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Cinema

Oscar 2023: vincitori e vinti nel trionfo di Everything Everywhere All at Once

La più attesa notte del cinema per scoprire i vincitori 2023 degli Oscar si è tenuta sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles con Jimmy Kimmel a dirigere, per la terza volta, il balletto di star chiamate a premiare il meglio del 2023.

La 95esima edizione della cerimonia in cui i giurati dell’Academy decidono a chi consegnare l’ambita statuetta tanto somigliante allo zio Oscar (come disse la segretaria a cui si deve il nome del premio) ha visto trionfare Everything Everywhere all at Once. Una vittoria annunciata, ma persino superiore alle aspettative per il film dei Daniels che porta a casa sette statuette su undici candidature.

Miglior film, regia, attrice protagonista, attore e attrice non protagonista, sceneggiatura originale, montaggio. Un monopolio interrotto dal solo Brendan Fraser che vince come migliore attore protagonista.

Andiamo a vedere e commentare in breve vincitori e vinti di questo anno tra sorprese inattese e pronostici anticipati, cocenti delusioni e piacevoli conferme.

Oscar vincitori 2023: Tutti i vincitori

Oscar 2023 vincitori - Miglior film: Everything Everywhere All at Once
Oscar 2023 vincitori – Miglior film: Everything Everywhere All at Once

I migliori film

11 candidature per Everything Everywhere All at Once, 9 per Gli spiriti dell’isola e Niente di nuovo sul fronte occidentale. Bastavano i numeri a far prevedere il nome del vincitore del premio più ambito? O sarebbe pesato di più il curriculum di Steven Spielberg per spingere The Fabelmans o l’idolatria per il Re Elvis a far vincere il biopic di Baz Luhrmann? La risposta è nel nome del vincitore: Everythhing Everywhere all at Once.

La corsa a perdifiato tra i mille universi in un montaggio frenetico era partita tanto in sordina che il film era rimasto relativamente per poco nei cinema. Ma l’indubbia originalità della sceneggiatura, la qualità delle performance attoriali di tutto il cast, la regia visionaria, la varietà dei generi tra action, commedia, fantascienza, sentimentalismo hanno fatto impennare il gradimento di pubblico e addetti ai lavori. Uno tsunami che ha travolto gli Oscar che sono stati felici di non opporre resistenza.

Quasi non si accettavano scommesse per il premio al miglior film internazionale. Essere candidati contemporaneamente in entrambe le categorie dedicate ai film era un biglietto di visita troppo forte. Le altre sette nomination erano un indizio ulteriore a favore della pellicola tedesca targata Netflix. Nessuna sorpresa, quindi, che l’Oscar per miglior film internazionale sia andato a Niente di nuovo sul fronte occidentale. Un premio dopotutto meritato per un film che trascina lo spettatore quasi fisicamente nell’orrore della prima guerra mondiale.

Niente da fare, invece, per l’Italia che era candidata nella categoria miglior cortometraggio. Il piccolo gioiello Le pupille di Alba Rohrwacher non riesce a battere la concorrenza dell’irlandese An Irish Goodbye di Tom Berkeley e Ross White.

LEGGI ANCHE: The Whale: Recensione del film di Darren Aronofsky con Brendan Fraser e Sadie Sink

Oscar 2023 vincitori - Migliore attore protagonista: Brendan Fraser
Oscar 2023 vincitori – Migliore attore protagonista: Brendan Fraser

I migliori attori

L’ago della bilancia dei pronostici su chi avrebbe avuto l’Oscar come migliore attore protagonista ha oscillato a seconda delle premiazioni successive che hanno preceduto quella dell’Academy. Un’altalena entusiasmante che lascia capire quanto meritevoli fossero l’intensa drammaticità di Brendan Fraser in The Whale, la spiazzante sincerità di Colin Farrell in Gli spiriti dell’isola e la perfetta mimesi di Austin Butler in Elvis. Chiunque avesse vinto lo avrebbe meritato.

