Orange Is The New Black

Orange Is The New Black: Recensione dell’episodio 2.09 – 40 OZ of Furlough

Orange Is The New Black ci ha abituato alla sua commistione di momenti divertenti, riflessivi e commoventi e 40 OZ of Furlough non smentisce questa agile gestione narrativa del tono della serie.

Se da una parte abbiamo Piper, intenta a salutare la nonna, che è stata per lei una figura genitoriale più dei suoi genitori, dall’altro abbiamo in primo piano la storia di Red e Vee ai tempi d’oro, quando il gruppo delle afroamericane controllava Litchfield.
Orange is the new black_209-2Il funerale di Celeste, è una scusa per mostrarci Piper nelle sue 48 ore di libertà; quello che è certo è che Piper è una donna confusa che non sa bene cosa fare della sua vita. La sua relazione con Larry è definitivamente finita e sembra quasi che l’essersi costituita e successivamente l’esperienza della prigione l’abbiano resa quello che era destinata a diventare; la sua fugace conversazione con il padre dimostra proprio questa estraneità di Piper alla vita precedente alla prigione, tanto che dopo il funerale si ritrova sola a bere alcolici e mangiare un panino per strada.
Con il suo linguaggio leggero ma mai superficiale Jenji Kohan ci mostra come gli effetti della detenzione s’imprimono nella psicologia delle persone cambiandone le motivazioni e le ispirazioni di vita. Piper deve ricostruire se stessa ma queste 48 ore fuori le sono servite per capire che non fa più parte di quel mondo che ha lasciato. Abbiamo visto nella prima stagione che l’incertezza rispetto al mondo in cui si appartiene si paga cara; come ricorderete Taystee si fece arrestare pur di tornare tra le mura del familiare carcere.

Orange is the new black_209-4La parte dell’episodio ambientata a Litchfield, ci offre invece uno sguardo sull’origine del rapporto conflittuale tra Red e Vee, conflitto che pare non essersi arrestato neanche ora. Vee, infatti, inizia a spacciare in carcere generando la costernazione di Poussey. Dal canto suo, Red cerca di ricostruire quel gruppo che prima comandava a bacchetta grazie al potere che la cucina le offriva e che ora cerca di comprare grazie al mercato nero che ha costruito.
Volendo trovare un neo a questa stagione di Orange is The New Black, credo che questo possa essere proprio la centralità della storyline di Vee. Aver scelto questa guerra interna tra fazione afroamericana e detenute bianche, se pur molto probabilmente veritiera ha reso il gruppo di Vee & Co poco digeribile, d’altro canto però ha il pregio di mostrarci l’evoluzione di Taystee e Poussey. La prima sembra una persona diversa rispetto alla prima stagione, l’influenza che Vee ha su di lei è distruttiva, la seconda sembra invece quella con più sale in zucca, moto probabilmente anche per il background diverso che le due hanno avuto. Ecco, magari avrei gradito meno Vee e bulli e più Morello, poiché la sua storia si è rivelata una delle più interessanti fino ad ora.

Orange is the new black_209-1Novità da segnalare nell’episodio è ovviamente il ritorno Mendez per gli amici Pornstache. A me era mancato Pablo Schreiber che insieme con Kate Mulgrew è uno degli attori più bravi del cast. Ovviamente ritorno in grande stile: richiami a casaccio alle detenute. Chi non prende molto bene il ritorno di Mendez è ovviamente è Bennet.
Contro il parere di Daya, Bennet denuncia la gravidanza di quest’ultima attribuendola all’ipotetico stupro di Mendez, nel vano tentativo di toglierselo dai piedi. Che dire, ne vedremo delle belle!!

L’episodio scorre via veloce e ci lascia sicuramente con più di un interrogativo che vedremo risposto da qui alla fine della stagione: che ne sarà di Mendez? Qualcuno scoprirà il traffico di Vee. Ma soprattutto, domanda più importante: come farà Piper a dire a Red che il suo prezioso negozio è fallito ed è stato messo in vendita dal figlio?

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