Orange Is The New Black

Orange is the new black: recensione dell’episodio 2.07 – Comic sans

Dura la vita del recensore, quando deve  scrivere delle puntate di “collegamento” tra un main event e l’altro. E’ capitato così a me 2 episodi fa, quando ho recensito la 2×05, e mi trovo a fare qualcosa di simile stavolta, parlandovi di “Comic Sans”. Dura, dicevo, perché ci si trova davanti ad episodi ben fatti ma che, per economia interna alla serie, non possono rispondere a tutte le domande che sono state suscitate precedentemente allo spettatore… sennò il telefilm finirebbe nel giro di pochi episodi!.OITNB 2x07

Ecco quindi che mi accingo a vedere questa settima puntata incuriosita della lettera firmata “AV” intravista nel corso di “You also have a pizza”, e mi ritrovo un po’ delusa 50 minuti dopo… quando non viene fatto nessunissimo accenno ad essa. A parte ciò, questo episodio che segna l’inizio della seconda-metà di OITNB season 2 ci narra la vicenda umana di Cindy, un personaggio che durante la prima stagione era rimasto abbastanza nell’ombra e di cui invece ora veniamo a scoprire qualcosa in più.

La dirompente inmates di colore prima di entrare a Litchfield era una ladra impegnata a trovarsi continuamente nuova occupazioni, finendo però sempre a praticare furti su furti per mantenere un tenore di vita che non avrebbe potuto permettersi.  Trovata originale il fatto che Cindy fosse, precedentemente, un agente aeroportuale, e altrettanto ben fatto è il meccanismo con cui ci viene fatto conosce: attraverso il meccanismo dell’audio “off” che inizia a scena aperta (Cindy in carcere) e ci trasporta nel passato, quando lei era ancora “di là” dalla linea che divide guardie..e ladri.

Ma come al solito il flashback non è tutto, “Comic sans” ci racconta, con un ritmo quasi “dal vero” la vita in carcere nel suo scorrere lento e ripetitivo.

OITNB 2x07I pasti, la conta, il servizio di lavoro, e poi il contrabbando interno. Da un paio di episodi infatti abbiamo compreso cosa Vee e Red stessero architettando: ognuna, per contro proprio, stava mettendo in piedi un commercio di contrabbando. Difficile, per non dire impossibile, che gli interessi delle due possano a lungo rimanere estranei gli uni agli altri senza quindi che le due fazioni vengano a scontrarsi. Tenta di dare un guizzo innovativo a questa quotidianità ripetitiva la Chapman la quale, ufficialmente per “agevolare la comunicazione” e ufficiosamente per raccogliere informazioni, sta mettendo in piedi un “giornale” dal carcere.

E’ un altro campo in cui possiamo notare tutta la dolcezza del personaggio Piper e tutta la sensibilità di Jenji Kohan per rappresentare i “tipi umani” e le “relazioni” che quotidianamente ognuno di noi sperimenta  e che si ripresentano anche lì, in carcere, dove in fondo vivono persone uguali a noi  le quali sperimentano un’esistenza nient’affatto diversa dalla nostra.

Roberto Saviano, qualche giorno fa, ha consigliato di guardare Orange a chi “del carcere dice: non è un problema mio” perché “Come dice una poliziotta nella serie alla protagonista: -La differenza tra me e te, è che a te hanno scoperto i tuoi errori, io invece ho potuto correggermi da sola-”. Ha profondamente ragione Saviano, e io voglio dire qualcosa di leggermente diverso ma chi parte dallo stesso presupposto: l’identità tra il dentro e il fuori.

OITNB 2x07Così come chi è fuori è continuamente passibile di finirci dentro, allo stesso modo chi è dentro mantiene tutte le sue caratteristiche “umane” anche se chi lo ha in custodia, spesso per noncuranza o per odio vorrebbe togliergliele. Ecco quindi perché riusciamo così bene ad identificarci con Poussey in crisi di amore per Taesty, come facciamo a sentire “nostro” il dramma di Morello e come possiamo sentire rivolti “anche a noi” i saggi consigli di Nicky Nichols.In fondo c’è davvero differenza tra dentro e fuori? Intendo una differenza sostanziale, che va oltre quell’apparenza di libertà che sembra poter dire con facilità “Tu sei un criminale e quindi in gabbia, io sono un uomo onesto e quindi libero”? No, io direi di no.

Forme diverse, ma stessa schiavitù. Come la chiamate voi la foga mista tra l’amore e l’erotismo che porta Polly e Larry a finire l’uno tra le braccia dell’altro? Non è questa una forma di servitù? A se stessi, alle pulsioni, ai sentimenti, al destino. Nessuno di noi è veramente libero, se lo fosse sarebbe completamente solo. La scena del loro “incontro” amoroso: lei ex-fidanzato, lui (ex?) migliore amica di lei, è qualcosa di esilarante e al tempo stesso realistico, proprio per la sua assurdità. Polly arriva agitata e il suo corpo comunica quello che le parole negano: non è affatto tranquilla, non è stato affatto “irrilevante” quello che c’è tra loro e quello che accade di lì a poco lo dimostra.  OITNB 2x07

E che tra i buoni e i cattivi non ci sia grossa differenza l’ha capito anche Caputo, il quale vuole appunto scrivere sulla newsletter un articolo eloquente dal titolo “They’re human too”. Come a dire: anche noi secondini soffriamo per problemi di cuore (il suo amore a senso unico per la Fisher), anche noi conduciamo una vita normale (come l’agente Wanda il panda-fidanzato)… o presunta tale (Sam-tricheco Healy). La serie che fino a due episodi fa sembrava impantanata in una continuità un po’ sterile sembra ora andare incontro ad un importante cambio di marcia: molte sono gli spunti che si presentano.

Il marito della direttrice è gay? Lei, peraltro, lascia intendere che a Litchfield c’è molto da scoprire, di che si tratta? E ancora, I continui richiami scateneranno una rivolta, oppure: cosa succederà ora che l’agente Fisher ascoltando gli audio ha scoperto che una delle “latinas” è incinta?. Abbiamo ancora sei episodi per scoprirlo e possiamo stare certi che il meglio deve ancora venire.

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