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Only Murders in the Building: Scheda e recensione della serie tv Disney+ con Steve Martin, Martin Short e Selena Gomez

Difficile conciliare il genere investigativo con la comedy. Eppure è proprio quello che fa Only Murders in the Building, la serie tv Disney+. Un prodotto che coniuga leggerezza e originalità e che definire comedy non è sufficiente, ma definire giallo è quasi un insulto. Perché è letteralmente impossibile stancarsi della complessità delicata di questa serie tv, che per comodità definiremo una “dramedy investigativa”.

In dieci episodi assistiamo a colpi di scena, rivelazioni, dialoghi spiccati e una recitazione eccellente da un cast di tutto rispetto. Ma cosa ha reso Only Murders in the Building una serie tv così intelligente, tanto da confermarne velocemente il rinnovo per una stagione 2?

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Qualche informazioni sulla serie tv Only Murders in the Building

Only Murders in the Building è stata ideata e sceneggiata da John Hoffman in collaborazione con Steve Martin. La leggerezza di Martin si percepisce nelle battute, nei dialoghi che vanno dritti al punto ma senza banalità. Martin è anche tra i produttori esecutivi dello show, insieme ai colleghi e co-protagonisti Martin Short e Selenza Gomez. Nel team dei produttori esecutivi anche Dan Fogelman, che ha ideato le serie tv Galavant (manchi!), Pitch e la famosa This is Us, di cui è anche produttore esecutivo e regista.

Trama della serie tv

La premessa è alquanto semplice: tre inquilini di un palazzo dell’Upper West Side di New York, l’Arconia, sono grandi appassionati di podcast crime. Charles-Haden Savage (Steve Martin) è un attore famoso negli anni 80 con la serie tv Brazzos, Oliver Putnam (Martin Short) è un direttore di Broadway che non ha mai avuto la fama sperata e Mabel Mora (Selena Gomez), una ragazza che sta ristrutturando l’appartamento della zia.

Quando nel loro palazzo un ragazzo viene trovato morto e la polizia archivia il caso come suicidio, i tre iniziano ad investigare autonomamente, convinti che si tratti di un omicidio. La loro investigazione porta, naturalmente, a più di un indizio, che i tre scelgono di raccogliere e raccontare in un podcast tutto loro.

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Cast della serie tv

Il cast di Only Murders in the Building, confermato nel 2020 con l’avvio della produzione, riunisce alcuni nomi noti della comedy ma anche del mondo dello spettacolo. Ecco gli interpreti principali:

  • Steve Martin è Charles-Haden Savage, un ex stella dei polizieschi anni 80, Brazzos, che vive all’Arconia
  • Martin Short è Oliver Putnam, un ex direttore di show di Off-Broadway che fatica a ingranare economicamente nella parte finale della sua carriera, ma che non ha assolutamente perso lo spirito artistico
  • Selena Gomez è Mabel Mora, ragazza che vive nell’appartamento della zia all’Arconia; da giovane ha perso una delle sue migliori amiche in circostanze misteriose e il suo amico Oscar è stato ingiustamente accusato di averla uccisa
  • Tina Fey è Cinda Canning, una podcaster molto famosa a cui i tre investigatori si rivolgono nella speranza di avere qualche consiglio per il proprio podcast
  • Jane Lynch è Sazz Pataki, controfigura di Brazzos nelle sue produzioni
  • Aaron Dominguez è Oscar, amico di Mabel uscito di prigione che è stato ingiustamente accusato di aver ucciso la loro amica (nonché sua ex ragazza)
  • Amy Ryan è Jan, una musicista che abita nel palazzo e che inizia una relazione con Charles
  • Julian Cihi è Tim Kono, la vittima

Tra le guest star anche il cantante Sting, Jimmy Fallon e Adriane Lenoz.

Trailer

Un condominio da Cluedo e un team formidabile

La prima cosa che non può fare a meno di colpire in uno show come questo è la varietà di interpreti e personaggi. I protagonisti si muovono in un condominio composto da condomini di ogni tipo e carattere, ciascuno con le proprie problematiche personali che incidono, in misura maggiore o minore a seconda dei casi, sulla comunità. Sembra di trovarsi in una versione allargata del gioco Cluedo, in cui ogni personaggio è al contempo un sospetto e un elemento dello scenario, pertanto non necessariamente fondamentale.

Vince la chimica dell’insolito trio protagonista. Steve Martin e Martin Short avrebbero rappresentato il tipico duo di comici, già rodato e testato, ma l’aggiunta della giovane Selena Gomez rende la lead protagonista fresca, insolita e inattesa. I due uomini sono comici dalla forte esperienza comica. Steve Martin ci ha fatto ridere in Il Padre della Sposa, Una Scatenata Dozzina 1 e 2, La Pantera Rosa e It’s Complicated, quest’ultimo con Meryl Streep. Martin Short, invece, proprio come il suo personaggio, ha una formazione artistica e musicale notevole e non è la prima volta che collabora con Martin.

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Only Murders in the Building e i mille colpi di scena

Il clichè di una comedy con un mistero da risolvere come filo conduttore potrebbe essere la noia. E’ difficile impostare una trama in grado di sorprendere lo spettatore in un film, figuriamoci in una serie tv con 10 episodi di 30 minuti ciascuno. Eppure la serie tv di Disney+ casca nel solito tranello (anche se, lo confesso, io al colpevole ci ero arrivata dall’episodio 6!). In ogni puntata vengono rivelati nuovi particolari che sconvolgono e al tempo stesso chiariscono ciò che i precedenti episodi avevano introdotto. Nuovi e vecchi personaggi si intrecciano per creare una ragnatela degna di Aragog.

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Tra i personaggi che mi hanno maggiormente colpito ci sono sicuramente Oscar (scontato, I know!), la fidanzata di Charles, interpretata da Amy Ryan, e la bravissima Tina Fey, quasi impercettibile, nel ruolo della podcaster Cinda Canning.

Il colpo di scena principale, oltre all’apparizione a sorpresa di Jane Lynch, è stato veramente quello dell’episodio raccontato direttamente dalla vittima, che ci guida nel suo omicidio, dal punto in cui parte l’investigazione dei protagonisti fino al suo stesso omicidio. Brillante, non c’è che dire.

La comedy investigativa di cui non sapevamo di avere bisogno

Per concludere, Only Murders in the Building è una serie tv che può tranquillamente appassionare tutta la famiglia. Coinvolge, non è mai volgare o brutale, nonostante il centro della trama sia un omicidio, fa ridere e piangere.

La leggerezza della serie tv di Disney+ è in parte da riconoscere ad un cast appropriato e una sceneggiatura brillante, che permeano la trama dal minuto 1. Sembra impossibile trovare qualche cosa che non si incastri alla perfezione con il tono del prodotto Disney (rilasciato originariamente da Hulu). Un piacere da gustare un episodio alla volta o, se lo si desidera, bingwatchando senza freni durante il weekend.

Per chi fosse ancora indeciso… ho già detto che c’è Selena Gomez?

  • Regia e fotografia
  • Sceneggiatura
  • Coinvolgimento emotivo
  • Recitazione
4.8

Katia Kutsenko

Cavaliere della Corte di Netflix e Disney+, campionessa di binge-watching da weekend, è la Paladina di Telefilm Central, protettrice di Period Drama e Fantasy. Forgiata dal fuoco della MCU, sogna ancora un remake come si deve di Relic Hunter.

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