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Outcast: Recensione dell’episodio 1.03 – All Alone Now

Alla dinamicità di una trama veloce ma poco fluida, Outcast preferisce una lentezza studiata e metodica. Non ci sono colpi di scena, non ci sono eventi che sconvolgono il quotidiano della apparentemente tranquilla cittadina di Rome (per ora): la serie si dispiega con calma, prendendo per mano lo spettatore per condurlo all’interno dell’animo dei vari personaggi della serie.outcast

Questa settimana il punto forte di Outcast è stato proprio la gestione dei vari personaggi, che sono stati curati con dialoghi adeguati e quindi caratterizzati perfettamente. La coppia di Luke e Blake entrano in scena forse per non restare, ma rimarranno impressi per un po’ nella memoria almeno di Kyle e del reverendo Anderson. Infatti, il terzo episodio ricalca bene o male le orme del pilot: anche lì c’era un caso di possessione demoniaca, il bambino, mentre oggi abbiamo a che fare con un amico di famiglia che improvvisamente allunga le mani sulla fidanzata del suo migliore amico, uccidendola. Questo tizio, Blake, una volta incatenato dal suo ex migliore amico nonché ex partner in polizia, viene affrontato da Kyle e il reverendo che stavolta, non trovandosi di fronte un bambino incapace persino di esprimere i propri bisogni essenziali, ed essendo alle prime armi in situazioni simili, vanno totalmente nel panico. Il copione sembra insomma molto standard: eppure le cose non si svolgono come uno potrebbe intuire, né il finale è scontato.

La figura del reverendo acquista maggiore vigore questa settimana: lo vediamo agitarsi e bestemmiare come un peccatore qualsiasi dopo aver perso la preziosa foto col figlio, ma la sua fede davanti ai demoni è incrollabile. Crede fermamente nel potere delle sue parole latine e del suo crocifisso, eppure il suo essere un atipico uomo di chiesa ci fa pensare che sia più bravo come esorcista sul campo che come prete di parrocchia che deve consolare le vecchiette. Il giovane Kyle, invece, continua nel suo processo di reinserimento in una società che lo ha emarginato: outcast viene fuori la sua rabbia, la sua voglia di essere umano e il suo voler ricominciare una vita senza questi demoni che gliel’hanno rovinata sin dalla tenera età. È per questo che chiede al demone impossessatosi di Blake di non venirlo più a cercare: ma, come si diceva prima, i due si ritrovano ad affrontare tutt’altro che un bambino e Kyle è ben lontano dall’avere le capacità per poter essere reintegrato.

Il demone all’interno di Blake cerca lo scontro fisico e verbale, è ferito dal sangue di Kyle ma allo stesso tempo gli piace assaporarne dell’altro, risponde a tono persino sulle questioni religiose, affrontando senza problemi la questione della fede con il reverendo. Se non fosse stato incatenato, sarebbero stati guai grossi per i due, dal momento che amplifica anche la forza dell’ospite umano. Questo demone conferma l’idea che ci eravamo fatti su Kyle: ovvero che sia abbastanza conosciuto all’interno della cerchia di oscurità che piano piano sta invadendo la piccola Rome.

A tal proposito, del vecchietto col cappello che aveva nello scorso episodio seminato tante belle parole al “capezzale” della madre di Kyle, stavolta vediamo ben poco: è in una camera d’albergo nell’ atto di prepararsi per uscire. Possiamo prenderla un po’ come una metafooutcast ra generale applicata alla serie: le cose si svolgono lentamente per meglio apprezzarle e comprenderle (e come già abbiamo detto nella scorsa recensione, questo ci piace), ma quello che sta arrivando porterà tanto male. Questa settimana viene anche introdotta una sotto trama legata a Megan, sorellastra di Kyle, con un uomo che sembra risorgere da un passato non tanto archiviato e sepolto. Ben poco si può supporre di cosa si tratti, sperando però che possa aggiungere un ulteriore tocco di mistero alla storia e che non diventi la sotto trama pesante e noiosa creata ad hoc per aggiungere minutaggio al tutto.

Giunti al terzo episodio, insomma, se allo spettatore sta bene procedere in questo modo metodico la serie risulterà tutta da gustare settimana dopo settimana, ammesso che nei prossimi episodi non faccia passi falsi facendoci pentire di queste parole.

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1.03 - All Alone Now
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