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Orphan Black

Orphan Black: Recensione dell’episodio 2.05 – Ipsa scientia potestat est

Autore della frase che fa da titolo a questo episodio di “Orphan Black” è sir Francis Bacon (meglio noto con il nome italianizzato di Francesco Bacone), filosofo e saggista inglese vissuto alla corte di Elisabetta I Tudor e Giacomo I Stuart e strenuo propugnatore della rivoluzione scientifica basata sul metodo induttivo fondato sull’esperienza. Se gli episodi della prima stagione di “Orphan Black” avevano preso a prestito i capitoli dell’ “Origine della specie” di Darwin, questa seconda fa lo stesso con gli scritti proprio di Bacone. Scelta più che mai appropriata visto che, scoperta l’origine della specie dei cloni, stavolta è la conoscenza della natura degli stessi il motore immobile delle vicende che freneticamente si susseguono.

OrphanBlack2x05helenaBacone scriveva anche “in tutte le cose, e specialmente nelle più difficili, non ci si deve aspettare di seminare e mietere nel medesimo tempo, ma è necessaria una lenta preparazione, affinché esse maturino gradatamente” riferendosi al modo in cui la conoscenza progredisce. Anche se difficilmente ne ha letto le opere, Sarah ne è una inconsapevole ma fedele discepola ed la sua lezione la mette in pratica nel rapporto con la problematica Helena. Dopo l’inquietante incontro della settimana scorsa in cui le due gemelle si sono ritrovate, Sarah si vede costretta a non abbandonare la sorella alla sua follia, ma ad accogliere la sua richiesta di aiuto. Impossibile pensare che sia Felix a gestire un carattere tanto violento e instabile quanto Helena. Sorprendente, invece, che tanto a suo agio nel ruolo di controllore si trovi Art che, chiusa la parentesi della finta Beth, non ha lasciato la serie, ma è divenuto a tutti gli effetti un valido membro della famiglia allargata dei cloni. Il desiderio di vendicare la morte della partner (classico leit motiv del poliziotto onesto) e la fede nella ricerca della verità spingono l’inizialmente diffidente Art a fidarsi sempre più di Sarah e ad interpretare il ruolo di paziente custode dell’imprevedibile Helena. Gli spaventosi ricordi che a intermittenza si accendono nella mente turbata della bionda “testa di rapa” la rendono, infatti, ancora più instabile del solito (e il solito è già più di quanto sarebbe sufficiente a far tremare i polsi). Eppure, anche Helena comincia ad avere un punto cardinale da seguire quando sta per perdersi, una bussola ad indicarle dove dirigere la propria rabbia. Helena sa che non è più sola; sa che ha una sorella che può essere per lei la famiglia che le è stata sempre negata e alla sua sestra non ha intenzione di rinunciare. Per questo tanto facilmente si libera di Art e parte in missione per liberare Sarah dalle angherie di Rachel. Ma per questo stesso motivo lascia anche chiare indicazioni perché la sorella la ritrovi come a rendere evidente l’omaggio che le sta facendo. Ma, soprattutto, per questo Helena abbassa il fucile di precisione: non è la vendetta che ora cerca, ma l’approvazione della sorella. Le mani delle due che si incrociano prima di andare via insieme sono il seme che è stato piantato e che lentamente maturerà durante la ricerca dell’uomo cigno per mietere infine quel rapporto tra le due gemelle separate alla nascita, ma infine riunite dopo anni e contrasti nel modo più improbabile.

OrphanBlack2x05raquel“La conoscenza stessa è potere” recita il titolo di questo episodio. È proprio la conoscenza di cosa lei è che rende, infatti, Rachel diversa dagli altri cloni e le permette di primeggiare sulle sue simili. La morte di Daniel ci mostra una Rachel che solo per il tempo di uno sguardo e per una incrinatura momentanea nella voce sempre ferma sembra togliersi la maschera di fredda e cinica direttrice senza sentimenti per cedere alla perdita di quello che, a suo modo, era un compagno fedele. Ma la stessa morte ci fa anche scoprire che Rachel non è esente dal programma e, come le altre, ha anche lei un controllore che riferisce al dottor Leekie le condizioni di salute e i comportamenti di quella che non è solo uno qualunque dei tanti (quanti ancora non sappiamo con precisione) cloni. Solo che Rachel ha sempre saputo tutto su sé stessa e proprio questa conoscenza le ha donato il potere necessario per raggiungere i vertici della Dyad. Come sottolinea più volte al suo nuovo controllore, quel Paul tanto obbediente nel minacciare il sempre spassoso Felix quanto facilmente (e felicemente ?) pronto a sottomettersi al gioco erotico, è Rachel il vertice della piramide in un corto circuito in cui il controllato controlla il controllore. Cresciuta con un affetto che intuiamo da quei vhs conservati con cura, Rachel sente di essere diversa dalle altre perché crede di essere la prima, ma anche qualora non lo fosse (e più indizi suggeriscono questa conclusione) resta comunque la prima ad avere avuto accesso alla più potente delle armi, la conoscenza stessa.

OrphanBlack2x05cosimaLa stessa arma, ma imperfetta è consapevole di averla anche il dottor Leekie che, in quella che sembra essere un lungo e travagliato conflitto di competenze, decide di disobbedire agli ordini di Rachel continuando la ricerca sulle cellule staminali che potrebbero salvare Cosima. Soprattutto, Leekie confessa a Cosima e alla sempre più innamorata Delphine quello che la Dyad non sa, ossia dove sia finito il DNA originario. Creduto distrutto nell’incendio che ha posto apparentemente termine al progetto LEDA, una copia di questo sfuggente tesoro è invece ancora disponibile e proprio grazie a quell’uomo cigno che la fantasia disturbata di Helena ha riconosciuto nello stesso ricercatore della foto e padre di Rachel. L’inedita offerta di alleanza da Sarah a Leekie sembra una tregua dettata da interessi comuni (la ricerca della verità sulle origini e la salvezza di Cosima), ma anche un modo inatteso per raggiungere obiettivi divergenti (la libertà per Kira e i brevetti sul genoma). Alleanza che nasce però già zoppa visto che vuole tenere fuori proprio Rachel che difficilmente resterà a guardare Leekie tentare la scalata verso il vertice da lei saldamente occupato.

OrphanBlack2x05graceImmagine riflessa di Rachel dall’altra parte dello specchio è Henrik, il novello capo dei Proletiani. Sotto la sua guida, la setta ha avuto una decisa svolta virando verso una pericolosa commistione tra un radicalismo religioso e una scienza senza etica. In questa nuova visione, la medicina diventa un dono di Dio perché l’uomo possa giocare a farsi Dio egli stesso creando dal presunto male (i cloni ed Helena in particolare) un novello Adamo. Come ogni fanatismo, anche quello di Henrik non è scevro da estremismi che vedono il colpevole come degno di punizioni inflitte con una crudeltà (cucire la bocca di Gracie) che si finge pietosa giustizia accettata dalle stesse vittime con rassegnata dedizione. In nome di uno scopo superiore quale creare una nuova natura a immagine e somiglianza della propria distorta fede. Dimenticando la lezione di Bacone secondo cui “la natura può essere vinta solo ubbidendole”.

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