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Outcast: Recensione dell’episodio 1.01 – Pilot in anteprima al Napoli Comicon 2016

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outcast 1.01 pilot patrick fugit Philip Glenister 2Tratto dall’omonimo fumetto di Robert Kirkman e Paul Azaceta, Outcast si propone come una delle prossime serie televisive horror di punta. La storia si svolge a Rome, un’apparentemente tranquilla cittadina americana. Il protagonista è Kyle Barnes (interpretato da Patrick Fugit), un ragazzo che ha preso le distanze dalla dalla società dopo aver subito pesanti traumi, sia da bambino che da adulto. È stato prima seviziato dalla madre, impazzita a causa di una possessione demoniaca, e poi destabilizzato da un altro demone che, intrufolatosi temporaneamente nel corpo della moglie Allison (interpretata da Kate Lyn Sheil), fa del male alla loro figlia. Kyle viene incolpato di aver colpito la bambina e la moglie decide di allontanarlo definitivamente. Si ritroverà così nel bel mezzo della solitudine, senza neppure avere la forza di cercare risposta ai misteriosi eventi sovrannaturali che gli hanno rovinato l’esistenza, fin quando lui e il reverendo Anderson (Philip Glenister) incontrano Joshua, un bambino preda di un potente demone che controlla la sua mente e il suo corpo. Affrontandolo Kyle capisce che è il momento di fronteggiare i suoi demoni, sia quelli interni che quelli esterni.

L’elemento di forza della serie è la paura, anzi una paura molto particolare, quella che viene dall’interno di ognuno di noi. I demoni si impossessano del corpo degli esseri umani, esaltandone i lati diabolici e rendendoli violenti, pazzi, assetati di sangue e carne. Lo spettatore viene messo di fronte ad una forza sovrannaturale tangibile e fisica, ma che non fa altro che insediarsi negli esseri umani per tirarne fuori il peggio. E il fatto che il primo posseduto che ci viene mostrato sia proprio un bambino, può forse essere letto come un messaggio ben chiaro: il male è in ognuno di noi, ben nascosto.

E così viene fuori unoutcast 1.01 pilot patrick fugit Philip Glenistera serie dalla forte tensione emotiva, con Patrick Fugit molto convincente che ci mostra un personaggio distrutto nell’animo, un vero e proprio reietto prima ancora che il demone all’interno di Joshua lo chiami in questo stesso modo, come se il termine indicasse una figura ben precisa all’interno di un mondo che è ancora tutto da scoprire. Lo stesso Kyle sembra spronato nella ricerca di risposte anche dallo strano e ancora sconosciuto potere che sembra risiedere nel suo sangue.

Sono due i personaggi che si impongono in questo pilot oltre al protagonista: Megan Holter, una Wrenn Schmidt convincente nonostante abbia dichiarato durante il panel dell’anteprima di non essere per nulla simile al suo personaggio, e il già menzionato reverendo Anderson. Megan si pone come la sorella di cui tutti avrebbero bisogno e l’unico, almeno per ora, personaggio ottimista: cerca di tirare fuori la personalità di Kyle in tutti i modi possibili, anche manipolandolo per il suo bene, sapendo bene che l’esilio volontario del fratellastro non porta a nulla di buono. Il reverendo invece è tracciato in modo sapiente, così da non apparire stereotipato, tanto che la prima volta che viene vediamo, lo incontriamo seduto ad un tavolo da poker con tanto di bottiglie alcoliche intorno. Ma più la storia prosegue, più ci rendiamo conto che il suo è tutto un modo particolare di confessare il suo credo. Afferriamo subito che la fede in lui c’è e non vacilla, come magari è successo in passato, eppure il suo modo di affrontare la religione ha poco di spirituale. Da segnalare anche la presenza di Reg E. Cathey, il buon Freddie di House of Cards, che nonostante i pochi minuti a disposizione, si candida come futuro protettore della coppia reverendo/reietto.

outcast patrick fugitNel complesso il pilot di Outcast ci presenta una serie che si guadagna il diritto di essere seguita. Come tutti i primi episodi è forte il fattore di introduzione ai personaggi e alla storia, ma quando si è al termine della visione la sensazione è quella di essersi già calati nel mondo e nei personaggi della piccola Rome. La storia ha tutte le carte in regola per proseguire spedita e, si spera, per continuare lo sviluppo di personaggi che sono ben delineati e approfonditi. Ci sono sicuramente cose da migliorare, come le scene di combattimento. Se ce ne saranno altre, con altri demoni, forse un pizzico di attenzione maggiore in certi dettagli non guasterebbe, ma in un pilot una piccola sbavatura come questa è sicuramente perdonata.

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1.01 – Pilot
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