Orphan Black

Orphan Black: Recensione dell’Episodio 2.10 – By Means which have never yet been Tried

Come ogni cosa bella, anche la seconda stagione di Orphan Black giunge al termine. Prima di esplorare le controversie di questo finale (basato su una tonalità di grigi, né completamente bianco né del tutto nero) permettiamoci un’osservazione su questi dieci episodi. Questa seconda stagione, e mi pare evidente, si è dedicata ad esplorare un lato del Clone-club molto più oscuro ed introverso, almeno è quello che mi è parso di cogliere, in cui non c’era più necessità di definire i caratteri dei personaggi – tutti orphan210_4estremamente definiti nei loro mondi singoli e perfettamente caratterizzati nella storyline globale – quanto piuttosto portare avanti le loro debolezze e svelare quei misteri che la prima stagione aveva solo lasciato intendere come ‘leggende’ (project Leda, ne citerei una davvero ‘a caso’). Se sia stata una scelta giusta o sbagliata non saprei giudicarlo: dopo un’intera stagione dovrebbe essere più semplice identificarne gli alti ed i bassi ma per Orphan Black anche i cosiddetti ‘bassi’ assumono un ruolo importante nella storia e nella definizione psicologica dei personaggi, ed è dunque poco corretto chiamarli ‘bassi’. Se c’è un termine che bene si sposa con la season 2 è senz’altro ‘diversa’ che, almeno per me, ha un significato tutt’altro che negativo.

orphan210_3Dopo questa premessa quanto mai lusinghiera, non posso che criticare alcune scelte di questo finale. Bellissimi momenti, tra cui alcuni davvero toccanti (come la danza dei cloni, tante Tatiana in giro per la stanza e tutte assolutamente diverse e spettacolari) e speciali (le urla disperate di Rachel alla morte di Duncan sono state davvero inattese), intervallati da altri un po’ meno rilevanti. Il tentativo era chiaro, quello di chiudere tutti i piccoli percorsi dei diversi personaggi, dare una conclusione alla loro trasformazione nel corso di una stagione. Se alcuni avevano trovato una certa soddisfazione nel nascondere il corpo di un ex capo nel garage, altri erano stati costretti a rivalutare il concetto di giusto e sbagliato. Ma è stato un ‘tentativo’, come ho detto, che non ha fatto fatica ad emergere e, naturalmente, tanti piccoli petardi non potranno mai avere lo stesso impatto di una bomba atomica con la sua esplosione e relativa nuvolona di fumo. Mi aspettavo di più, anche se non so nemmeno io definire quell’avverbio.

orphan210_2Un po’ più interessante e meno scontata è stata la sequenza che ha visto interagire Cosima-Sarah-Rachel. Incapace di restarsene con le mani in mano, Sarah decide di consegnarsi al DYAD per salvare Kira, ignara del fatto che verrà usata come una cavia da laboratorio e che di sua figlia, comunque, non potrà che vedere un riflesso. Ingegnoso il metodo ideato da Cosima per sbarazzarsi di Rachel, proprio mentre Delphine salpa verso l’Europa (tornerà? Non tornerà? Ci importa davvero?), che si vede infilzata da una matita temperata proprio dalla sua piccola prigioniera (grandissima Kira!) e miracolosamente non muore. Parlando di morte avrei quasi sperato in una morte di Cosima. Non perché mi stia antipatica, anzi: la trovo tra i migliori cloni di tutta la cucciolata. Quello che avrebbe tuttavia creato la sua morte era un momento di pathos incredibile che, con la sua mancanza, è venuto appunto meno. Se proprio non era Cosima a dover morire almeno Rachel – anche se, poi, avrebbero dovuto pensare all’ennesimo villain per la stagione tre e, diciamocelo chiaramente, nessuno è meglio di Tatiana Malsany ad interpretare un clone mega-malvagio.

Altra grande protagonista dell’episodio è Helena. Dopo essere tornata dalle sue sorelle, il clone biondo pare realizzare di volere orphan210_1molto più dalla vita: di volere amore. E chi può amare se non il bel ragazzo incontrato al pub, qualche giorno prima? Che importa se l’ha coinvolto in una rissa? Vorrà senz’altro stare con lei, no? Nel dubbio decide di andare a scoprirlo, con l’unico inconveniente di venire catturata giusto fuori dalla casa di Felix e di essere trascinata da chissà chi chissà dove. Apprezzo il fatto che Helena sia finalmente una parte integrante del Clone club ma penso che, prima o poi, ci stancheremo di vederla ficcarsi in queste situazioni – anche se, in questo particolare caso, non era colpa sua.

Non si può dire altrettanto di Sarah, che va in cerca di risposte e, per questo, ‘se la va proprio a cercare’. Scopre infatti ciò che tutti ci eravamo chiesti fin dall’inizio: se ci sono dei cloni, quanti ce ne sono? Perché sono tutte donne? Semplice! Quelli maschi se li era tenuti l’esercito. Si propone dunque una domanda ancor più interessante: se i cloni appartengono all’esercito, che ci faceva Mark tra i Proletheans? Ora che ha sposato Gracie dovrebbe filare tutto liscio, ma se anche i cloni maschi avessero un difetto, proprio come il risultato del progetto Leda? Oh, quante domande! Non vedo l’ora di scoprire le risposte.

Come? Aspettando la prossima stagione, naturalmente. Si, non l’hanno ancora ufficialmente annunciata ma, andiamo: davvero pensate che possano cancellare questa bellezza?

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