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Outlander

Outlander: Recensione dell’episodio 1.01– Sassenach

Starz, canale espertissimo di scosciate avventure in costume, deve aver pensato di poter rincorrere un po’ dello spropositato successo di Game of Thrones portando sui nostri schermi le avventure scozzesi di Claire Randall, l’eroina di una serie di libri scritti da Diana Gabaldon.

Nomino Game of Thrones solo come lontanissimo paragone. Lungi da me volerli appaiare strettamente, quindi rinfoderate i pugnali. Difficile definirne  tecnicamente il genere di Outnalnder. Considerato fantasy per via della componente del viaggio nel tempo (che però Outlander_101-03pur avendo grande importanza per la premessa della storia, è più che altro un mezzo narrativo) e storico per l’ambientazione (si salta dal 1945 al 1743), Outlander è soprattutto un’avventura per signore per via della sua preponderante componente romantica. Questo almeno per quanto riguarda il libro. Difficile per ora capire a quale aspetto preferirà dedicarsi la serie che è stata affidata alle capaci mani (Helix non è mai esistito, non preoccupatevi) di Ronald D Moore, il papà del remake di successo di Battlestar Galactica.

Siamo nel 1945 e con la fine della sanguinosa Seconda Guerra Mondiale, l’indomita infermiera Claire può finalmente riprendere le fila della sua vita e del suo matrimonio. Lei e il marito Frank sono in Scozia per una seconda luna di miele che, trovandoci in casa Starz, corrisponde a tante sane zompate e ad un voiceover che non vuole tacere. Questa prima parte dell’episodio sembra procedere un po’ lentamente ma serve a presentarci il meglio possibile il personaggio di Frank che, pur avendo ben poco spazio a disposizione, rimarrà una figuraOutlander_101-02 fondamentale all’interno di tutta la narrazione. Serve anche per sistemare un paio di spiegoni che verranno utili più avanti, prima di catapultarci, grazie ad un po’ di magia druidica, nella coloratissima Scozia del 1743 tra uomini sporchi, bruti e prestanti.

La storia è un classico dei classici, così come lo sono i personaggi. Claire (Caitriona Balfe) è bella, indipendente, facile al turpiloquio, esperta infermiera e dea del sesso, come ci tiene a specificare la nonna indovina scozzese (la lettura della mano non poteva mancare!). Frank è il marito affidabile e devoto, tenero e un po’ secchione. E poi ci sono gli scozzesi, infangati, un po’ selvaggi, in gonnella e occasionalmente belli come dei (ciao Jamie!). Alla Gabaldon piace vincere facile ambientando il tutto nella bellissima Scozia e raccatta con gioia il bonus dell’irresistibile accento scozzese che sulle pagine andava un po’ perso.
Per non farci mancare nulla facciamo anche conoscenza con il cattivone della storia, il viscido bis bis bis bis-nonno di Frank dalle mani lunghe, capitano dei dragoni inglesi e con grossi conti in sospeso proprio con Jamie.

Questo pilot, con una narrazione ben equilibrata, mette in gioco ordinatamente tutte le sue pedine, facendoci già chiaramente intuire che piega prenderanno le vicende. Avendo letto il libro (con agilità ma con non molto entusiasmo) non so giudicare quanto questa introduzione Outlander-S1E1Pilot_article_story_largepossa intrigare lo spettatore che si avvicina alla storia per la prima volta. Toccherà a voi dirmelo nei commenti. Quello che vi posso dire è che l’adattamento è molto fedele al testo e che gli autori hanno fatto un ottimo lavoro nel trasporre le vicende su schermo. La produzione è ottima soprattutto per quel che riguarda  ambientazioni e costumi e gli attori sono perfetti per la parte e decisamente validi.

Come ho già accennato ho trovato la voce narrante di Claire davvero ingombrante, soprattutto nello spiegare situazioni o stati d’animo che sarebbe stato meglio lasciare all’intuizione dello spettatore e spero che andando avanti questa componente verrà notevolmente snellita.

Il primo episodio ha raccolto numerosissimi consensi anche tra i critici e buonissimi numeri già solo nella presentazione online. Per quel che mi riguarda è un compito davvero ben svolto che però manca di spunti originali (ma questo dipende dal materiale di base). Se gli autori sapranno procedere spigliatamente, bilanciando bene i vari ingredienti della storia necessariamente condensati dai tempi televisivi, non dubito che ne uscirà un prodotto piacevole ed entusiasmante, in particolar modo per un pubblico femminile.

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