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Nikita (2010)

Nikita: Recensione della Quarta e conclusiva Stagione.

Ho pensato a lungo a cosa dire su questa serie. Ci sono tanti telefilm che ricorderemo, nel corso degli anni, che sono stati in grado di appassionarci, entusiasmarci, deluderci e poi tenerci incollati allo schermo per ben 40 minuti, senza neanche un battito di ciglia. Nikita per me è stata una di quelle serie. Non è certamente paragonabile a tanti capolavori degli ultimi anni ma, concedetemi di dirlo, ha rappresentato, nel suo piccolo, un capolavoro che non ha nulla da invidiare a nessuno. E’ stata una delle poche serie che ha puntato non soltanto sull’elemento della storia d’amore ma anche sull’azione e sullo spionaggio in una casa (la CW) che di tutta questa “roba” non aveva mai sentito nemmeno parlare.

nikita_6Non ha brillato per uno sharing alto, i numeri non mentono purtroppo, ma io avrei preferito non finisse mai. In queste quattro (tre e un quarto!) stagioni ne abbiamo viste di cotte e di crude, se vi ci soffermate un secondo: prima la lotta contro Percy e la Divisione, poi Amanda – la nemesi per eccellenza, quindi la Supervisione, il confronto con il “vero” Governo grazie a Ryan (la cui morte non perdonerò tanto facilmente agli autori!), quindi la Zetrov e il Gruppo dei Doppi e tanto altro ancora. Come si è potuto troncare una trama simile io non lo capisco! Ma anche, e soprattutto, le cose belle hanno una fine e per Nikita la fine è giunta con una mini stagione da sei episodi, che hanno messo un punto alle vicende dell’agente ribelle della Divisione e dei suoi compagni, che hanno così potuto finalmente ottenere la tanto agognata libertà.

Come ci si aspettava, naturalmente, la quarta stagione ha rappresentato la conclusione di un ciclo, in cui i nodi sono tutti venuti al pettine e tutti i drammi hanno avuto una degna risoluzione. Questo, dopotutto, è stato un vantaggio, poiché è molto più saggio decidere di concludere una serie e darle un finale appropriato che troncarla di punto in bianco e lasciare tutto a metà. Malgrado la sua nikita_4breve durata, questa stagione ha avuto modo di riportare l’attenzione su tutte le dinamiche dei personaggi, approfondendole ancor di più, in determinate circostanze, ma senza perdere di vista la trama principale: il Gruppo dei Cloni e lo zampino di Amanda. Malgrado sia irrealistico e perfino audace pensare di poter vendere una storia in cui i capi di Stato vengano rimpiazzati da dei cloni con le loro stesse sembianze, in questa trama è difficile stabilire cosa possa essere semplicemente bizzarro e cosa irrealistico al quadrato: la storia ha retto finché ha potuto e poiché ha fatto da legante a tutta la vicenda, non si può scartarla completamente. Avrei avuto qualcosa da ridire se avessero lasciato qualche doppione in vita, con una sorta di perverso “to be (not) continued” ma sono felice non abbiano avuto questa malsana idea.

Nikita si evolve moltissimo in questa stagione. La vediamo all’inizio come la donna braccata da tutti per aver ucciso il presidente degli Stati Uniti, e tuttavia è improbabile che Nikki si arrenda senza combattere ed è dunque lei che vediamo lottare con le unghie e con i denti per rifarsi un nome, con il supporto (non richiesto ma necessario) del suo solito team, che comprende: Michael (fresco di rifiuto nikita_5dalla sua sposa in fuga), Alex (in giro con Sonya in pieno stile “Thelma e Louise”), un poco fidato Sam/Owen, Nerd e l’inaffondabile Ryan Flatcher. Dopo diverse esplosioni, uccisioni e fughe, nonché il recupero del vero Presidente non-ucciso, finalmente Nikita decide di fare ciò che fin dall’inizio avrebbe voluto e che ritiene, ormai, essere la sua unica possibilità di salvare se stessa e gli altri: dire la verità. Le implicazioni di questa scelta, non sto neanche a dirvelo, sono mastodontiche. Si parla di rivelare finalmente tutta la verità, tutto ciò che è rimasto sepolto per tantissimo tempo e che nessuno ha mai scoperto, grazie alle ragnatele di bugie tessute ora da Percy ora da Amanda.

Ora che il coniglio è fuori dal sacco, tuttavia, si presenta una difficoltà aggiuntiva: come sbarazzarsi di Amanda, creduta morta fino a pochissimo tempo prima? Con l’inganno, ovviamente, l’arma che quel serpente di donna ama più di qualsiasi altra. Ed effettivamente l’episodio finale non avrebbe potuto essere più emozionante, appeso sul filo del rasoio, in cui sembra che il carattere vendicativo e la sete di sangue di Nikita siano tornati a galla, solo per provare alla fine che, in realtà, lei è molto più di un semplice giocattolo nelle mani di Amanda e che ha semplicemente usato la sua stessa tattica per ingannarla. Il finale? Semplicemente perfetto. Non solo il ricordo di Ryan, che le sorride gentile, come un promemoria di ciò che hanno ottenuto e chi hanno sconfitto, ma anche la libertà di scelta, che per Nikita e Michael si rivela essere un’altra missione: impossibile pensare che due come loro avrebbero appeso le pistole al chiodo, non vi pare? Almeno hanno la possibilità di stare insieme che è ciò che (almeno per me) meritavano fin dall’inizio e che hanno ottenuto dopo tantissima fatica e tanti sacrifici.

