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Once Upon a Time: Recensione dell’episodio 2.15 – The Queen is dead

Tutti i bambini sono belli da piccoli, a parte la giovane Snow White che è veramente la bambina più fastidiosa vista sullo schermo. Il suo impatto “recitativo” e la sua faccia che vorrei pescare un merluzzo solo per prenderla a schiaffi col suddetto pesce, riescono a incarognirmi contro l’episodio dove compare. Questa è la fondamentale premessa della mia recensione, probabilmente un po’ turbata dalla presenza di Bailee Madison nel ruolo della mocciosetta, Once Upon a Time 215fma che viene però compensata in parte dall’introduzione (e rapida fuoriuscita purtroppo) di Lesley Nicol, la meravigliosa Mrs. Patmore di Downton Abbey, che per non scriverle un ruolo troppo strano, le fanno fare pure qui la domestica.

Tutta la mia pena, comunque, per questo episodio gira intorno a Snow: a parte quanto detto sulla sua rappresentazione infantile, il problema maggiore, a mio giudizio, viene dalla totale involuzione del suo personaggio adulto e di conseguenza dell’intera coppia Snow-Charming, diventati due patetici idioti, che si fanno raggirare in continuazione da chiunque, non hanno nerbo e sono diventati una terribile lagna. Ma io mi chiedo, come fai a decidere di consegnare il pugnale a Cora, senza immaginarti che poi faranno fuori lo stesso la Patmore (ok, io continuo a chiamarla così)? Bisogna essere lessi forte. E nemmeno capiscono che sono manovrati per trovare il pugnale, che se aspettavano che Gold tornasse avrebbero fatto meglio. Once Upon a Time 215aTant’è, forse un filo di luce a fine episodio lo vediamo: Snow, tutta tronfia decide che deve uccidere Cora e che forse non può salvare tutti i cattivi che incontra. Era ora.

Fino a questa settimana la trama del mondo reale era decisamente più interessante di quella del Fairy World, perché i flashback continuavano ad essere informazioni didascaliche che non andavano ad aggiungere nulla a quello che già sapevamo e qui la parte Fatata si conferma più o meno a quel livello; veniamo a sapere un po’ di più sulla formazione della giovane Snow e vediamo per la prima e presumo unica volta sua madre, interpretata da Rena Sofer, ma il tutto si rivela abbastanza scontato, con un ennesima complicazione e ramificazione di chi ha fatto cosa e quando. Once Upon a Time 215bPer un attimo ho addirittura temuto che ci fosse qualche ennesimo livello di parentela, del tipo Cora sorellastra della madre di Snow, ma pur risparmiandoci questo risvolto da telenovela, la pesantezza della trama incantata permane.

Quello che invece, per larghi tratti s’è peggiorato è il mondo reale, soprattutto per delle sospensioni di incredulità richieste forse un po’ troppo spinte, come Hook che arriva in nave a New York o lo scoprire che Storybrooke in realtà è una metropoli dove non si sono accorti che c’era pure la Patmore, che, oltretutto, una volta ritrovata la sua adorata principessa, invece di andarla a trovare, le recapita un pacchetto con la tiara e un biglietto… ma perché? non era più facile bussare alla porta? Tanta roba scritta un po’ in velocità insomma.

Once Upon a Time 215eL’unico spezzone ad avere un po’ di consistenza è quello newyorchese dove l’avvelenamento di Rumple fa accelerare un po’ le cose e veniamo a scoprire un po’ di dettagli su Bae (e no, non parlo della inutile fidanzata) che potrebbero aprire alcuni scenari interessanti. Lui è molto più di quello che dice e nel prossimo futuro il suo ruolo diventerà sicuramente più centrale e di questo non possiamo che esserne contenti, visto che, quantomeno, Michael Raymond-James è un buon attore.

Insomma, un episodio che lascia un po’ di amaro in bocca per come è stato gestito, seppur alcuni avanzamenti di trama li abbiamo avuti e spero che questi portino a quella svolta che è necessaria per la serie per ingranare nuovamente, anche visti i non ottimi ascolti che sta facendo oltreoceano. Restiamo in attesa di giorni migliori

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