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One Tree Hill: uno dei teen drama più amati di sempre

“One Tree Hill” debutta nell’ormai lontano settembre 2003 sul network americano The WB, allo stesso giorno ed orario del suo predecessore morale, ovvero “Dawson’s Creek”; tuttavia le vicende che accadono nella nuova fittizia cittadina del North Carolina (che, per inciso, è sempre la Wilmington che fu teatro di Capeside), sono ben altre che le moraliste e cervellotiche di Dawson Leery & amici.

La trama di One Tree Hill

La famiglia protagonista è quella degli Scott dalla storia abbastanza complicata; ci sono due coppie di fratelli, Keith e Dan Scott ed i figli di quest’ultimo, Lucas e Nathan Scott, nati da due diverse relazioni del padre.

Keith è il fratello buono, idealista e sempre presente che diventa una sorta di padre putativo per Lucas quando Karen, il primo amore di Dan, viene lasciata incinta dall’uomo, appena terminato il liceo e nell’insicurezza più totale. Il fatto si rivela inaspettatamente positivo perché, poco dopo, Dan ha un altro figlio con un’altra donna, Deb Lee, che, però, decide di sposare e con la quale costruisce la sua famiglia, nella quale nasce e cresce Nathan Scott, il secondogenito.

Dan è però un uomo terribile, che ha perso ciò per cui lavorava da anni, la carriera nel basket, per colpa di un incidente al ginocchio. Da allora, vive una vita di rimpianti, manipolando tutti quelli che gli sono intorno.

C’è però una cosa che accomuna Dan, Lucas e Nathan, ed è l’amore per il basket e sarà proprio questo sport, 16 anni dopo, a far collidere di nuovo le vite di questi tre Scott cambiando tutti gli equilibri e dando vita al teatro di vicende e sentimenti che sono il punto cardine del principio del telefilm.

Eh sì, si parla di principio perché, intorno a questa famiglia dai rapporti complicati, c’è un nutrito gruppo di persone che si muove, si innamora, si relaziona e che diventerà parte essenziale del telefilm ed è composto da: Haley, la sopraccitata migliore amica di Lucas, Peyton, cheerleader dall’animo di artista tormentata, Brooke, la classica cheerleader superficiale e maliziosa che nasconde un mare di insicurezze, Karen, la madre di Lucas che deve imparare ad avere nuovamente Dan nella sua vita, Deb, la madre di Nathan che deve convivere con l’instabilità e le violenze psicologiche di Dan ed infine il coach Whitey Durham, l’allenatore di basket dei due fratelli che è quanto più si avvicina ad un padre per i due quando i genitori sono troppo presi dai loro fantasmi del passato per occuparsene.

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L’erede di Dawson Creek

In One Tree Hill è rappresentata una nuova generazione, quella successiva alle emozioni da prime volte di Dawson, ma precedente a quella tutta blog ed internet di Gossip Girl; è la generazione di mezzo, quella cresciuta ancora con dei valori morali che però contrastano col desiderio di libertà e ribellione che caratterizza il periodo dell’adolescenza e che li porta, quindi, a gestire i primi rapporti col sesso, l’alcolismo e l’amore in maniera affrettata ed irresponsabile.

All’inizio della serie, solo Lucas ed Haley sono vergini, e la cosa dura giusto il tempo di incontrare l’esuberante Brooke per l’uno ed il bastardo Nathan per l’altra, questo per ribadire che la questione del sesso non è decisamente pesante come lo era a Capeside; Lucas ed Hales sono l’occhio dello spettatore medio, ragazzi normali e pieni ancora degli ideali cardine di Dawson’s Creek, ma che si adattano subito ad una realtà più veloce e maliziosa quale è quella in cui si vive oggi.

Nonostante quanto detto, per questi ragazzi ci sono ancora degli ideali, quelli necessari ed irrinunciabili per indirizzare la propria vita nella giusta direzione e, nonostante le ribellioni e le curiosità da adolescenti di cui dicevo prima, questi ideali presto riaffiorano nella vita dei protagonisti ed iniziano tutti ad intraprendere la loro strada, con coraggio e tutti uniti come un gruppo di amici deve essere perché, come diceva la citazione letteraria del primo episodio (la prima di una lunga serie che caratterizza il telefilm): “There is a tide in the affairs of men… Which, taken at the flood, leads on to fortune… But omitted, and the voyage of their life is bound in shallows and miseries… On such a full sea are we now afloat… …And we must take the current when it serves… …Or lose the ventures before us.”

