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Outcast: Recensione dell’episodio 1.09 – Close to Home

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Siamo ad un passo dalla fine, ma ce ne rendiamo conto soltanto verso gli ultimi minuti di questo nono episodio di Outcast. L’essenza e la rilevanza di questo “Close to Home” è tutta alla fine, quando Megan cade preda dei demoni di Rome e uccide il povero Mark senza un perché.

C’è da restare di stucco davanti ad una scena del genere: la persona con la quale hai condiviso tutta la vita, che conosci come il palmOutcasto delle tue tasche e che poco prima aveva deciso di accettare di mettere al mondo (e che mondo!) un altro bambino, improvvisamente ti uccide in un modo brutale e violento. Questa scena, e quella successiva con la telefonata della figlioletta di Kyle che chiede disperata aiuto, è tutto il bello che la puntata offre. Menzione speciale anche per lo stesso Kyle che (finalmente!) decide di rivelare la verità di ciò che è successo e sta accadendo ancora ad Amber, che pur avendo risolto i problemi conflittuali col suo ex-marito lo giudica comunque non in grado di proteggerla. Forse si poteva giungere a questo punto qualche puntata fa, dato che potrebbe non esserci tutto il tempo per approfondire il perché di questo costante rifiuto, nonostante Amber abbia capito cosa avesse guidato Kyle.

Il resto della puntata (ovvero tutto quel che avviene prima di questo finale) scorre lentissimo e ci propone situazioni che, superato lo shock di cui si parlava nella scorsa recensione allo scorso episodio, siamo riusciti a metabolizzare. Il reverendo Anderson è ormai sceso in guerra come un crociato contro il demonio, e come tale non può far altro che parlare a vanvera (perchè ormai ha superato il limite) di religione mentre sferra pugni a destra e a manca e mette le mani addosso ad un ragazzino che non è suo figlio. La situazione si è davvero capovolta: ci chiediamo davvero se non abbia superato i limiti morali, oppure se ha fatto bene a superarli trattandosi di un avversario di tal genere. Siamo spinti persino a chiederci se sia giusto o meno coutcast-mannequins-615x348he il comandante Giles non abbia nessuna voglia di arrestare il suo caro amico reverendo, manifestando pubblicamente il perché e minacciando Sidney che aveva (giustamente) intenzione di denunciare. Ecco cosa fa Outcast: propone una situazione in cui bene e male, giusto e sbagliato, corretto e incorretto si mescolano e si avvicinano su una linea di confine che è difficile da tracciare. E questo lo fa dopo averci fatto ampiamente capire che entità sovrannaturali o meno, il male è ovunque: anche e soprattutto nell’essenza umana.

Ci avviamo verso un episodio finale che non è prevedibile. Tutta la sotto trama relativa a Megan è giunta al capolinea (sembra) con lei finita nelle mani dei demoni. Ovviamente non sappiamo come essi agiscano e neppure perché abbiano scelto proprio Megan: per tutto quello che ha passato ultimamente, forse? È auspicabile una risposta nell’episodio finale, dove finalmente vedremo questa fantomatica apocalisse di cui Sidney e soci da tanto tempo parlano, e scopriremo a cosa servono tutti quei manichini di plastica che Kat intende utilizzare.Outcast

Ci siamo arrivati con un penultimo episodio lento, a tratti noioso, ma con una bomba finale che forse da sola mantiene alto il livello della puntata. Ci si aspetta un finale che non può e non deve deludere: sappiamo che una seconda stagione è già confermata e quindi ci dovrà essere necessariamente qualcosa che rimarrà ancora per un po’ senza risposta, ma si spera che la storyline delineatasi in questa prima stagione sia chiusa efficientemente. Altrimenti, sarà un po’ frustrante.

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1.09 – Close to Home
  • Faticosamente quasi alla fine
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