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Orphan Black

Orphan Black: Recensione dell’episodio 3.01 – The Weight of This Combination

Bentornati nel fantascientifico, psichedelico mondo di Orphan Black. Dove niente è come sembra. E soprattutto nessuno è chi sembra.

orphanblack301sestrasAd aprirci la porta ci pensa lei, il clone più amabilmente schizofrenico di quelli che finora conosciamo. Un bel baby shower in cui ognuno dei cloni ha il suo compito: Sarah è quella addetta ai regali, Alison insieme a Felix sta provvedendo al cibo e una rinvigorita Cosima in versione bambolina ucraina regala alla sestra in dolce attesa una torta babka, torta pasquale tipica dell’Europa orientale.
Perché la sorella con il prezioso cargo è proprio lei, Helena, nel suo bel vestito premaman rosa. Ma ad un tratto la luce diventa più cupa, si lascia dietro i toni caldi e riprende quel colore verde petrolio che questa serie porta con sé. Il sogno è finito, niente cupcake o piccole scarpine lavorate a maglia.
Il cargo è Helena stessa, rinchiusa in una scatola di legno. Accanto a lei uno scorpione che invece di attaccarla la consola. E di chi potrebbe avere la voce questo piccolo disgustoso e tenero animaletto se non quella di Tatiana Maslany?

Una prima puntata che procede ad una velocità che ti lascia senza fiato e a volte rende complicato riuscire a seguire e comprendere appieno tutto quello che Graeme Manson e John Fawcett hanno buttato in pentola.

orphanblack301ferdinandOne of a kind.La seconda stagione ci aveva lasciato con una grande spaventosa rivelazione, il progetto Castor. Cloni maschili coltivati e cresciuti dall’esercito. Guerrieri insomma. E uno di loro avevamo avuto già il piacere di conoscere senza sapessimo chi fosse effettivamente. Ora ce li ritroviamo qui, moltiplicarsi uno dopo l’altro. Il loro scopo, a quanto pare, è far fuori l’intero comparto femminile dei cloni. Perché vogliano farlo ancora non è dato sapere, ma abbiamo un po’ il sospetto che sia parte di quel c’est histoire che uno dei cloni grida alla telecamera durante il suo incontro con Sarah. Una leggenda in carne e ossa, dice lui. Ovviamente lui sa tutto di lei e noi non sapremo, almeno in questa puntata, chi diavolo è lui. Ma sappiamo più o meno a chi danno la caccia. Le sorelle e il professor Ethan Duncan è quello che in questa puntata ci è dato sapere. E visto il modo in cui S è finita a terra, non mi pare che ci andranno tanto leggeri.

Sestras. Ma in questa prima puntata a complicare una situazione già poco tranquilla ci penserà l’arrivo alla DYAD dai piani alti di un ospite scomodo.
Delphine, grazie all’intercessione di Marion, è tornata alla DYAD a ricoprire un ruolo davvero scomodo, quello di Rachel, per proteggere il progetto Leda e le sorelle. Delphine ha bisogno della più tosta dei cloni, Sarah, per riuscire a gestire una situazione che potrebbe rivelarsi una minaccia per i piani suoi e di Marion. Un pulitore, uno di quelli che la DYAD assolda per occuparsi di eliminare i cloni che danno fastidio. Come è successo ad Helsinki: sei cloni fatti fuori in meno di 24 ore.
Con Rachel ‘ancora fuori uso‘ toccherà a Sarah vestire i panni della sorella cattiva (e ad Alison quella della sorella tosta) e riuscire a portare la situazione ad una risoluzione favorevole alle nostre. Scoprendo che Helsinki è stato un progetto di Rachel, il cui unico scopo è quello di avere Kira tutta per sé.
Chi, ancora un volta, sembra giocare più degli altri sulla linea della fedeltà è Delphine. Alcune volte sembra completamente devota alla causa della DYAD, altre si lascia trasportare dai sentimenti fino a provocare volontariamente del dolore ad altri. Sarà interessante capire chi e da che parte sta realmente.

orphanblack301alisonStorie di ordinaria quotidianità. Essere cloni non significa però essere esenti dall’avere i problemi che un essere umano deve affrontare nella quotidianità. Amanti, madri, mogli, figlie, lavoratrici. Ognuno di loro ha il suo da fare: Sarah deve pensare a sua figlia (anche se può contare molto sull’aiuto di sorelle e fratelli) e ad una madre che continua a fare scelte e muovere passi che le allontanano sempre di più, Cosima deve dire addio (per quanto tempo di nuovo?) all’amore di Delphine, Alison deve affrontare una vicina che potrebbe condurre la sua famiglia fuori da quel pezzo di mondo tranquillo in cui lei e Donnie hanno deciso di crescere i loro figli. Doveri appunto, come ogni essere umano. Anche se qui c’è una piccola aggravante che complica loro le cose. Loro fino in fondo umane non sono. E quindi si ritrovano, a volte, ad essere rinchiuse in una scatola di legno. Finchè qualcuno non apre il coperchio e si può tornare a respirare. Ovviamente non tranquillamente.

Manson e Fawcett hanno aperto, in questo primo episodio, così tante linee narrative che c’è il rischio che qui anche negli altri episodi si abbia difficoltà a seguirle tutte.
Il vero gioiello di questa serie rimane lei, Tatiana Maslany. Speriamo che Ari Millen non deluda le aspettative. Perché il difficile, secondo il mio modesto parere, non è interpretare diversi personaggi anche se hanno più o meno le stesse sembianze. Lo straordinario, e in questo la Maslany è ormai a livelli superiori, è riuscire a far recitare un personaggio nei panni di un altro.

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