E, come il buon Shakespeare scrisse anni orsono, durante il telefilm questi ragazzi crescono e compiono scelte più grandi di  loro per seguire il loro flusso interiore, c’è chi si sposerà ed avrà una famiglia a soli 17 anni, chi perderà un parente caro anzitempo, chi diventerà un giovane cantante affermato, chi avrà problemi di droga e chi diventerà, giovanissimo, un promettente produttore discografico.

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I punti di forza di One Tree Hill

I pregi di One Tree Hill, che lo rendono tutt’oggi uno dei telefilm più amati, sono diversi:

  • c’è il mix di citazioni letterarie di Lucas che invoglia lo spettatore a riscoprire autori e testi passati e a riscoprirne l’attualità,
  • ci sono dei personaggi caratterizzati così bene da rendere difficile decidere con chi schierarsi e per chi tifare
  • c’è una colonna sonora che racconta di tutto il rock, quello classico e quello contemporaneo
  • c’è il romanticismo e l’azione delle vicende che incollano davanti allo schermo per più di un episodio, ma, soprattutto, c’è un’attenzione ed un’analisi così precisa dell’adolescenza che è impossibile non immedesimarsi; emblema di quest’ultima affermazione è l’acclamatissimo episodio “Una tragedia annunciata (With Tired Eyes, Tired Minds, Tired Souls, We Slept” – la 3×16) dove il disagio giovanile diventa un’agghiacciante, esplicita e scomoda tragedia che è lo stendardo di una generazione allo sbando, ancora carica di ideali ed aspettative, ma costretta a scontrarsi con la dura realtà e la superficialità delle persone al giorno d’oggi.

Insomma One Tree Hill è un piccolo gioello del genere adolescenziale che merita di essere recuperato.

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One Tree Hill teen drama
One Tree Hill cast

Il cast

Chad Michael Murray è Lucas Scott
James Lafferty è Nathan Scott
Hilarie Burton è Peyton Sawyer
Bethany Joy Lenz è Haley James Scott
Paul Johansson è Dan Scott
Sophia Bush è Brooke Davis
Barry Corbin è Whitey Durham
Craig Sheffer è Keith Scott

La sigla di One Treen Hill

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1 commento

  1. Le prime stagioni, fino a metà della 4a mi erano anche piaciute. Belle ambientazioni, bravi gli attori. Poi inizia l’ultrafemminismo, il buonismo, diventa troppo mieloso, maschi ultrazerbini da peggiore telenovelas. Iniziano le cose senza senso. Esempio: La madre di Nathan cerca di bruciare vivo suo padre, roba da film splatter se ci fosse riusciuta, è una cosa agghiacciante, avrebbe dovuto marcire in prigione o almeno essere isolata. Invece solo perchè è donna, le perdonano tutto, anche i tentati omicidi(che poi per colpa sua Dan si vendica contro il fratello pensando che fosse stato lui a cercare di ammazzarlo). Per quanto Dan nelle prime stagioni, mi stava troppo antipatico, era cattivo, sono riusciti a farmelo diventare simpatico, nel senso che quando le cose illogiche sono troppo grandi, poi ti fanno tifare per il nemico. Il buonismo melenso ipocrita e falso porta a questo. Invece per lui la fine più dura. Ma scusate, lui non era potente e cattivo? Perchè non prova mai a vendicarsi con sua moglie? Perchè tutti le vogliono bene? Se a parti invertite lui avesse cercato di bruciare viva lei, il buonismo ultrafemminista avrebbe invocato la pena di morte(è un modo di dire)(che poi aveva già provato a ucciderlo col primo infarto, infatti chiama dopo il soccorso). Non si rovinano così le serie tv. Era bellissima. Peccato. Ho smesso di vederla alla 4a stagione, ne avevo scelta una vecchia proprio perchè speravo che ancora queste tendenze non fossero arrivate. Poi è pieno di messaggi sbagliati: mouth da sfigato diventa circondato da donne bellissime, questo non esiste nella realtà. Se uno non piace, è perchè non attrae fisicamente, tale rimane, per tutta la vita, può trovare una compagna ma non invertire la tendenza. è la natura. E di Nathan e Lucas? Due fratelli grandissimi nel basket, tutti e due fatti fuori solo perchè maschi? Uno col problema al cuore, l’altro addirittura nella sedia a rotelle(lo ho letto nelle anteprime), no dai.. va bene mettere in primo piano donne, non ho niente in contrario, ma così la storia diventa un dramma senza senso. Insomma alla fine troppo buonismo melenso, sembra la propaganda del PD 🙂 Vedo già 3 ore al giorno di politica, mi basta quella. Da quel punto in poi gli do 0. Mi spiace. Diventa solita roba, nelle prime stagioni era politicamente scorretto e interessante. Pungente. Ti faceva emozionare. è il mio parere personale.

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