Ma a tutti fa sicuramente piacere che a vincere sia stato infine Brendan Fraser che corona nel migliore dei modi il percorso che lo ha fatto riemergere da un oblio a cui era stato relegato per colpe non sue. Come lo stesso attore ha ricordato, “le cose non sono state sempre facili per me”. E poi “tornare in superficie non è stato facile ma ci sono persone che me lo hanno permesso”. Commovente, soprattutto, l’incipit del discorso di ringraziamento: “avete un cuore da balena, solo le balene riescono ad andare così in profondità”.

Miglior attrice

Nonostante Ana de Armas fosse riuscita a brillare di luce propria in quella delusione che è stata Blonde, la lotta per la statuetta a migliore attrice protagonista era tra una habitué dei premi come Cate Blanchett e una veterana dal talento mai pienamente riconosciuto come Michelle Yeoh.

Trainata dall’insperato quanto travolgente successo popolare di Everything Everywhere All at Once, l’attrice malese di origini cinesi corona una lunga carriera proprio quando sembrava essere ormai avviata ai titoli di coda. Significativo, in tal senso, il suo “i sogni si avverano e non lasciate che nessuno vi dica che avete passato una certa età, mai”. Gli amanti delle statistiche ameranno anche ricordare che Michelle Yeoh è la prima attrice asiatica a vincere la statuetta in questa categoria.

Sarebbe potuta essere una sfida in famiglia quella tra Brendan Gleeson e Barry Keoghan entrambi candidati a migliore attore non protagonista per Gli spiriti dell’isola. Sarebbe se non ci fossero stati l’ex Goonie Ke Huy Quan e il fenomeno Everything Everywhere All at Once. L’attore statunitense di origini vietnamite fa l’en plein aggiungendo l’Oscar a Golden Globe, Critics’ Choice Award e Screen Actors Guild Awards. Una collezione che lo ripaga della lunga assenza dal grande schermo.

Una vittoria celebrata con un inno all’integrazione.

“Il mio viaggio è cominciato su una barca, ho passato un anno in un campo profughi e sono finito qui sul palco più importante di Hollywood. Dicono che le storie così sono solo per il cinema, ma sono storie reali, è questo il vero sogno americano”. Sono state queste le parole del vincitore chiuse dal quanto mai realistico “non smettete di sognare”.

Curiosamente la situazione era uguale e contraria per il premio come migliore attrice non protagonista. Stavolta era Everything Everywhere All at Once ad avere una sfida in famiglia tra Jamie Lee Curtis e Stephanie Hsu, mentre Kerry Condon concorreva per Gli spiriti dell’isola. Niente da fare per la brava attrice irlandese perché è proprio la sessantaquattrenne Jamie Lee Curtis a vincere la sfida in famiglia. Il ruolo dell’esattrice delle tasse che tormenta i proprietari di una lavanderia cinese le vale l’ambito riconoscimento. Dedicarlo a “chi ha sostenuto i film di genere che ho fatto in tutti questi anni” è un messaggio nean che tanto velato a quei critici che questo tipo di cinema non amano premiare.

Oscar 2023 vincitori - Miglior regia e Miglior sceneggiatura originale: Daniel Kwan e Daniel Scheinert
Oscar 2023 vincitori – Miglior regia e Miglior sceneggiatura originale: Daniel Kwan e Daniel Scheinert

I premi a chi il cinema lo crea

Attori e attrici restano nella mente dello spettatore e sono il modo in cui un film si presenta allo spettatore. Ma il cinema nasce soprattutto dietro le quinte ed è di chi traduce il copione in immagini, di chi quelle immagini sceglie come illuminarle, di chi da voce a chi sale sul palco scrivendo una storia nuova o adattando per lo schermo un’opera nata per un altro medium.

Migliore regia

Ambitissimo è, quindi, il premio per la migliore regia che quest’anno sembrava avere già scritto il nome di Steven Spielberg negli annali per la terza volta. Dopo Schindler’s List nel 1994 e Salvate il soldato Ryan nel 1999, il regista americano aveva aspettato 24 anni per realizzare il proverbiale non c’è due senza tre. Dovrà aspettare ancora perché neanche l’autobiografico The Fabelmans è riuscito a resistere al ciclone Everything Everywhere all at Once che consegna a Daniel Kwan e Daniel Scheinert (che si firmano come i Daniels) la statuetta per la migliore regia.