nikita_1Dopo Nikita il personaggio che ho maggiormente apprezzato è stato, naturalmente, Ryan. Ricordo ancora la prima volta in cui conobbe Nikita, il suo coraggio  e la determinazione di fare ciò che è giusto, malgrado i rischi. E’ stato merito suo se la Divisione non è stata sterminata, alla fine della seconda stagione e, ancora una volta, è merito suo se Nikita ha la possibilità di sconfiggere Amanda. Certo, sarebbe stato tutto più facile se avessero creduto a Ryan fin dall’inizio, mentre in questo modo è stato necessario il suo sacrificio, la sua vita, perché gli altri potessero trionfare sul male. Due momenti in particolare colpiscono e commuovono, ed il primo tra questi è senz’altro il salto dal quarto piano che Ryan è costretto a fare per sfuggire ad Amanda e proteggere gli altri. Il suo confronto con Amanda ha avuto una sfumatura unica e drammatica che difficilmente può essere superata, in un climax di sofferenza. Quando Nikita ricorda Ryan, alla fine dell’ultimo episodio, inoltre, la commozione è quasi d’obbligo, proprio come la stella con il suo nome sulla parete per i caduti per la Patria: un degno posto per un vero eroe, che è esattamente ciò che Ryan Flatcher è stato.

Amanda, invece, la nemesi per eccellenza, la signora dal cuore di ghiaccio, non ha potuto avere altro se non esattamente ciò che si meritava fin dall’inizio: una cella, le catene e la consapevolezza che nessuno si dimenticherà di lei. Dev’essere stato un bruttissimo colpo per il suo ego, naturalmente. Ma è esattamente ciò che le spettava e sono felice che alla fine l’abbia avuto. Il suo titanico confronto con Nikita ha avuto finalmente una fine, che è poeticamente un riflesso di ciò che accadde quando Nikita venne incatenata nella Divisione: solo che stavolta le posizioni sono opportunamente invertite e quella con le catene ai polsi è proprio Amanda.

nikita_10Fedele compagna di Nikita in mille avventure è Alex, che si riconferma – soprattutto nell’ultimo episodio – la perfetta alleata e compagna dell’assassina della Divisione. Un rapporto unico, il loro, che ha visto le due donne – per ammissione di entrambe – imparare tanto l’una dall’altra. Nikita ha salvato Alex anche quando le era stato ordinato di ucciderla mentre, a sua volta, è stata Alex a ricordare a Nikita della sua umanità quando quest’ultima sembrava averla perduta. Una gioia vederle insieme, un’ultima volta, per una missione che ha come unico obiettivo ingannare Amanda e porre fine al suo regno di terrore. Ho vagamente apprezzato anche l’avvicinamento tra Alex e Sam – ora sua guardia del corpo, nulla di più appropriato! Ero una grandissima fan di Sean (a riconferma del fatto che i miei personaggi preferiti vanno presto incontro al loro destino) ma, soprattutto verso la conclusione, ho cominciato a capire che cosa abbia spinto Alex e Sam a coesistere e a dipendere l’uno dall’altra: sono due persone che hanno perso molto e che, nel loro profondo, hanno trovato l’uno nell’altra la risposta al vuoto che li stava sommergendo. Non apprezzavo Sam ma, ora, posso tranquillamente dire che non mi sta poi così tanto… antipatico.

nikita_11Naturalmente l’award per personaggio meno schematico e regolare va al Nerd, che continuerò ad adorare nella sua perfezione. Anche alla fine siamo in grado di scoprire molto di Birkhoff, in particolar modo del suo passato. Si scopre infatti che da piccolo aveva inscenato la propria morte e che suo padre è uno dei capi delle agenzie governative nelle mani di Amanda. E’ bello vedere la riunione padre-figlio, benché ci sia poco spazio per approfondirla, dopotutto. L’intervista finale è stata solo la ciliegina sulla torta di uno dei più bei personaggi non solo di Nikita ma, probabilmente, nelle serie d’azione in generale. Ci mancherai, Nerd.

Direi che mi sono dilungata anche troppo. Lasciatemi solo dire che, benché la riduzione di sole sei puntate sia stata una coltellata al cuore, non mi dimenticherò nemmeno di una delle avventure di cui Nikita è stata protagonista e così voi, se avete amato questa serie quanto me. A riprova del fatto che tutto ha una fine, salutiamo qui, proprio con le parole di Nikita, la fantastica serie che ci ha regalato tanto e che tanto ancora potrà darci, se mai avremo un po’ di tempo per passare in rassegna i nostri episodi preferiti.

“Now Ryan has given us a gift: freedom. Now we can find our place in the world, wherever that might be. Freedom is a scary thing though, we have no one to answer to but ourselves. We used to answer to them: the stepchild who nobody wanted but the world needed. Now that we’re finally free, I get why we fought so hard: the real gift isn’t freedom, is what we get to do with it. I don’t know about you, but I couldn’t sit on a beach anyway.”

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