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Orange Is The New Black

Orange is the new black: Recensione della Terza Stagione

recap di tutta la stagione di Orange is the New Black

Il recap di un’intera serie è sempre difficile da scrivere perché in 13 episodi si vede davvero di tutto, momenti piacevoli e noiosi, tristezza e felicità… trovarsi a condensare tutto insieme per dare un giudizio è sempre complesso.

La stagione a cui assistiamo è notevolmente diversa dalle precedenti, soprattutto per quanto riguarda il focus sulla  coppia delle taylor-schilling-laura-prepon-OITNBs3-lgprotagoniste; com’era stato il fulcro portante della prima stagione e si era trovato completamente in disparte nella seconda, ecco che nella terza con il ritorno di Alex in carcere, gli autori riprovano a dare importanza ad una storia che ormai ha ben poco da dire, lasciati presto alle spalle le impetuose scene di sesso dei primi episodi, Piper ed Alex sono giunte al capolinea, sono cambiate e non si riconoscono più vicendevolmente. Quando Alex mostra il suo lato più umano e fragile, Piper si allontana, e dimostra secondo me in questa stagione di essere notevolmente il personaggio meno interessante e con cui meno si riesce ad empatizzare di tutto il carcere. Nella prima seria tutto ruotava intorno ad suo ruolo di disperata e confusa ragazza che si trova di colpo in un mondo estraneo e questo destava il nostro interesse e la nostra compassione, già nella seconda si intravedeva il cambiamento, ma è in questa ultima stagione che si mostra per quello che è, una donna opportunista, arrivista, che non ci mette neanche un minuto a scaricare l’amore della sua vita (?) per la prima che passa ed è orientata soltanto al guadagnare più soldi possibili; i mesi passati in prigione l’hanno cambiata, o forse hanno fatto uscire ciò che è davvero.

Orange-Is-The-New-Black-Season-3Piper è il personaggio peggiore della stagione e il meno interessante, al posto che diventare più umana con il passare del tempo, si è indurita e ha perso quel lato sensibile e preoccupato che la rendeva interessante. Per questo motivo, per fortuna, essendo la storia tra le due protagoniste inconcludente, gli autori hanno saggiamente deciso di allargare l’obiettivo e includere le narrazioni sulle vite degli altri personaggi che popolano il carcere, anche di personaggi che fino ad ora erano rimasti nell’ombra.
Decisione sicuramente azzeccata in quanto riempiono egregiamente lo spazio vuoto che nella prima stagione occupava la triangolazione tra Piper Alex e Larry e che nella seconda stagione aveva prepotentemente, con scarsi risultati in termini di interesse, occupato Vee.

Niente nuovi cattivi, niente passioni travolgenti, ma sempre un punto di vista nuovo su chi per tante puntate è rimasto in oitnbseason3ep7disparte. Boo, Dogget, Norma, Caputo iniziano a prendere forma come personaggi sfaccettati e complessi, che vanno ben oltre il ruolo di spalla comica e rubano la scena a quelle che dovrebbero essere le protagoniste designate.
Un plauso particolare va a Selenis Levva (Gloria Mendoza) che in questa stagione brilla di luce propria. Completamente credibile nel ruolo di madre angosciata per il figlio che cresce senza la sua presenza e che potrebbe diventare facilmente un criminale.

Se Orange is the New Black si può provare ad inquadrare nella categoria delle Black Comedy, direi che in generale questa stagione tende molto più al drama che alla commedia. Lo humor nero lascia più spazio ai drammi e alle crisi di vita di tutte le donne e uomini che popolano Lichfield, dalla depressione di Soso, agli stupri subiti da Tiffany, al pestaggio e l’esclusione di Sophia, ci troviamo sicuramente di fronte ad una stagione particolarmente impegnativa sul piano dei contenuti, soprattutto nelle sue ultime puntate.

OITNBS3_26SEPT14_WHILDEN_D0579.NEFSarà per questo che risulta particolarmente liberatorio l’onirico finale del bagno nel lago. Dopo tutto questa “pesantezza” finalmente l’acqua arriva a lavar via tutto; peccati, tristezza, fallimenti… a dare un nuovo inizio , come nel caso del battesimo di Cindy, o a portare pace, per esempio tra Norma e Red, e perché no, far nascere nuovi amori (Soso e P).

Una stagione interessante per un telefilm che ha saputo rinnovarsi e puntare sulla coralità quando ha visto vacillare le storie dei personaggi principali, grazie anche ad un parterre di attrici “secondarie” di tutto rispetto e che sicuramente risale e si smarca rispetto ad una seconda stagione poco brillante. Promosso a pieni voti.

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