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Once Upon a Time

Once Upon A Time: recensione dell’episodio 2.16 – The Miller’s Daughter

Come ho sempre detto, una narrazione televisiva compatta, anche nelle serie più corali, ha spesso l’effetto di migliorare molto la storia di un episodio. Le scene si possono far respirare, le emozioni possono crescere, raggiungere un climax naturale e poi lasciato risuonare. Ho avuto la fortuna di poter recensire l’episodio Clear di “The Walking Dead”, un esempio assolutamente perfetto di questo concetto appena espresso. Quando questo non avviene, e si aggiunge troppa carne al fuoco, il rischio è l’opposto: perdere la forza, concentrare troppo e rendere ogni passaggio fondamentale solamente tratteggiato. Una serie che purtroppo spesso soffre di questo difetto è Glee, che già ha poco tempo per via delle canzoni (che spesso non sono narrative) e che per di più nella sua ipertrofia corale si perde nei meandri del troppo. Immaginate una delle migliori scene della tv americana della stagione appena conclusa: Homeland, nella scena in cui Brody è ormai stato catturato e Carrie lo interroga. Ripensate ai tempi lunghi di quella scena, alla bravura degli attori. Adesso immaginate cosa sarebbe stato di quella scena se fosse durata 50/70 secondi. Non c’è bisogno di aggiungere altro.

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Questo cappello introduttivo mi serve perché The Miller’s Daughter va nella direzione virtuosa di questo quadro. In questo episodio buona parte dei personaggi vengono messi da parte e appaiono solo marginalmente. Henry, Cappuccetto Rosso, la Nonna, i nani, le ballerine, ops, pardon, le fate… tutto resta lontano e la narrazione, per buona parte dell’episodio, si concentra sul rapporto tra Cora, Rumple, Snow e Regina. Sì, c’è anche David, ma è trascurabile. Sì c’è anche Emma, ma a parte il suo cammino verso il lato oscuro della magia (non è vero, non è oscuro, ma mi piaceva la frase starwarsiana), anche lei è trascurabile.

ouat-216-04Partiamo da Cora e Rumple. E partiamo dicendo che scoprire alla sedicesima puntata della seconda stagione che gli autori hanno ancora l’abilità di recuperare e rieditare le favole Grimm è davvero un bel scoprire. Sì perché Cora era la figlia del mugnaio della favola di Tremotino (come da noi si traduce Rumplestiltskin). E la favola originale non era molto diversa dall’origine raccontata in OUAT. Nella favola, è il mugnaio che si vanta di avere una figlia che sa tramutare la paglia in oro e il re la fa imprigonare e la minaccia di morte se non compie la magia. Tremotino compie la sua magia, per tre notti. Prima in cambio di una collana, poi di un anello e poi del primogenito che avrà con il re, che sposerà grazie alla magia della paglia in oro. Lei acconsente, ovviamente. Sposa il re e al momento di dover cedere il primogenito, Tremotino concede la grazia se la bella figlia del mugnaio sarà in grado di indovinare il suo nome. Lei lo indovina e lui ci rimane così male che sbatte i piedi  conficcandosi nella terra e per uscirne si spacca in due.

Vediamo quali paralleli ci sono con OUAT. Beh, intanto la fissazione per i nomi che ha Rumple. Cora viene chiusa dal re in una torre, ma è stata lei a vantarsi di saper compiere la trasformazione magica. Rumple arriva e risolve il suo problema e le chiede in cambio il suo primogenito. Da qui in poi ci sono grandi differenze, com’è giusto che sia. Scopriamo che Rumple e Cora si erano innamorati. Ma la sua sete di vendetta era tale da togliersi il cuore pur di non “cedere” alla voglia di scappare insieme a lui e pur di avere la forza di restare e far vedere a tutto il regno i sorci verdissimi.

ouat-216-07Trovo che questa trovata, compreso il momento in cui lei gli spezza il cuore, non faccia altro che farci adorare ancora di più il personaggio di Gold/Rumple, così amabilmente interpretato da Robert Carlyle. Già tante volte ci siamo accorti di come sia fragile e bisognoso di un contatto che ha perso. Con il figlio, con l’amore di Belle. E allo stesso tempo ci spaventa. Quando pensa di uccidere Henry, quando sta a guardare mentre Cora muore e se ne lava le mani. Spaventa e ci ricorda i suoi doppi e tripli giochi. Un personaggio multisfaccettato che in questo episodio ci fa vedere ogni lato del suo carattere.

Cora. Lasciatemi dire che Rose McGowan nel ruolo della giovane Cora è azzeccato, perché assomiglia seriamente all’attrice Barbara Hershey. Tuttavia mi ha fatto impressione, perché Rose quando faceva Streghe era tanto giovane e adesso sembra una maschera di botox e silicone. Terribile. E poi vorrei far notare l’ironia dell’effetto ingonyama nengw enamabala di Cora che alza la neonata Regina di fronte alla corte appiccicata davanti a quel fondale fatto in computer graphic. Quasi imbarazzante.

ouat-216-06Poi c’è la coppia di eterne nemiche Snow/Regina. E questo episodio per una di loro credo sia il turning point. Ma non per Snow, come potevamo pensare. Il suo passaggio nel lato oscuro della forza (ecco, qui la battuta c’entra) è solo momentaneo. Strumentale alla narrazione, a far accadere qualcosa che cambierà invece radicalmente Regina.  Ma fatemi fare un inciso, prima di continuare…

L’idea del cuore è geniale, al punto che mi viene da chiedermi perché diavolo nessuno di loro ci abbia pensato prima. Ma che cavolo! Se bastava rimetterle il cuore in petto per farla essere tenerona, e Regina sapeva del cuore, ma perché non l’ha fatto lei prima?! Queste cose mi mandano completamente in palla e mi fanno sclerare non poco, tanto che divento un po’ come Nick Miller di New Girl nei suoi momenti di massima follia.

ouat-216-09Ma tornando a Regina… in questi ultimi episodi l’abbiamo vista in parte succube della madre in parte capace di tenerle testa. Ma una cosa è apparsa chiara. Il suo amore per lei e il suo bisogno di essere amata da lei era sincero e totale. E vedersela strappare dalle mani, vederla morire tra le proprie braccia proprio quando aveva finalmente ripreso quell’afflato amorevole materno, è forse troppo. Ora, Lana Parrilla non è Andrew Lincoln, l’attore che interpreta Rick in The Walking Dead e non potevamo aspettarci da lei una performance che anche lontanamente potesse ricordare il momento in cui lo sceriffo perde la moglie incinta. Nonostante questo, fa la voce grossa e stringe la mandibola, facendoci intuire che nel prossimo episodio sarà tutto fuoco fiamme e magia nera. O almeno lo spero. Perché se nel giro di un episodio la sua cattiveria viene mitigata dal faccino di Henry che la guarda con gli occhioni tristi, giuro che gli lancio un anatema.

In conclusione, un episodio bello, come una volta. Con una bella storia nel mondo delle favole e un bello sviluppo nel mondo reale, con alcune scene intense e belle e con uno sviluppo della trama principale che non passa inosservato. Via di corsa verso la parte finale della stagione di una serie che nonostante qualche pecca nei valori di produzione (scenografie in computer grafica davvero non al passo con i tempi) si sta guadagnando un posto tra le opere da seguire assolutamente.

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