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Orphan Black: Recensione dell’episodio 1.10 – Endless Forms Most Beautiful

Voglio dividere questo articolo in due parti: nella prima, riducendo al minimo indispensabile la parte spoilerosa, cercherò di convincere chi ancora non l’ha fatto a recuperare Orphan Black, nella seconda invece entrerò direttamente nel discorso trama e recensione. Quindi, se con la prima vi convinco, chiudete la recensione e recuperatevi lo show

PARTE “SPRONA IL TUO VICINO A VEDERE ORPHAN BLACK”

Ebbene si, se non lo avete ancora visto, queste dieci puntate vanno recuperate il prima possibile, perché Orphan Black è un prodotto fresco e nuovo, con una trama, che se nel primo episodio, Orphan Black 110hpur essendo interessante, aveva strane assonanze con Ringer, da quel momento in poi diventa una cosa a sé stante, con un ritmo frenetico e continui twist narrativi. Dire che si rimane incollati allo schermo è dire poco. Certo, un po’ di predisposizione al genere fantascientifico, o quantomeno un non odio verso il genere, ci vuole, ma non è così strettamente necessario. La componente Sci-Fi è sicuramente il succo della trama, ma comunque è la parte action e “thriller” a caratterizzare la narrazione e la velocità con cui Orphan Black macina chilometri fa si che ai meno avvezzi non pesi troppo, mentre per i patiti del settore rappresenta sicuramente un fiore all’occhiello. In tutto questo, oltretutto, la trama orizzontale domina assoluta, non ci sono, anche per il corto arco di episodi, momenti filler o trame verticali, ma è un continuo ribaltamento di trama che ci tiene sempre sulla corda. A condire il tutto c’è Tatiana Maslany, attrice rivelazione della stagione, assolutamente eccezionale, a cui spero vivamente che diano tanti premi, perché è stupefacente e impeccabile, spalleggiata da un Jordan Gavaris, che con la sua verve leggera dà il giusto contrappunto alla protagonista e inserisce quei momenti divertenti che fanno sempre buon gioco. Vi ho convinti? Bene, ci rivediamo qui tra dieci episodi.

PARTE “MO, NOI CHE L’ABBIAMO VISTO NE PARLIAMO”

Riparto da dove mi ero fermato, strepitosa stagione e strepitosa Tatiana Maslany. Potrei veramente fermarmi qui e saremmo tutti d’accordo, ma visto che siamo già qui, discutiamone un po’.

Innanzitutto la protagonista: già la sua capacità interpretativa di una parte sola, prendiamo ad esempio quella di Sarah, è notevole, ma il fatto che renda, in modo così diverso, Orphan Black 110dtanti personaggi, così diversi tra loro, tanto che mentre guardiamo l’episodio ci dobbiamo ricordare che è sempre lei a interpretarli tutti, è al limite della meraviglia. Per tutta la stagione l’abbiamo vista passare con naturalezza dalla dura cresciuta in strada alla casalinga un po’ desperate, dalla nerd di laboratorio alla killer pazza, ed anche in quest’ultimo episodio la vediamo nuovamente prendere in mano un nuovo personaggio, la cinica Mother of Dragons Clone che dirige la baracca dal suo attico un po’ minimal (una scrivania e 7 ascensori). Che poi, la dirige davvero? ogni episodio che passa, cambiamo livello e non capiamo più chi sta da una parte e chi dall’altra, in un continuo gioco di ruolo tra i protagonisti. Ora abbiamo anche una non ben specificata e mitica Autorità che è venuta fuori dal niente.

Ecco, questo è stato un altro punto favorevolissimo dello show: ci siamo scordati la parola noia! Tutti i pezzi del puzzle combaciavano solo per poi tornare a spezzarsi, il fulcro principale è sempre stata Sarah, certo, ma la storia ha ballato in mille direzioni, prima col suo compagno di polizia Art, poi con le sue “gemelle”, poi con il suo ex “controllore” Paul, poi coinvolgendo l’organizzazione che le aveva create, passando di livello in livello, mentre dall’altra parte anche i nemici di questo non ben precisato ordine “para-religioso” le scagliavano contro un altro clone (di conveniente provenienza est europea, che non ci sta mai male). Orphan Black 110aIn tutto questo frenetico saltare di palo in frasca, restavano sempre presenti gli elementi Felix (uno straordinario e ironico Jordan Gavaris, come detto prima) e Missis S. la tutrice di Kira.

Anche in quest’ultimo campo, il finale non ci ha lesinato le sorprese. Cosa sa veramente Missis S. e chi sono quelle persone nella foto? Perché la madre biologica di Sarah e Helena voleva avvisarle sulla tutrice di Kira? Un altro mistero aperto, che con la ricerca di Kira costituirà sicuramente il punto forte dell’avvio della prossima stagione.

Con porte che si aprono, altre invece, sorprendentemente si chiudono (almeno un po’): Orphan Black 110gnon mi sarei mai aspettato che Sarah sparasse a Helena. Intendiamoci, ci sta tutta come scelta, ma a livello narrativo dimostra coraggio nella sceneggiatura, che, invece che portarsi comodamente questo villain alla prossima stagione, fa la scelta irrevocabile (anche se le parole “quelle della razza di Helena” mi fanno sorgere um piccolo dubbio)

Strepitosa anche tutta la sequenza in cui Alison assiste alla morte della sua vicina (stronza) col tritarifiuti. La figura di Alison, effettivamente, per tutta la stagione è stata forse la più “leggera” delle varie facce interpretate dalla Maslany, ed era spesso la spalla ideale per le migliori performance di umorismo cinico di Felix.

Un finale più che soddisfacente, con forse un po’ di ritmo in meno rispetto agli ultimi strepitosi episodi (da cui la mezza stellina in meno) ma che comunque lascia aperte tantissime storyline per la prossima stagione, che, vista la prima, non vediamo l’ora di vedere.

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