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Once Upon a Time

Once Upon a Time: Recensione dell’episodio 2.10 – The Cricket Game

Torna dopo la pausa invernale Once Upon a Time e lo fa con un episodio che doveva forse rompere gli schemi ma che nonostante predisponga la scacchiera sulla quale si combatterà nella seconda parte di questa stagione, lo fa, a volte, con scelte e situazioni un po’ di maniera e ogni tanto cervellotiche.

Intendiamoci, rimane una buona ora di televisione, ma ho trovato altri episodi, specie della prima stagione, decisamente superiori. L’episodio si apre così come si era chiuso il “twist” del finale natalizio, ossia con l’arrivo del vascello di Hook a Storybrooke. Nonostante nessuno si sia accorto che un veliero ottocentesco stesse attraccando in città, Cora ha il buon senso di renderlo invisibile, senza negarsi il divertimento di trasformare il primo abitante X in pesce. La discrezione non è tendenzialmente comunque il suo forte, girando vestita da Madama Butterfly mentre il suo fido compagno d’avventura resta a farsi “le unghie” al porto, nell’attesa che lei metta in opera il suo diabolico piano.

Once Upon a Time 210 aNella placida Storybrooke ormai invece la noia la fa apparentemente da sovrana, con bevute di birra dalla Nonna e Regina che cerca di riconquistarsi il figlio adottivo a suon di lasagne, mentre il Dottore laureato per corrispondenza maledizione non si fa grandissimi problemi a raccontare alla prima venuta qualsiasi cosa gli abbia detto la povera Regina. La Parrilla comunque è decisamente brava, la sua interpretazione, notevolmente cresciuta nel corso della serie, da spessore a molte scene sia nel mondo reale che nell’universo fatato, rendendo molto meglio con Snow e un pelo meno con la Morrison ma più per causa di quest’ultima.

Dicevamo del mondo fatato: qui, abbandonata per il momento la dimensione contemporanea, con il ritorno nel mondo reale di Emma e Snow, si torna alla struttura a flashback e avviene un bel salto: alla fine della prima stagione Charming e Snow, ritrovatisi, partivano alla riconquista del regno ed ora, dopo diversi episodi in cui il passato era stato per lo più ignorato, ecco che la guerra è finita, il Regno è nelle loro mani e la Evil Queen è prigioniera. Once Upon a Time 210 eLa scelta è decisamente comprensibile, per due motivi principalmente: il primo è che comunque non ci sono gran soldi per far valanghe di effetti speciali (e abbiamo spesso visto che quando ci provano non sono portati) mentre il secondo è che pur essendo la storia di un mondo complesso, rimane pur sempre un racconto incentrato sui personaggi e sulle loro evoluzioni narrative. Come spesso accade, comunque, i flashback nel Fairy World sono funzionali a creare un parallelo con il mondo reale con una domanda comune: Regina può cambiare? Il percorso da giovane ed ingenua fanciulla ad Evil Bitch è ad un senso solo o è di andata e ritorno? Anche in questo caso, come accennavo precedentemente, la resa di questa analisi riceve grande aiuto dall’ottima ed intensa interpretazione della Parrilla, specie nella scena dell’esecuzione, dove è magistrale. Nel mondo fatato, comunque, Regina non cambia, rimane perfida e Snow, Charming e l’intero Fairy World pagheranno le conseguenze dell’averla risparmiata, facendo così l’ormai noto gioco del burattinaio Rumpelstiltskin.

Nel mondo reale invece il cambiamento può esserci in Regina,  l’abbiamo visto negli episodi precedenti e lo vediamo sempre di più ora, ma a mettere i bastoni nel suo tentativo di cambiamento s’inserisce ora il “diabolico” piano della Mother of The Year che la farà credere con un “abile” stratagemma colpevole della morte del Dottor Hopper (di cui dovevamo capire l’incredibile discrezione solamente dall’aver piazzato l’ingresso dello studio psichiatrico davanti all’unica taverna di Storybrooke). Once Upon a Time 210 dEcco il “cricket” game del titolo, Cora che ha assistito al litigio tra Regina e il nostro Grillo, si tramuta in lei e va ad uccidere il povero Dottor Hopper facendosi sgamare dai due cani che vanno in giro per Storybrooke di notte: Ruby e Pongo. Dissemina prove ovunque, tant’è che Emma sente puzza di bruciato e potrebbe far saltare il piano della Bitch Queen, ma la sfiga e la testimonianza di Pongo mandano tutto all’aria. Una splendida Evil Queen è sull’orlo del baratro e pronta a rivoltarsi nel lato oscuro, Hook che appena avrà finito di farsi le unghie sul chiaramente sopravvissuto Grillo Parlante (sarà difficile farlo parlare? ne dubito) per combattere Tremotino andrà a prendersi Belle, sperando che così la povera De Ravin diventi qualcosa in più di un appendiabiti nelle scene in cui la fanno apparire e la Bitch Queen che farà qualcosa, ma non si sa ancora cosa.. 

Come si diceva, episodio leggermente introspettivo, aiutato dalla prova della Parrilla, che è preparatorio di quanto succederà d’ora in poi, ma in certi momenti ha girato a vuoto. Una sufficienza comunque abbondante, per un prosieguo di stagione che mi aspetto in crescendo.

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