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Once Upon a Time in Wonderland

Once Upon a Time in Wonderland: Recensione dell’episodio 1.02 – Trust Me

Ancora non abbastanza, ma speriamo in tempi migliori

Con Once Upon a Time in Wonderland ero molto curiosa di scoprire come gli autori avrebbero deciso di rivisitare la fiaba classica di Lewis Carroll, che per me è sempre stata piena di fascino e la prima nella mia classifica di preferenze “fiabesche”. In più, essendo uno spin-off di Once Upon a Time, mi sembrava anche chiaro che gli autori avrebbero mischiato i personaggi di varie storie per creare la loro personale Alice e che ci avrebbero mostrato la vicenda seguendola da più piani narrativi. Alla visione del primo episodio sono rimasta abbastanza soddisfatta: ho visto alcune trasposizioni di “Alice nel Paese delle Meraviglie” e devo dire che i toni cupi mi avevano colpita in positivo e mi avevano ricordato un po’ la miniserie per la TV “Alice” del 2009 del canale Syfy. Certo questo dark è accompagnato da un pizzico di ironia e comicità, caratteristiche impersonate soprattutto dal Fante di Cuori, che giustamente stemperano la tensione; gli attori mi erano sembrati in parte ed adatti al ruolo e ho trovato accettabile il modo in cui è stata unita questa fiaba a quella di Aladino con le parti rimodellate del Genio e di Jafar.

NAVEEN ANDREWSQuesto secondo episodio, invece, mi ha convinta meno rispetto al primo. Certo non si può giudicare una serie già dalla sua seconda puntata e bisogna darle tempo di ingranare e di mostrarci tutto ciò che gli autori hanno in mente, però, attendendo maggiori sviluppi, qualche critica si può già fare. Intanto gli effetti speciali che continuano ad essere pessimi per un telefilm ambientato quasi esclusivamente in un mondo fantastico. Mi viene da dire: “Ci sei o ci fai?”. Cioè, mi viene il dubbio che siano voluti, ma anche se così fosse rimangono davvero spiacevoli da vedere. Sono un po’ delusa anche dall’aspetto cupo che viene a mancare quasi già del tutto. I toni dark che circondano il personaggio di Alice, infatti, non li si trova più. Capisco che, essendo legati soprattutto al padre e all’ospedale psichiatrico, una volta che la ragazza ne è uscita essi decadono, però io speravo che gli autori avrebbero continuato ad esplorare questo aspetto della vita di Alice perché comunque fa parte di lei e della sua storia pregressa e presente. Ok, ora è tutta presa dal salvare il suo amato, però il rapporto con il padre non può essere cancellato via e dimenticato, quindi spero che questa parte della storia non verrà abbandonata. In più la pedagogia della narrazione  dice che il viaggio è un elemento che conduce verso l’ignoto e verso rischi che, affrontandoli, ci fanno tornare a casa più maturi. C’è una ricerca della propria identità, c’è l’amore e ci si scontra con la morte e tutto ciò comporta anche toni spesso cupi. Alice non è la prima volta che si reca a Wonderland, però il suo viaggio non è ancora concluso: lei si sta confrontando con l’ignoto e con molte prove dure, quindi il dark ci starebbe ancora bene. Le uniche parti con toni cupi che rimangono sono quelle dei due nemici, Jafar e la Red Queen, dove comunque è più normale che ci siano perché questi personaggi rappresentano il male. Un altro elemento che mi convince pocoonce upon a time in wonderland_102_c legato a questi ultimi due è il loro rapporto fatto di tira e molla su chi detiene il potere tra loro. Mi sembra tutto un po’ trash con quelle minacce di “Comando io!”- “Mi hai spaventata, ma se fai così allora mi approprio della lampada. Tiè! Ora vediamo chi comanda!”. Per ora la cosa sembra si sia equilibrata, vediamo come proseguirà.

Ultimo ma non ultimo motivo di critica: la storia. Abbiamo visto tre piani narrativi: il passato di Jafar e del genio che è utile per capire che il cattivo cerca Cyrus da lungo tempo, il passato a Wonderland della nascita dell’amore tra Alice e Cyrus e il presente con Alice ed il Fante di Cuori, Cyrus, Jafar e la Red Queen. Insomma, gira quasi tutto intorno all’amore tra Alice e il genio, ma può essere tutta qui la trama? Così superficiale? Per ora è di gran lunga più interessante la storia ancora misteriosa del Fante piuttosto che quella principale, quindi spero che ci sia qualcosa in più da raccontare. Se così non fosse, gli autori dovrebbero rendere più affascinante quella di Alice e di Cyrus e meno banale del “Forse lui ha voltato pagina”- “Ah no, ecco la cignoprova: è in pericolo e mi ama ancora!”

once upon a time in wonderland_102_dNota certamente positiva sono gli attori (Michael Socha e Sophie Lowe bravi ed in parte) e la caratterizzazione dei personaggi, soprattutto Alice perfettamente bilanciata tra il suo animo ingenuo e allo stesso tempo forte e combattivo perché è già stata a Wonderland e sa come deve muoversi e, appunto, il Fante che con la sua comicità alleggerisce i toni più seri (divertente quando parla di cose moderne e Alice non capisce i riferimenti) e mi sembra essere per ora il giusto contrapposto della ragazza con il suo essere più concreto e meno sognatore. A volte non sembra onesto e sincero, ma poi torna sui suoi passi e alla fine si rivela un personaggio positivo. Anche la caratterizzazione del genio non mi sembra male, mentre per ora un po’ sopra le righe quelle di Jafar e della Red Queen, ma non di Pincopanco e Pancopinco come servi della regina che mi hanno stesa! A questo punto aspetto impaziente di veder il signor Tricheco!

Insomma, alcune parti sono buone e forse un po’ di più sono quelle meno buone. Però, come dicevo all’inizio, siamo solo al secondo episodio e non si può già condannare questa serie. Sono fiduciosa e le do tempo per assestarsi e, speriamo, migliorare.

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