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Once Upon a Time

Once Upon a Time: Recensione dell’episodio 5.21 – Last rites

Once upon a time 5x21

Domenica mattina in cerca di un modo leggero di evitare ogni impegno che non sia quello di appunto evitare ogni impegno. Il bip delle notifiche dello smartphone avvisa che un nuovo post è stato pubblicato nel gruppo su cui il nostro megadirettore galattico assegna le recensioni della settimana. Scorri la lista in trepidante attesa e trovi che …. ti tocca Once upon a time ! E dire che ce l’avevi quasi fatta a scansarti l’ingrato onere di recensire un episodio di questa seconda parte della quinta stagione che avevi seguito con la sola curiosità di sapere fin dove il (una volta) magico duo K&H potessero spingersi per rovinare ogni singolo personaggio tra quelli che ancora avevano qualcosa da dire/dare.

Once upon a time 5x21E invece no. Come ossessivamente ripeteva il Tonio dei Promessi Sposi tra le febbri della peste, a chi la tocca la tocca. E stavolta la tocca a te cercare di dare un senso a questo pre-season finale. Partendo proprio da questa contraddizione in termini: perché è il season finale che dovrebbe chiudere la storia iniziata nella premiere, mentre è invece in questo episodio che la storyline di Ade arrivata alla sua scontata conclusione. Come nei precedenti quattro anni, tutto finisce con la sconfitta inevitabile del villain di turno e la redenzione ormai citofonata di un ex cattivo che riscopre quella bontà che le circostanze avverse del suo sofferto passato gli avevano fatto dimenticare di avere. Dopo quattro stagioni dovrebbe essere ormai più che chiaro che è più probabile che il Leicester vinca la Premier League (ed infatti) che K&H rinuncino a questo schema. Non sarebbe neanche questo un problema vero e proprio, perché da sempre Once upon a time è una serie fondamentalmente buonista che non dimentica di essere indirettamente figlia della Disney (che è sia proprietaria della rete che trasmette gli episodi sia presente come fornitore occulto di personaggi di cui vendere il marketing). Ma sarebbe apprezzabile uno sforzo da parte degli autori nel rendere credibile il percorso che porta alla meta già scritta ad inizio stagione (e mai come in questo caso ha ragione chi dice che “andare è più interessante che arrivare”). Invece, per giungere alla prevedibilissima morte di Ade, è necessario accettare una lunga lista di forzature e nonsense. Ad esempio, che un super cattivo perfido e ingannatore decida di restarsene inerte ad aspettare che la sua (presunta?) amata decida se fidarsi di lui che ha dimostrato di non essere mai stato sincero invece che della sorella con cui ha appena fatto pace. O che l’onnipotente Zeus abbia bisogno della nostra scombussolata cricca di eroi con scarsi poteri per eliminare un altro dio. O che Emma la Salvatrice passi anche questo episodio a tenere il broncio perché tutti le dicono che deve elaborare il lutto e non la vogliono appresso, riducendosi sostanzialmente a fare da spettatore al punto che anche quando svela la verità a Zelena se ne resta fuori dalla casa, invece che partecipare attivamente alla battaglia finale. Once upon a time 5x21O che la fu Wicked Witch passi dall’incondizionato amore per l’unico che le ha mostrato affetto alla consapevolezza della necessità di ucciderlo in venti secondi netti dopo aver passato l’intero episodio a difenderlo strenuamente. O che le pagine di un libro passino da una dimensione all’altra, a seconda di come risulta più comodo alla sceneggiatura e senza che questo potentissimo Autore abbia in realtà alcun controllo su quello che scrive, nonostante si sia fatto credere il contrario. O che ricompaiano personaggi a caso perché … niente, perché ci eravamo dimenticati che c’erano anche loro e tocca riprenderli per dire che fine avevano fatto anche se non è che ci interessasse poi molto.

Ade muore e si dissolve in un insignificante cumulo di cenere, come giusta summa di quello che è stata la storyline dell’Underworld, che ricorderemo probabilmente solo per quel filtro rossastro piazzato davanti alla telecamera e per qualche personaggio di contorno inutile ma almeno simpaticamente canaglia, come Cruella, o caricaturalmente svampito, come la Strega Cieca di Hansel e Gretel. E per le passeggiate nella versione pezzente del Monte Fato con la passerella che diventa magicamente un ponte verso la luce, visto che la redenzione è sempre possibile per tutti (no, davvero, io non ricordo uno che sia precipitato giù invece che ascendere al piano superiore), a meno che non si finisca a fare il bagno nel fiume per sbaglio, trasformandosi in un fantasma a mollo. Con mirabile (in senso negativo) maestria K&H credono di chiudere il cerchio dell’Oltretomba collegando la prima e la seconda parte di questa stagione tramite il redivivo e immediatamente morto Artù, il quale si redime (ma va?) in un battibaleno, aiutando Hook e decidendo di rimettere in sesto il Regno dei Morti. Cosa significhi questo è in verità alquanto oscuro: cosa dovrebbe fare Artù? Facilitare il passaggio delle anime verso l’empireo? Aggiustare la torre dell’orologio e togliere la calza rossa dalla telecamera? Ma, poi, Zeus e gli altri dei dell’Olimpo che pare avessero il potere di decidere a chi affidare il comando dell’Underworld se ne stanno zitti e muti, basta che Ade si è tolto da mezzo?

Once upon a time 5x21Avremmo potuto dare un senso a questa storyline se almeno avesse apportato un qualche cambiamento allo status quo. Come poteva essere la morte di Hook che avrebbe permesso una evoluzione del personaggio di Emma o quantomeno apportato una novità significativa. E invece il potere del fan service costringe Zeus a rimandarlo indietro per dare l’immancabile happy ending ad Emma e confermare Regina nel suo ruolo di campionessa del maiunagioia. Muore quindi Robin, cancellato dall’esistenza per evitare che qualcuno si chiedesse come mai Hook può resuscitare e Robin no. E però prima ci tocca assistere all’ennesimo canovaccio litigio – perdonami – ti amo che sempre è il più sicuro indizio di una morte imminente. Recitata pure male, con sguardi reciproci da telenovelas strappalacrime ed effetti speciali che a farli da soli a casa venivano meglio. Solo la gravidanza reale dell’attrice che interpreta Belle ci salva invece da un altro scontato lieto fine, ma non dal millesimo turn heel di Rumple tornato villain.

E, quindi, niente. Neanche stavolta me la sono scampata (e d’altronde anche della quarta stagione avevo recensito il prefinale per cui pare fosse destino). Sotto a chi tocca per il finale ora.

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5.21 - Last rites
  • A chi la tocca la tocca
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