Un premio alla “creatività e libertà” come ha ricordato Daniel Kwan. Quello che ci vuole perché “c’è grandezza in ognuno di noi, c’è solo bisogno di essere aiutati a farla uscire”.

Miglior sceneggiatura

E un grosso aiuto lo può dare un’ottima sceneggiatura originale come appunto quella che garantisce ai Daniels anche l’Oscar in questa categoria. A contenderglielo erano lo stesso Spielberg con il fidato Tony Kushner e Martin McDonagh per la favola cinica de Gli spiriti dell’isola. Niente da fare per gli sfidanti in un anno che premia la fantasia sfrenata e il modo corretto di scrivere una storia sul multiverso. Ogni messaggio nascosto alla Marvel e la sua fase 4 non è puramente casuale.

Anche ad adattare una storia altrui ci vuole una bravura da Oscar. E fa niente se quella stessa storia è stata già adattata altre volte come dimostrano Eward Berger, Lesley Paterson e Ian Stokell con Niente di nuovo sul fronte occidentale dal romanzo di Erich Maria Remarque. A vincere, tuttavia, non sono loro come sembravano dire tutti i pronostici. L’Oscar per la migliore sceneggiatura non originale va, infatti, a Sarah Polley per Women talking – Il diritto di scegliere. Tratto da Donne che parlano di Miriam Toews (2018), il film è liberamente ispirato aifatti avvenuti nella colonia Manitoba in Bolivia nel 2011.

Niente di nuovo sul fronte occidentale ci mette, comunque, poco a digerire la sconfitta dato che bissa il successo come miglior film internazionale vincendo anche il premio per la migliore fotografia a James Friend.

Oscar 2023 vincitori - Miglior film d'animazione: Guillermo del Toro
Oscar 2023 vincitori – Miglior film d’animazione: Guillermo del Toro

L’altro cinema: animazione e documentario

Quando si dice cinema, si pensa subito ai grandi film. Ma sono cinema anche i prodotti di animazione come ha ben insegnato per anni la Disney prima di cedere lo scettro alla Pixar. Se anche non fosse svanito il duopolio Disney – Pixar (in realtà finto dato che la prima è proprietaria della seconda), il risultato di questa edizione non sarebbe cambiato. Il perché lo capisce benissimo chiunque abbia visto il Pinocchio di Guillermo del Toro a cui va l’Oscar per il migliore film di animazione.

Una sorpresa arriva, invece, dalla categoria miglior documentario. All the Beauty and the Bloodshed poteva bissare con l’Oscar il successo ottenuto alla Mostra del Cinema di Venezia dove si era aggiudicato il Leone d’Oro come miglior film. Spinto probabilmente dalla volontà di mandare un messaggio politico, è Navalny a portare a casa la statuetta. Difficile pensare che sia solo un caso che a vincere sia un documentario sul maggiore oppositore di quel Putin che tanto inviso è agli USA.

Oscar 2023 vincitori - Miglior film internazionale: Niente di nuovo sul fronte occidentale
Oscar 2023 vincitori – Miglior film internazionale: Niente di nuovo sul fronte occidentale

Oscar vincitori 2023: Nomination e vincitori

Di seguito la lista completa delle nomination nelle diverse categorie con il nome del vincitore in grassetto.

Miglior film

Avatar – La via dell’acqua (di James Cameron)
Gli spiriti dell’isola (di Martin McDonagh)
Elvis (di Baz Luhrmann)
Everything Everywhere All at Once (di Daniel Kwan e Daniel Scheinert)
Niente di nuovo sul fronte occidentale (di Edward Berger)
The Fabelmans (di Steven Spielberg)
Tar (di Todd Field)
Top Gun: Maverick (di Joseph Kosinski)
Triangle of Sadness (di Ruben Ostlund)
Women talking – Il diritto di scegliere (di Sarah Polley)

Miglior film internazionale

Niente di nuovo sul fronte occidentale (di Edward Berger, Germania)
Argentina, 1985 (di Santiago Mitre, Argentina)
Close (di Lukas Dhont, Belgio)
EO (di Jerzy Skolimowski, Polonia)
The quiet girl (di Colm Bairéad, Irlanda)

