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Orange Is The New Black

Orange is the new black: Recensione dell’episodio 2.02 – Looks Blue, Tastes Red

I’m a child of the system.

Dopo un intenso e straniante primo episodio – ahimè – Piper-centrico, torniamo a Litchfield dove ci aspettano le detenute che abbiamo imparato a conoscere ed amare nella scorsa stagione. Tornano le battute divertenti, i modi di fare  al limite della follia e quel clima più spensierato che caratterizza la loro prigione rispetto a quell’incubo che è Chicago.

orange-is-the-new-black_202-03Taystee, Sophia, Red, Gloria & Co sono il vero motore di questa serie quindi è giusto che venga dato a loro e alle loro storie il giusto spazio. E poi ci voleva una pausa dai drammi di Piper che è sempre più sfigata e depressa e inconsapevole di quello che le succede.

Così come siamo abituati, anche stavolta viene posto al centro della narrazione un personaggio, in questo caso Taystee i cui flashback ci fanno scoprire cose interessanti sul passato della ragazza.

Tasha ci è sempre stata simpatica e dopo queste rivelazioni la amiamo ancora di più. Particolarmente efficace il parallelismo tra il ‘Black Adoption Festival’, che la bambina non può vincere perché “too black”, e la ‘Mock Job fair’, vinta – nonostante l’abito non le stesse a pennello – ma senza ottenere alcun premio se non 10 dollari sul suo conto.

La delusione della ragazza era palese, possiamo dire che ha spaccato al colloquio con la Philip Morris e l’avrebbe proprio meritata un’opportunità. Vera.

orange-is-the-new-black_202-02Sapevamo già che la ragazza fosse determinata ed intelligente, e i flashback sulla sua adolescenza ce lo confermano. Tasha aveva evitato il più possibile di andare su una brutta strada, ma alla fine aveva  dovuto arrendersi e chiedere un lavoro a Vee, spacciatrice della zona.

Più che datore di lavoro Vee è stata per lei una madre, la donna che l’ha accolta nella sua casa e che si è presa cura di lei. La donna che ha promesso di proteggerla, dopo la morte di RJ che l’ha segnata particolarmente. Qualcosa però è andato storto. Scopriremo presto cosa, visto che ritroviamo anche lei tra i nuovi arrivi della prigione.

La finta fiera del lavoro ci permette di vedere le nostre amate pensare al futuro. C’è chi ne approfitta solo per mostrare i propri asset, come Sophia, chi invece esprime il desiderio di diventare una biologa marina, o di utilizzare Pinterest – amo Morello! E soprattutto questo episodio offre una critica al sistema statunitense e al fatto che le detenute non devono aspettarsi troppo dalle istituzioni, come fa notare la Figueroa. La direttrice potrebbe avere qualche problema questa stagione, dato che l’abbiamo vista rilasciare un’intervista ad un giornalista.

orange-is-the-new-black_202-04L’attenzione si concentra su Taystee, ma viene dato spazio anche alle altre inmates, come Daya, alle prese con Gloria e Aleida che cercano entrambe di farle da madre; Red, che alla fine affronta il suo nuovo status di detenuta ‘matura’ e inutile e si fa accogliere al tavolo delle invisibili – ma non credo che durerà molto; Pennsatucky, che torna dall’isolamento con i denti ancora più rovinati ma che si guadagna una sistematina con la promessa a Haley di tenere la bocca chiusa.

No comment sulle scene di Larry. Quel poverino sembra sempre più un idiota, a questo punto vi prego di porre fine alle sue sofferenze e fatelo fuori!

Un’ora non è bastata a farci rivedere bene tutti i personaggi, mancavano, infatti, alcuni nomi all’appello, ma è stata abbastanza per farci tornare nel clima della prima stagione. E’ questo, a mio avviso, l’episodio che segna il ritorno di Orange is the new black e sarà ancora meglio quando Piper tornerà a Litchfield.

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