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Orphan Black: intervista a Tatiana Maslany

Orphan Black

Con il finale della quinta stagione, Orphan Black è giunto alla sua conclusione, sperando che l’esperienza sia stata soddisfacente per i numerosi fan.

In un’ intervista a TVLine, Tatiana Maslany, star indiscussa della serie, riflette sul lavoro svolto in questi anni e sulla difficoltà avuta nel dire addio a questi personaggi.

Nella prima intervista a TVLine, prima ancora che andasse in onda il primo episodio, hai parlato della gioia che provavi nell’interpretare tutti questi personaggi, ma anche di quanto fosse estenuante; è diventato più facile col passare degli anni?

Non del tutto; penso di essere stata un po’ sotto shock durante la prima stagione di Orphan Black: non ero mai stata la protagonista di una serie, men che meno interpretare così tanti ruoli tutti insieme; per me era tutto nuovo; penso di essermi abituata alla quantità di lavoro, ma è solo adesso, che ho un po’ di tempo libero che realizzo “Oh, ecco cosa vuol dire dormire e non avere costantemente 90 voci nella propria testa”.

In passato hai detto che Rachel era un clone particolarmente spaventoso per te, perché non avevi mai lavorato su un personaggio del genere o su quel tipo di accento; giunti alla fine, ti sentivi a tuo agio nei suoi panni?
Mi sono sempre sentita un po’ a disagio, quando la interpretavo, ma è proprio per questo che mi sono affezionata a lei: mi ha dato l’opportunità di mettermi alla prova come attrice e provare qualcosa di diverso.

Considerando tutte le stagione, c’è una scena che è stata particolarmente difficile o appagante?
Ce ne sono talmente tante; non mi ricordo nemmeno la metà delle cose fatte in questi anni; l’ultimo episodio è stato ricco di scene tecnicamente ed emozionalmente complesse; è stato un episodio indimenticabile.

Parlando del finale, come lo riassumeresti alle persone che non l’hanno ancora visto?
Mi interessa sapere cosa ne pensa la gente; volevamo finire in stile Orphan Black e anche sorprendere il pubblico, quindi, se tutto va bene, è quello che è successo; sono successe delle cose che hanno colpito i cloni nel profondo e li hanno cambiati per sempre e ne vedremo delle conseguenze.

Sei molto legata ai personaggi e sei anche una produttrice della serie; quanta influenza hai avuto nel decidere la conclusione delle loro storie? Ci sono state delle cose che volevi vedere?
Ci sono state delle cose che volevo affrontare, così come cose che non mi aspettavo e ne sono rimasta positivamente sorpresa; penso che tutti volessimo concentrarci sul microcosmo di questa famiglia e così abbiamo fatto: abbiamo tolto l’elemento di corruzione di queste grandi corporazioni e abbiamo introdotto un livello più umano.

Quale clone ti mancherà di più?
Penso sentirò più la mancanza di Helena, ma anche di Alison; il mio corpo ha avuto una reazione fisica nel dire addio ad Alison: stavo girando la chiamata via Skype dell’episodio 9, in cui si sta parlando della morte e del funerale di Siobhan; è stata l’ultima scena di Alison che ho girato, quindi ero già abbastanza emotiva; improvvisamente inizia a sanguinarmi il naso in abbondanza; ero un disastro; la mia ultima scena nei panni di Alison ed ero ricoperta di sangue [ride], cosa che ho preso come segno della mia riluttanza ad abbandonare questo personaggio.

Cosa ti poterai dietro da quest’esperienza?
C’è stata molta creatività in questo progetto e penso che continuerò ad esplorare in quel senso, ad essere aperta alle infinite possibilità, come persona e come attrice; adesso non vedo l’ora di affrontare qualcosa di nuovo.

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