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Nikita: Recensione degli episodi 3.07/3.08 – Intersection/Aftermath

Il rischio cancellazione è stato la spada di Damocle incombente su Nikita dall’inizio di questa terza stagione a causa dei continui bassi ascolti registrati, ed un mid-season finale piuttosto deludente era l’ultima cosa di cui la sfortunata serie della CW aveva bisogno. Dopo la pausa invernale, tuttavia, lo show è tornato alla grande ed “Aftermath”, l’episodio andato in onda questa settimana, ha portato finalmente al tanto agognato aumento degli ascolti. Il pubblico affezionato avrà sicuramente tirato un sospiro di sollievo, ma ora c’è da sperare che questi risultati rimangano stabili.
Nikita-3x07_05Le dinamiche innescatesi in “Intersection” ed il suo tragico finale hanno contribuito a dare uno scossone ad una trama orizzontale che era diventata stagnante; ed ora tra Alex che sta cercando di non ricadere nel tunnel della droga, Michael che si ritrova con una mano bionica che non funziona al meglio, Owen che sembra essere ritornato per restare ed intromettersi tra l’ex coppia felice, possiamo affermare con certezza che la serie è decollata.
Inoltre, Amanda si sta prefigurando come uno dei principali antagonisti in questa stagione e nello scorso episodio abbiamo avuto una chiara dimostrazione di come possa colpirli molto in profondità, anche se la sua ‘vittoria’ è da attribuirsi più al caso che all’abilità di manipolatrice.
Nikita & Co. erano a conoscenza delle intenzioni di Amanda, grazie a Birkhoff che smaschera Sonya (la talpa) e alla collaborazione di quest’ultima che si presta a fare il doppio gioco. Le tendono una trappola, dandole esattamente ciò che vuole e che stava cercando: una crepa in quelle solide pareti da cui adesso è circondata colei che è oggetto delle sue mire. Spiare un litigio della novella e felice coppia Michael/Nikita è musica per le orecchie dell’ex regina della Divisione, e lo è ancor di più scoprirne la causa; proprio ciò su cui fa affidamento la nostra coraggiosa squadra per attuare la sua contromossa.
Dopo aver intuito che il loro nemico NUMERO UNO si sta avvalendo dei servigi di The Watchman (L’Osservatore), un esperto in sorveglianza che lavorava per la vecchia Divisione (un altro dei dirty thirty), lo usano per arrivare a lei; un tete-à-tete tra Michael ed Alex – che sono finiti nel mirino dell’Osservatore – è ciò che può farlo uscire allo scoperto e portarli all’ubicazione di Amanda. Stanano così il nemico, dimostrandogli che non è al sicuro come credeva, e salvano un membro della squadra condannato a morte, ma non saprei dire – onestamente – se hanno vinto questa battaglia dato l’epilogo della vicenda. Inoltre, far soffrire Nikita era l’intento di Amanda sin dall’inizio ed ha raggiunto il suo scopo, anche se non è avvenuto esattamente come lo aveva pianificato. Non abbiamo visto la sua reazione, ed io sono curiosa di scoprire se lo considererà un successo oppure un fallimento.

Siamo stati attaccati dal nemico. Sono stato ferito, come qualsiasi altro soldato viene ferito in battaglia… Nikita, siamo in guerra. In guerra accadono brutte cose. Nessuno lo sa meglio di noi.

In “Aftermath”, le incomprensioni tra Michael e Nikita non sono più una farsa ma, nonostante le vicende personali e i conseguenti problemi interni alla Divisione, continua la caccia agli agenti ribelli, caccia alla quale si unisce anche Owen. Il loro uomo è Liam, un ripulitore che – a detta del suo collega – sarebbe uno dei ‘migliori’. Le condizioni fisiche di Michael compromettono la missione che prevedeva la cattura dell’agente disertore, e questo porta Nikita ad un confronto col suo compagno, che la sta escludendo dal dramma col quale è costretto a convivere. A nulla serve che la nostra protagonista gli ricordi le sue stesse parole, dette settimane prima: che avrebbero affrontato insieme qualsiasi cosa. “Not this”, è la risposta di Michael.13
Ma il suo stato emotivo e le difficoltà con la mano artificiale non gli impediscono di essere operativo; dopo tutto non è solo un uomo d’azione e lo dimostra una sua iniziativa che permette di poter riprendere la caccia al ribelle. Decide, però, di rimanere nella struttura questa volta, e osservare dalla sala di Controllo mentre Ryan coordina l’operazione; ma farsi da parte non è da Michael e quando la situazione si fa critica – mettendo Nikita in pericolo – scavalca il suo superiore ed assume il comando, favorendo il buon esito della missione grazie ad una ‘eccellente coreografia’.
La Divisione vive.
Michael sarà sicuramente fuori gioco per un po’, ma solo sul campo… e forse non durerà a lungo; il rapporto con Nikita, invece, sembra essere seriamente danneggiato nonostante lui non le dia la colpa di quanto accaduto.
La programmazione post pausa invernale ci ha davvero regalato due episodi intensi e avvincenti, ed io sono fiduciosa in quanto le premesse perché lo show prosegua su questa linea ci sono tutte.

Nancy

Books, movies, TV series, my cat... Life is sweet.

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