Migliore attore protagonista

Austin Butler (in Elvis)
Colin Farrell (in Gli spiriti dell’isola)
Brendan Fraser (in The Whale)
Paul Mescal (in Aftersun)
Bill Nighy (in Living)

Oscar 2023 vincitori - Migliore attrice protagonista: Michelle Yeoh
Oscar 2023 vincitori – Migliore attrice protagonista: Michelle Yeoh

Migliore attrice protagonista

Cate Blanchett (in Tar)
Ana de Armas (in Blonde)
Andrea Riseborough (in To Leslie)
Michelle Williams (in The Fabelmans)
Michelle Yeoh (in Everything Everywhere All at Once)

Migliore attore non protagonista

Brendan Gleeson (in Gli spiriti dell’isola)
Brian Tyree Henry (in Causeway)
Judd Hirsch (in The Fabelmans)
Barry Keoghan (in Gli spiriti dell’isola)
Ke Huy Quan (in Everything Everywhere All at Once)

Migliore attrice non protagonista

Angela Bassett (in Black Panther: Wakanda Forever)
Hong Chau (in The Whale)
Kerry Condon (in Gli spiriti dell’isola)
Jamie Lee Curtis (in Everything Everywhere All at Once)
Stephanie Hsu (in Everything Everywhere All at Once)

Migliore regia

Martin McDonagh (per Gli spiriti dell’isola)
Daniel Kwan e Daniel Scheinert (per Everything Everywhere All at Once)

Steven Spielberg (per The Fabelmans)
Todd Field (per Tar)
Ruben Ostlund (per Triangle of Sadness)

Migliore fotografia

James Friend (per Niente di nuovo sul fronte occidentale)
Darius Khondji (per Bardo, la cronaca falsa di alcune verità)
Mandy Walker (per Elvis)
Roger Deakins (per Empire of Light)
Florian Hoffmeister (per Tar)

Migliore sceneggiatura originale

Martin McDonagh (per Gli spiriti dell’isola)
Daniel Kwan e Daniel Scheinert (per Everything Everywhere All at Once)
Steven Spielberg e Tony Kushner (per The Fabelmans)
Todd Field (per Tar)
Ruben Ostlund (per Triangle of Sadness)

Oscar 2023 vincitori - Migliore sceneggiatura non originale: Sarah Polley
Oscar 2023 vincitori – Migliore sceneggiatura non originale: Sarah Polley

Migliore sceneggiatura non originale

Eward Berger, Lesley Paterson e Ian Stokell (per Niente di nuovo sul fronte occidentale)
Rian Johnson (per Glass Onion – Knives Out)
Kazuo Ishiguro (per Living)
Ehren Kruger, Eric Warren Singer e Christopher McQuarrie (per Top Gun: Maverick)
Sarah Polley (per Women Talking)

Miglior film d’animazione

Pinocchio di Guillermo del Toro (di Guillermo del Toro e Mark Gustafson)
Marcel the Shell (di Dan Fleishcher – Camp)
Il gatto con gli stivali 2 – L’ultimo desiderio (di Joel Crawford)
Il mostro dei mari (di Chris Williams)
Red (di Domee Shi)

Miglior documentario

All That Breathes (di Shaunak Sen, Aman Mann e Teddy Leifer)
All the Beauty and the Bloodshed (di Laura Poitras, Howard Gertler, John Lyons, Nan Goldin e Yoni Golijov)
Fire of Love (di Sara Dosa, Shane Boris e Ina Fichman)
A House Made of Splinters (di Simon Lereng Wilmont e Monica Hellstrom)
Navalny (di Daniel Roher, Odessa Rae, Diane Becker, Melanie Miller e Shane Boris)

Winny Enodrac

In principio, quando ero bambino, volevo fare lo scienziato (pazzo) e oggi quello faccio di mestiere (senza il pazzo, spero); poi ho scoperto che parlare delle tonnellate di film e serie tv che vedevo solo con gli amici significava ossessionarli; e quindi eccomi a scrivere recensioni per ossessionare anche gli altri che non conosco

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