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Once Upon A Time: recensione dell’episodio 2.17 – Welcome To Storybrooke

C’era una volta…Storybrooke. Potremmo cominciarla così questa recensione, proprio come il diciassettesimo episodio della seconda stagione di Once Upon a Time ha fatto riportandoci alle origini della cittadina del Maine, nata da una maledizione che Regina ha lanciato su tutto il mondo incantato e i suoi abitanti. A parte questo particolare, fino ad oggi sapevamo poco o niente sulla storia della città e Welcome To Storybrooke ce la mostra nel periodo di tempo immediatamente successivo alla maledizione di Regina, risvegliatasi nei panni di primo cittadino.

OnceUponATime2X17-03E’ una Regina felice quella che vediamo nei primi flashback dell’episodio, che si compiace nell’essere riuscita nel suo scopo. Nessuno degli abitanti di Storybrooke sa di essere quello che in realtà era fino ad un attimo prima, ovvero un personaggio del mondo delle favole, ed ecco così che il Grillo Parlante si dirige nel suo studio di psicologo come se niente fosse, Cappuccetto Rosso e sua nonna litigano sui turni della tavola calda dove lavorano e Geppetto da un’aggiustata all’insegna di un negozio. Ben presto, però, a Regina comincia a stare sempre più stretta Storybrooke, e trova quasi snervante che tutto vada per il verso giusto, il verso che lei ha voluto quando ha lanciato la maledizione. Sente di non appartenere a questo mondo quando tutte le mattine, svegliandosi, scende per strada e, come se fosse il giorno della marmotta, si imbatte sempre nelle solite persone e nelle medesime situazioni.

Gli eventi narrati nei flashback sono precedenti all’adozione di Henry da parte di Regina, e l’episodio, in questo senso, svolge un ottimo lavoro nel farci capire da dove è nato questo desiderio di avere per sé un figlio. Nasce dall’arrivo a Storybrooke di una coppia di padre e figlio, Kurt e Owen. Entrambi si trovano accampati nella foresta quando la maledizione di Regina sta per sortire il suo effetto, ed è così che padre e figlio, sorpresi di trovarsi davanti ad una città che fino a qualche secondo prima non c’era, fanno il loro ingresso a Storybrooke. Regina però non vede di buon occhio l’arrivo di estranei nella “sua” città, ma giorno dopo giorno comincia a prendere in simpatia il piccolo Owen, cercando di convincere il padre a trasferirsi definitivamente a Storybrooke, con l’idea che anche lei possa trovare la sua felicità e un senso di appartenenza in questo nuovo mondo.

Se ci pensiamo bene, quello che Regina ha sempre voluto da quando è stata presentata nel pilot è essere amata da qualcuno. Fin dall’inizio – dai tempi in cui era una ragazzina, a quelli di Regina Malefica, fino a quelli di sindaco di Storybrooke – Regina ha sempre desiderato l’amore e l’affetto di qualcuno e ora che ce l’ha lì ad un passo non vuole lasciarselo scappare. Con la magia può avercelo, ma come ci ricorda ancora una volta Tremotino, tutta la magia ha un prezzo, ma sembra che questo Regina ancora non lo abbia capito. Regina usa la magia per trattenere a sé Owen allontanandolo dal padre, nonostante questo provochi un trauma al piccolo; Regina usa la magia per ferire le altre persone in modo che lei possa essere felice di questo, nonostante il fatto che facendo così si ritrova poi isolata da tutti; Regina vuole usare la magia – e qui siamo tornati nel presente – su Henry per riaverlo con sé e allo stesso tempo vendicarsi di Mary Margaret per aver ucciso Cora. Eppure, quando si trova lì davanti ad Henry, Regina si rende finalmente conto che sta per commettere nuovamente un errore e che Tremotino ha ragione quando dice che you really can’t have it all, non si può avere tutto.

Sul finire dell’episodio scopriamo che Greg, l’uomo misterioso della Pennsylvania arrivato a Storybrooke con un incidente d’auto, è il piccolo Owen, ormai cresciuto (troppo!) dopo 3o anni dal primo approdo in città con il padre e il suo ritorno non sarà un certo una casualità dal momento che aveva giurato vendetta verso la donna (Regina) che lo strappò dal padre. Può apparire una forzatura il fatto che Greg/Owen si trovi davanti alla casa di Regina nel momento stesso in cui la Evil Queen strappa il cuore a Snow mostrandole che sta cominciando a macchiarsi di nero a causa della maledizione che ha ucciso Cora e in fin dei conti lo è, ma possiamo considerarla non più di una semplice sbavatura. OnceUponATime2X17-02

Nonostante gli ultimi episodi abbiano fatto registrare una certa stanchezza, ripetitività e molta approssimazione in fase di scrittura, Welcome To Storybrooke fa invertire nuovamente l’asticella verso il lato positivo, con una Mary Margaret pronta a subire un evoluzione in “Dark Snow”, una Regina (forse) nuovamente redenta e un Greg/Owen con del materiale scottante tra le mani, pronto a tutto per riabbracciare il padre.

P.S. = Non ditemi che quando avete visto Kurt consegnare al figlio Owen quel braccialetto colorato di blu e verde, non avete pensato immediatamente al bianco e nero delle pedine del backgammon citate da Locke nel pilot di Lost. In fin dei conti cambia il colore, cambia l’oggetto ma il significato rimane lo stesso: l’eterna sfida tra le forze del bene e quelle del male. Chi la spunterà a Storybrooke?

Daniele Marseglia

Il cinema e le serie tv occupano gran parte della mia giornata. Nel tempo libero, vivo.

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