episodio 3 e i momenti da Paura e delirio a Las Vegas, la serie tv Pam & Tommy non mi è affatto dispiaciuta. Anzi, la consiglio vivamente per un weekend da divano, ventilatore e ghiaccioli.

Ecco 5 motivi per guardare (e recuperare) la serie tv con Lily James e Sebastian Stan, Pam & Tommy.

1 – Lily James e Sebastian Stan

Il cast non fa la serie tv – ma è certo che per questa in particolare Lily James e Sebastian Stan sono stati la sua fortuna. Per quanto si faccia notare la bravura di Seth Rogen e Taylor Schelling, la serie tv Pam & Tommy nasce, vive, si infiamma e si estingue con i propri protagonisti. Il trucco di Lily James rende a tratti impossibile distinguerla dalla reale Pamela Anderson; i tatuaggi e l’eccesso dei modi del Tommy Lee di Sebastian Stan ne fanno un rocker sulla curva discendente degli anni ’90 autentico ed eccezionale.

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Se singolarmente sono brillanti, insieme Lily James e Sebastian Stan nei panni dei coniugi Pamela Anderson e Tommy Lee sono straordinari. La chimica tra un’insicura attrice, mediamente brava, che cerca di separare la propria immagine delle copertine di Payboy e il costume rosso di Baywatch, e un musicista simbolo di un’epoca al tramonto, fa scintille per tutti gli 8 episodi della serie tv firmata Hulu, ma distribuita in Italia da Disney+.

sebastian stan tommy lee

2 – Gi anni ’90

L’epoca dei blue jeans, nelle discoteche e delle sregolatezze, della droga e delle icone del cinema paparazzate nelle loro ville di Hollywood, delle pettinature cotonate e dei VHS: gli anni ’90 sono l’infanzia dei Millenials e libri di storia per la Gen Z. Eppure grazie a Pam & Tommy ci troviamo catapultati negli anni ’90 più autentici e senza filtri.

Allucinazioni da sostanze a parte – sappiamo tutti a cosa, o quale parte del corpo, mi riferisco! – l’epoca storica in cui sboccia la storia d’amore tra la star di Baywatch e il musicista della band Mötley Crüe è ricca di spunti e momenti interessanti. Sebbene tante cose fossero meno semplici, e la sola battaglia legale di cui Pamela Anderson diventa protagonista unica ne è un chiaro esempio, altre erano più lineari. Era l’epoca in cui qualcuno poteva ancora farsi strada con un’idea geniale, per esempio.

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3 – La battaglia per i diritti delle donne

Il diritto di una donna sul proprio corpo non è sacro oggi come non lo era 30 anni fa. Certo è che oggi ogni donna può sentirsi libera di rivendicare quel diritto, qualcosa che negli anni 90 non era neppure lontanamente concepibile. La serie tv Pam & Tommy questa realtà la descrive molto bene. Guardare con gli occhi del 2022 un processo nei confronti di una donna che ha avuto il coraggio di denunciare qualcuno che si è ingiustamente appropriato di una registrazione di una intima parte della propria vita è angosciante, riluttante a tratti. Soprattutto in paragone ad un uomo, altrettanto nudo davanti al pubblico, che non riceve nemmeno una parte della pressione mediatica o discriminazione di sua moglie. Anzi, riceve lodi!

Pochi episodi sono sufficienti per comprendere come il giudizio e la pressione della società influiscano in maniera diversa se non opposta per due membri di una coppia spogliata della propria intimità. Che poi sia stata colpa dell’uomo, in questo caso, e non di una “donna con un mela”, la dice tutta.

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4 – Una storia d’amore (vera e disfuzionale)

Magari non tutti si sono trovati a fare i conti con una storia d’amore disfunzionale, nella propria vita. Quelli che invece hanno dovuto viverne una e affrontarne anche i risvolti non sempre positivi possono ben capire come Pamela Anderson e Tommy Lee potessero non essere il match più adatto l’uno per l’altra ma che fossero riusciti a compensare il tutto con qualcosa di infinitamente più importante: l’amore. Lily James e Sebastian Stan riescono in quella epica impresa di far tifare gli spettatori per la storia d’amore in Pam & Tommy. Anche se Pamela è una donna profondamente insicura e Tommy è uno stronzo patentato (si può dire?).

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Nel complesso la storia iniziata con un colpo di fulmine dura, forse in maniera ancor più intensa di quanto la serie tv voglia realmente mostrare (i due avranno infatti ben due figli, e cercheranno di tornare insieme, prima di lasciarsi definitivamente, negli anni 2000) su schermo funziona. Che poi sia merito della chimica tra Lily James e Sebastian Stan, chi può dirlo?

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5 – La rivincita degli oppressi e il “karma is a b*tch”

Quante volte avremmo sperato di farla pagare a qualcuno che aveva rubato il nostro parcheggio? Oppure a qualcuno che aveva ottenuto la promozione senza aver lavorato neppure la metà di quanto abbiamo fatto noi? Per non parlare di chi è semplicemente una persona orribile e a cui avremmo voluto farla pagare per ripagare la cattiveria e l’ingiustizia nei nostri confronti. Per fortuna, come si sente ripetere spesso, karma is a b*tch e il personaggio di Sebastian Stan ne è la prova vivente.

Se solo avesse scelto di pagare Rand l’elettricista, quest’ultimo non si sarebbe sentito in dovere di fargliela pagare. Tommy non sarebbe finito nel centro del ciclone e non avrebbe trascinato la reputazione di Pamela Anderson con lui verso il fondo. Da un lato il povero Rand è quanto di più trasandato e banale possa esserci, ma fa tenerezza, sia ad Erica che al pubblico.

Katia Kutsenko

Cavaliere della Corte di Netflix e Disney+, campionessa di binge-watching da weekend, è la Paladina di Telefilm Central, protettrice di Period Drama e Fantasy. Forgiata dal fuoco della MCU, sogna ancora un remake come si deve di Relic Hunter.

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