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Outlander

Outlander: Recensione dell’episodio 1.02– Castle Leoch

Una cosa è certa: Outlander non vuol menare il can per l’aia.

Mezza puntata fa, Claire Randall stava riposizionando l’articolazione di un aitante scozzese, appena appena coperta da una sottovesteOUTLANDER 1.02 fradicia.

Parbleu! Dove mi trovo? Quando mi trovo??

Mezza puntata dopo è già tempo di scamiciarlo, far due lacrime al ricordo del marito e via con lo struscio di nasi. Al minuto 35 siamo al pic nic con confidenze e al 53 rieccoci davanti al fuoco a tamponare un naso insanguinato.
Per me è stalking, Jamie.

Dopo un pilot non troppo convincente (se non siete d’accordo, non perdetevi la recensione di Lalla qui), ci ritroviamo a Castle Leoch, il maniero in rovina che la bella Claire aveva visitato con Frank nel 1946 e dove, su un tavolozzo polveroso… beh, chi l’ha visto lo sa.

Qui – al castello, intendo, non sul tavolozzo polveroso – c’è modo di introdurre il resto del cast:
Mrs. FitzgibboOUTLANDER 1.02 Geillisns, la chioccia cicciarlona imparentata con tutti, che prende la sassenach sotto la sua protezione.
Geillis, nuova BFF supermaliziosa, che traduce usi e costumi dei dothraki delle Highlands.
Il capo clan Colum MacKanzie, per gli amici Toulouse Lautrec, astuto e diffidente della straniera (come dargli torto?).
Il barbuto scagnozzo Murtagh, un nome, un programma.
Lo scorbutico stalliere.
La fidanzatina di Jaimie.

Mischiateli tutti in una grande sala antica, atmosfera epica, una scazzottata come vuole la tradizione, donzelle svergognate, vino da 100 gradi. Frullate bene, aggiungetemi un pizzico di Jamie Fraser (in maglietta, a petto nudo e/o che spala il fieno) e la puntata dovrebbe filare liscia.
OUTLANDER 1.02 MacKenzie E invece, qualcosa non torna. Saranno la mancanza di ritmo, la regia inconcludente o la fastidiosa voce narrante (raddoppiata pure da Jamie che racconta il suo flashback…), ma l’avventura che doveva essere una bomba a mano tra le sottane delle assatanate di romanticismo in costume, per ora è sola una lagna che fa sonnecchiare.

A parte l’incalzante ribollire di passioni sottopelle che i due neanche ancora intuiscono (mapuoi?), è sorprendente (per non dire assurda) la rapidità con cui Claire riesce a calarsi nel personaggio, accettando di essere stata catapultata  200 anni indietro, tra baionette, giubbe rosse e uomini in kilt. Non so voi, ma io sarei terrorizzata a trovarmi sotto perenne minaccia di stupro, in mezzo a rudi guerrieri che mi credono una prostituta e che hanno, a conti fatti, potere di vita e di morte su di me.

Claire invece, oltre a destreggiarsi alla grande tra corsetti, convenzioni sociali (e interrogatori… due sere prima davanti a un cicchetto, Frank le aveva spiegato i truccOUTLANDER 1.02 JAMIE Fhi del mestiere!) ragiona secondo la logica dell'”ospite”. E le danno pure corda… La vestono, la lavano, la nutrono e promettono di riaccompagnarla ovunque madame comandi (salvo poi – come osano! – costringerla a rimanere al castello come guaritrice).

Arrendiamoci fin d’ora, il senso di tutta la storia gira attorno a una domanda: “Ma quando trombano?”. A giudicare dalla ovvietà del flirt, direi “presto”.

Sì, perché, se anche in questo episodio non ci spiattellano consumazioni, ma solo pettorali al vento (non che sia una lamentela), la componente sessuale rimane onnipresente. A partire dal gioco del dottore, niente di più banaOUTLANDER 1.02 JAMIE FFle. Il tutto, lo dico con una certa delusione, un po’ troppo harmony-style.

Se Claire pecca di gattamortismo, Jamie ci ripaga di tutto. Jamie che, come avrete notato, è l’unico supermodello in una nazione di brutti ceffi. Jamie che, come avrete notato, è bravo, buono, prode e… bello l’ho già detto?

Mi scappa qualche cattiveria per un Outlander senza verve, senza umorismo, senza emozione: superficiale, scontato e pretenziosetto. Ma il difetto più atroce di tutti, per ora, è soprattutto uno: la noia.

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