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Orphan Black

Orphan Black: Recensione dell’Episodio 2.07 – Knowledge of Causes and Secret motion of things

Ci saranno sempre domande che ci tormentano: ad alcune, con un po’ di fortuna, saremo in grado di dare una risposta. Altre, invece, resteranno un’incognita per tutta la durata della nostra esistenza. La prima fra tutte, probabilmente, è ciò che vogliamo davvero. Ricchezza, potere, conoscenza, affetto? E quando li abbiamo ottenuti, è davvero ciò che volevamo, o l’inseguire un obiettivo era di per sé la nostra profonda e unica necessità? E’ questa la domanda che ci facciamo, osservando i cloni mentre nella loro vita i diversi nodi vengono al pettine.

orphanblack_207_3L’insicurezza di Alison trova conferma nel tradimento di Vic – qualcuno aveva realmente creduto che si fosse ravveduto, il simpaticone? – e l’ennesima certezza, anche se appena arrivata, della sua esistenza viene meno. Non meno importante, per lei, arriva il confronto con il marito. La sorpresa è forse più mia che sua nello scoprire che in realtà il povero, ingenuo, strattonato-da-tutte-le-parti Donnie non ne sapeva un accidente né di cloni né di esperimenti. Mi dispiacerebbe quasi per lui, se non lo ritenessi uno stupido nel non aver realizzato di essere una semplice pedina in un gioco di cui non conosceva né le mosse né i giocatori. Ha avuto però il suo momento, concediamoglielo, un po’ poetico se vogliamo: incapace di uccidere Leekie per quello che ha fatto a lui e alla sua famiglia, gli spara per caso. Assassini non si nasce ma, a quanto pare, la mogliettina ha contagiato il marito. Non rimane che chiedersi come verrà gestita questa nuova, terrificante situazione in una famiglia che di problemi ne ha già tanti.

In aiuto di Alison, finalmente, accorrono Sarah e Felix. Incapace di desistere dall’impersonare le sue ‘sorelle’, Sarah si ritrova orphanblack_207_2nuovamente nei panni di Alison, a fare nuovamente una predica a Donnie. Ma non è questo che rende questo episodio fondamentale, per lei. Sarah sa la verità, adesso: il professor Duncan le ha rivelato che è stato Leekie, seguendo un disegno della sua malata mente perfezionista, a tentare di uccidere lui e (riuscendovi) sua moglie, per allevare poi Rachel. La giovane capisce dunque di essere, forse per la prima volta, in una posizione di vantaggio rispetto al Dyad, Leekie e la stessa Rachel: ha un asso da giocare, la partita non è perduta. Nel farlo, le viene offerto l’aiuto da parte di Siobhan, che tiene a lei, e non si può non vederlo, malgrado abbiamo molto ancora da scoprire sui misteri di quella donna. Troppe bugie, troppi segreti rendono lei e il suo personaggio uno dei più pericolosi e letali di tutta la serie.

Una serie che mette un po’ da parte, in maniera imperdonabile a parer mio, la figura di Cosima. So che continuiamo a vederla nello orphanblack_207_1stesso spazio dedicato agli altri cloni ma ora è rinchiusa in un laboratorio, a giocare alla coppia (non) felice con Delphine mentre quest’ultima tenta di nasconderle qualcosa di estremamente significativo. Il siero che ha iniziato a curarla, infatti, non è altro che un medicinale prodotto dal DNA della piccola Kira. E’ dunque lei, la bambina miracolosa, il segreto per curare i cloni e per impedir loro di morire? In tal caso, come potrà Sarah proteggerla, se il non consegnarla corrisponde alla condanna a morte di Cosima? Certo è che la piccola non è più sotto la protezione di suo padre – toglierla da quella rulotte è stata la peggior scelta possibile, se chiedete a me – e andare in giro con Sarah è un disastro annunciato. Ma è una bimba forte, lo ha dimostrato anche con il semplice gesto di strapparsi un dente, nella consapevolezza che questo le avrebbe permesso di aiutare uno dei cloni.

Ovvio, ora le carte in tavola sono rimescolate. Rachel ha aperto finalmente gli occhi, la bastarda di ghiaccio ha finalmente visto una crepa nella sua corazza. Quella crepa, che ha visto gli occhi lucidi di fronte al padre che credeva morto, non è stata altro se non la condanna di Leekie. E’ quasi buffo pensare al fatto che un uomo che sia riuscito a scappare all’ira e alla vendicativa Rachel sia dovuto morire per un colpo di arma da fuoco accidentale. Insomma, se non è karma questo, non so cosa possa esserlo.

Miglior scena di sempre? Alison e Felix che trascinano il corpo di Vic, seguiti da un mastino della polizia. Quei due sono epici insieme, non saprei come altro descrivere l’alchimia che li unisce.

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