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Once Upon a Time

Once Upon a Time: Recensione dell’episodio 3.14 – The Tower

Avere paura: di essere incapace di svolgere il ruolo che ti spetta; di fallire nella missione che ti è stata assegnata; di non poter accettare il giudizio di chi ti sta a cuore. Scoprire con un misto di rabbia e incredulità che di una sola cosa avevi paura: di te stesso. E capire, infine, che la paura può imprigionarti in una torre del cui cancello tu solo possiedi la chiave. È questo il tema portante del nuovo episodio di Once Upon a Time, il fil rouge che unisce le due storie che avvengono a Storybrooke e nella Foresta Incantata. Come spesso accade quando la serie gioca su due piani diversi, lo stesso personaggio è il protagonista delle due avventure, ruolo che questa volta spetta a David/Charming.

rapunzelCosa tormenta Charming nella ritrovata quiete del suo castello? Ce lo spiegano subito gli autori con una bella scena in cui il sogno di danzare con una Emma emozionata per il suo primo gran ballo (con tanto di vestito principesco) si trasforma rapidamente nell’incubo dell’accusa di aver fallito con lei. Anche se sa che le sue scelte sono state sempre pienamente giustificate dall’amore per la figlia, Charming non riesce ad assolversi per aver, comunque, costretto Emma a vivere come un’orfana negandole quella vita da principessa che le sarebbe spettata. La scoperta della gravidanza di Snow (sorvoliamo sull’annuncio dell’essere incinta venduto come fosse una sorpresa assoluta nonostante un pancione di sette mesi almeno; pensavano fosse solo ingrassata ?) riempie Charming non della gioia che sarebbe ovvio attendersi, ma del terrore di fallire ancora. Reazione che sarebbe poco credibile (quale felicità può essere maggiore per un uomo che sapere di diventare padre?), ma che qui viene resa credibile dal vissuto precedente. Per la prima volta in tre stagioni, vediamo uno Charming diverso: impaurito al punto di bere di nascosto, insicuro al punto di dover nascondere a Snow i suoi sentimenti, titubante al punto di volersi affidare ad una radice magica per trovare il coraggio che teme di aver perso. Sembra, tuttavia, che Charming sia uno dei pochi personaggi in Once Upon a Time che non può mai deviare troppo dalla sua versione fiabesca per cui recupera subito la sua connotazione eroica per aiutare la principessa prigioniera nella torre. Principessa che altri non è che Rapunzel con i tradizionali lunghissimi capelli, ma di colore insolitamente nero come la pelle. Convince poco questa rivisitazione di Rapunzel (e non per il colore della pelle, ovvio). Niente ci viene detto di lei e la sua introduzione è meramente funzionale a mostrarci un Charming nuovamente impavido e a chiarire il funzionamento della radice magica.

davidsnowIl gioco di specchi tra il mondo fatato del passato e il presente di Storybrooke permette agli autori di mostrarci un David meno premuroso del solito. Sebbene non esiti un attimo a tornare a casa per accontentare Mary Margaret, il tono di voce, l’impazienza dei gesti, la sbrigatività delle risposte, l’ascoltare distratto sono segni fin troppo chiari di quanto poco sia interessato alla ricerca di una tata e quanto invece preferirebbe essere altrove. Il dialogo con Zelena ha il pregio di incrinare (anche se solo per un attimo) quella unione fin troppo zuccherosa tra i due donando un alito di freschezza ad un rapporto ormai quasi caricaturale. Chi ne esce male è proprio Mary Margaret che, vittima di una visione sempre ottimistica delle persone, è facile preda degli intrighi della strega di Oz. Il duello tra David e il suo alter ego cattivo riprende l’idea già mostrata nella torre con Rapunzel e la sua carceriera. Se questo fa diminuire il pathos essendo fin da subito chiaro chi fosse l’avversario e chi sarebbe stato il vincitore, resta però coerente con il messaggio che questo episodio vuole dare: essere coraggiosi non significa non aver paura, ma saper riconoscere la paura come parte di sé stessi ed affrontarla senza chiedere inutili aiuti. Morale non nuova, ma coerente con una storia che ha pur sempre come protagonisti eroi delle fiabe.

zelenarumpleLa trama orizzontale si intreccia abbastanza bene con quella verticale grazie alla spada spezzata che Zelena recupera come simbolo del coraggio di David. Lentamente, il piano della Wicked Witch comincia a delinearsi, complici i suoi accenni alla ricerca di coraggio, cuore e cervello. Tre oggetti per tre possibili personaggi del mondo di Oz: il leone fifone, lo spaventapasseri sciocco e l’uomo di latta senza cuore. Azzardato pensare che possano entrare in gioco dalla parte della Strega, ma Once Upon a Time ci ha abituati a sovvertire i ruoli classici (vedi alla voce Peter Pan per citare il caso più recente). Non sarebbe, quindi, del tutto sorprendente una loro introduzione in versione non buonista, ma tre indizi in questo caso non fanno una prova.

rumplebeardÈ ancora l’ottima Rebecca Mader a regalare i momenti più intensi di questo episodio con i dialoghi con un Robert Carlyle bravo a rendere credibile un Rumplestiltskin che, sebbene stia lentamente recuperando i suoi poteri, è ancora troppo debole per affrontare la Strega di Oz. Sappiamo ora che il pugnale fatale è in possesso di Zelena che non esita a mostrare il suo potere su un Rumplestiltskin soggiogato dai gesti decisi della sua carceriera e dalla propria follia (che sia una finzione?). Quanto ancora la bestia potrà restare in gabbia ? Come Emma, Regina, Hook e David scoprono, ancora poco. Se sia un bene o un male, lo possiamo leggere negli sguardi diversi dei quattro. Meglio ancora, però, sarà scoprirlo nelle prossime puntate.

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