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Outlander

Outlander: Recensione della seconda parte della prima stagione

Fino a un paio di episodi fa non avevo dubbi: la prima parte di stagione, quella cioè andata in onda nel 2014 era senza dubbio superiore a questa seconda, ma poi Moore ha scritto e messo in scena due degli episodi più cupi e violenti della serie che in qualche modo hanno ridonato un nuovo peso a Outlander.
Intendiamoci, The Wedding resterà l’episodio più elegante e delicato di questa serie, artefice di aver nobilitato il romanzo stesso non scadendo mai nella volgarità e nell’eccesso, ma Wentworth Prison e To Ransom a Man’s Soul si sono spinti nel profondo, nell’oscurità di Randall e nelle conseguenze indelebili che quest’oscurità provoca in Jaime.
Moore è riuscito, ancora una volta senza scadere nel volgare, a darci delle sfumature reali di Randall; personaggio apparso a tratti bidimensionale nella prima parte di stagione e guidato da una cattiveria cieca, man mano ci è stato presentato nella sua complessità. La sua ossessione per Jaime è un’attrazione sessuale: Randall è attratto da Jaime, ma è in grado di esprimere solo violenza e sadismo nei suoi confronti. Lo salva da morte certa quando aveva già il cappio al collo solo per portarlo nelle profonde segrete della prigione e violentarlo.
outlander_115Quelli che come me in passato avevano trovato Sam Heughan scialbo a livello recitativo, si sono dovuti ricredere: la sua interpretazione negli episodi conclusivi rende palpabile la sofferenza di Jaime con una recitazione  intensa e struggente grazie anche all’apporto di Tobias Menzias che ci regala un Randall odioso ma umano con un ghigno costante sul volto  ma che allo stesso tempo ci comunica  una  grande sofferenza . Un uomo quasi costretto alla violenza come unica forma comunicativa.

outlander_115-2Siamo abituati a vedere scene di violenze e soprusi su donne, la tv ne è piena purtroppo ed è quasi diventata un’abitudine che la presunta debolezza fisica della donna soccomba sempre sotto la prova di forza dell’uomo e anche in Outlander, considerato anche il periodo storico in cui è ambientata la serie, non ci è stato risparmiato lo stupro, usato dalla Gabaldon come plot Twist; ora vediamo però un uomo forte e per nulla fisicamente debole dover soccombere psicologicamente e fisicamente a un altro uomo.
Jaime ne esce spezzato e solo l’amore di Claire riesce con fatica a farlo riemergere dallo squallore in cui era precipitato. To Ransom a Man’s Soul rappresenta la discesa e la rinascita di un uomo ferito nella sua sensibilità e nell’anima. Si conclude così la prima stagione di Outlander con Claire e Jaime scappano in Francia alla ricerca di un po’ di serenità ora che aspettano un bambino.
Per assurdo, ma in realtà tanto assurdo non è, Oulander delude in termini di ritmo e intreccio narrativo quando i due protagonisti non sono in pericolo; la struttura della sceneggiatura è costruita proprio su questo e gli episodi più belli sono stati proprio quelli dove o Claire o Jaime hanno rischiato la vita o comunque erano divisi a causa di qualcosa che si frapponeva tra loro; mi viene  in mente anche il bellissimo The Search e The Devil’s Mark oltre ai già citati episodi, delude un po’ con episodi più statici quali Lallybroch o The Watch, dove il ritmo scende e ci viene mostrato un realismo della vita dell’epoca che dopo un po’ risulta stancante e fine a se stesso.

outlander_115-3Una nota finale la meritano gli attori e i direttori del casting; se Outlander ha convinto tutti, scettici e fan della prima ora è stato anche grazie alla scelta degli attori protagonisti. Sam Heughan e Caitriona Balfe hanno una tale intesa da rendere commoventi e estremamente intense tutte le scene insieme; Tobias Menzies interpreta due personaggi diametralmente opposti e lo fa con una recitazione compassata ed elegante che ci fa quasi dimenticare quando interpreta il perfido Randall che da il volto anche all’amorevole Frank.

In conclusione la prima stagione di Oulander è stata una scommessa vinta per Starz, Moore e per noi spettatori. La serie è riuscita a mettere d’accordo i lettori amanti della saga della Gabaldon e quelli che non amano il Romance e non hanno digerito bene il libro (presente!), cosa ardua di questi tempi (basta dare uno sguardo a Game of Thrones e chiedere ai lettori delle cronache del ghiaccio e del fuoco di Martin!). Outlander è coraggioso, intelligente e ha saputo soprattutto dare un peso e un’attenzione all’uso della violenza in tv. Le scene delle torture e violenze psicologiche e fisiche cui Jaime è sottoposto sono crudeli, disturbanti e non facili da digerire ma non sono gratuite e servono a mostrarci chiaramente chi è Randall e soprattutto cosa queste violenze provocano; un uso coscienzioso e non strumentale come ultimamente siamo abituati a vedere, ma funzionale per costruire e sviluppare personaggi sfumati e poco stereotipati.

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