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Outcast: Recensione dell’episodio 1.07 – The Damage Done

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OutcastQuesta settimana Outcast esce allo scoperto, facendoci chiaramente presagire che il mondo quotidiano dell’apparente tranquilla Rome sta per cambiare. Ciò che prima era nascosto, adesso è smascherato ma non ancora palese per i cittadini che assistono ad una denuncia che assomiglia più al delirio di un pazzo invasato. Kyle porta via con la forza un reverendo Anderson che, pur dicendo la verità, l’ha rivelata in un modo e in un momento sbagliatissimi. Per una volta, l’incosciente è il vecchio pastore e il mentore il giovane reietto quando gli suggerisce che bisogna giocare, si, questa partita col demonio, ma bisogna farlo con intelligenza.

Tuttavia durante il suo show nel corso del Giorno della Memoria, il reverendo Anderson ha avuto coraggio nel dire esattamente le cose come stanno: basta retorica delle parole, basta velati accenni a delle minacce che possono o non possono esistere. Il marchio sul suo petto non ha avuto un effetto per così dire magico: non c’è stato nessun incantesimo che è scattato in lui (ed è positivo mantenere separati il sovrannaturale dal magico, restando in un ambito terreno), quel simbolo di carne ha avuto un effetto collaterale direttamente sulla sua volontà. Lo ha portato ad affrontare faccia a faccia le sue paure, gridandole proprio sul viso dell’eterno avversario (per ben due volte). Una carta che, come si diceva in apertura, poteva essere giocata meglio: molte volte rivelare la verità non porta a nulla di positivo quando il terreno su cui si semina è arido.

OutcastLa popolazione non è pronta a recepire un messaggio incomprensibile, per quanto veritiero. Finora i demoni avevano agito nell’ombra, si erano nascosti in persone insospettabili (la vecchietta amabile, il collega di lavoro gentile) tramando qualcosa di grosso. E continueranno a farlo perchè pur venendo denunciati non sono stati smascherati nel modo giusto. I cittadini non sono pronti a riconoscere qualcosa di invisibile e inavvertibile (figurarsi qualcosa di diverso), anche quando ce l’hanno sotto il naso. Vincere la paura che si annida nell’ombra è importante, sia che lo si faccia a voce che con i fatti, ma lo è altrettanto combattere una guerra con le armi e il tempismo giusti. Immagino che gli effetti di questa denuncia pubblica avranno risvolti soltanto sui personaggi più vicini al reverendo che sulla città intera: penso ai suoi compagni di poker, già poco simpatici, ma soprattutto al capo Giles, che probabilmente vedremo più coinvolto nell’azione.

C’è stato spazio anche per una conquista importante da parte di Kyle: la sua famiglia. Ovviamente non tutto poteva andare rose e fiori, e così la sua ex moglie Allison ha pensato bene di riabbracciarlo prima, e lasciarlo dopo, inseguendo i suoi demoni interiori che le si presentano ancora sotto forma di flashback. Eppure Allison non sembra più incolpare il marito per tutto il male che le è piovuto addosso: può darsi che la rivedremo prima di quanto pensiamo. La figlia invece mostra di essere a conoscenza di fin troppe cose oscure per la sua età, ma almeno ha capito da che parte stare.

remembrance-day-outcast.pngMeno interessante ma almeno un po’ movimentata la storyline di Megan. Dove vorrà andare a parare questa storia non si sa ma è importante appuntare che non vi sono immischiati demoni: questa sotto trama fa da contraltare a quella di Kyle e del reverendo, ricordandoci che il male non esiste in sé e per sé, ma è insito tanto nella natura demoniaca quanto in quella umana.

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1.07 - The Damage Done
  • Eppur si muove
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